Venerdì 24 Settembre 2021 | 19:57

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Parco del Pollino Terra di segreti

Uno scenario intenso e complesso che parte da Maratea per poi arrivare a San Severino, Terranova, San Costantino Albanese.
Tante le sue peculiarità: dalla gastronomia all’artigianato, dall’agricoltura alle bellezze naturalistiche
Parco del Pollino Terra di segreti
Il suo cuore pulsante è un piccolo ma caratteristico comune a picco sul mare, il resto è una grande montagna dove suggestivi paesi si inerpicano facendole da corona. Il parco del Pollino è tutto questo. Uno scenario intenso e complesso che parte da Maratea per poi arrivare a San Severino, Terranova, San Costantino (solo per fare alcuni esempi) diventando il sistema turistico dell’area sud della Basilicata. Un intreccio articolato di bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali che mettendo insieme elementi diversi nel tempo è riuscito a creare interesse e curiosità tra gli appassionati di montagna e tra i semplici curiosi. Tante le sue peculiarità: dalla gastronomia all’artigianato, dall’agricoltura alle bellezze naturalistiche. Elementi che favoriscono le soste, che incoraggiano la vacanza e di conseguenza la crescita turistica. Tanto che oggi sono numerosi i vacanzieri che hanno scelto come meta per le ferie quella porzione di territorio che va da Maratea a San Severino, passando per Rotonda, Terranova, Lagonegro e San Costantino Albanese. Solo per citare alcuni territori, perchè in realtà quello del Pollino è uno scrigno ricco di tesori che mette in mostra gioielli di vario tipo. Innanzitutto di tipo naturalistico come Maratea con le sue spiaggette nascoste, i vicoli stretti, le antiche case. E poi, località come il Monte Sirino, altura di particolare pregio e importanza ambientale. Tanto che per gli appassionati è stato realizzato anche un itinerario geologico che permette di scoprire i «segreti della Terra» e delle diverse ere geologiche. E se l’area sud vuol dire geologia, altrettanto importanti sono gli aspetti storici. In particolare, quelli fatti dalle antiche dimore e dai palazzi storici. Come palazzo di Giura a Chiaromonte. Una struttura antica ed affascinante, che ha segnato i secoli e le popolazioni di quella zona. Dal Settecento sino ai giorni nostri, infatti, le vicende della famiglia di Giura si intersecano con quelle dell’area. A cominciare da Giovanni Di Giura, patriota che nel 1799, in piena rivoluzione napoletana, piantò nella piazza del paese l’albero della libertà. La rivoluzione fallì e per questo lo stesso di Giura fu rinchiuso all’interno della torre del suo palazzo. Secoli dopo il patriota un altro importante personaggio ha segnato la storia dell’area: il tenente colonnello Ludovico di Giura, medico imperiale in Cina. Destinato come ufficiale medico nel Congo belga straziato dal colera, fu successivamente inviato in Cina per sedare la rivolta dei Boxers. Nel «paese dei mandarini» vi rimase per oltre 30 anni, divenendo uno dei pochissimi occidentali ad avere accesso alla città proibita come medico personale dell’imperatrice Tze-Hsi e dell’imperatore Pu Yi agli inizi del secolo scorso, oltre che come fondatore di numerosi ospedali. Una dimora storica, quindi, non ancora conosciutissima ma indubbiamente affascinante e particolare. Così come altri palazzi storici, tra cui palazzo Filazzola a Nemoli. Costruito nel 1600, è appartenuto ad un casato della borghesia terriera lucana. Dai palazzi agli insediamenti antichi come quelli di Cersosimo, dove è stato trovato uno insediamento risalente al III a.C. di particolare pregio. Un insediamento che ha dimostrato l’esistenza di una popolazione in grado di realizzare arnesi tecnologicamente avanzati per l’epoca.
Ma il Pollino è anche una delle zone più ricche della Basilicata dal punto di vista gastronomico. Quella zona, infatti, vanta un patrimonio di produzioni tipiche di tutto rispetto, tanto da farle rientrare in un paniere certificato con marchio di produzione. Due sono, però, i «re» della tavola di quelle zone: i peperoni di Senise e la melanzana rossa di Rotonda. Il primo prodotto si distingue per le particolari caratteristiche organolettiche che ne facilitano l’essicazione. Il secondo è un ecotipo che in tutta Italia cresce solo in quella zona, dopo che i suoi semi sono stati esportati durante la guerra di Libia da alcuni soldati. Dal gusto amarognolo deve essere consumata in particolare sott’olio. 
ANTONELLA INCISO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie