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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Nella terra del barocco le antiche tenute di caccia

Lecce, la “Firenze del Sud” per la ricchezza dei monumenti barocchi, implementa l’offerta turistica con le sue gemme di rara bellezza rappresentate dalle masserie storiche della vasta “Foresta di Lecce” dove il conte di Lecce, Tancredi della casa d’Altavilla, cacciava le agili cerbiatte. Ecco qualche proposta per scoprire un'altra faccia del Salento.
Nella terra del barocco le antiche tenute di caccia
Nunzio Pacella

Lecce, la “Firenze del Sud” per la ricchezza dei monumenti barocchi, implementa l’offerta turistica con le sue gemme di rara bellezza rappresentate dalle masserie storiche
della vasta “Foresta di Lecce” dove il conte di Lecce, Tancredi della casa d’Altavilla, cacciava le agili cerbiatte.
I turisti, in visita a Lecce tutto l’anno, apprezzano moltissimo i ricchissimi ornati scultorei realizzati con la tenera pietra leccese, calcare marnoso a grana compatta e omogenea che abili mani di maestri scalpellini hanno modellato in colonne tortili, cornici fastose, balaustre a trafori, frontoni ricurvi, vasi da fiori e frutta, nastri svolazzanti, putti e mascheroni.
La basilica di Santa Croce iniziata nel 1353 per iniziativa del suo mecenate Gualtiero VI di Brienne, è l'espressione più grandiosa dell'architettura barocca della città di Lecce. Da Santa Croce al Duomo fino alla chiesa medievale dei santi Niccolò e Cataldo fondata nel 1180 da re Tancredi, è tutto un fiorire di chiese e palazzi.
Lecce “barocca” piace.

Piace di più agli stranieri che amano trascorrere le vacanze in dimore di charme come il seicentesco “Palazzo Rollo”, all’ombra del campanile eretto dallo Zimbalo
dal 1661 al 1682 in piazza Duomo, dagli alti soffitti decorati con stucchi, dagli arredi di gran pregio, dal giardino pensile e dall’ampio cortile interno circondato da una rigogliosa vite americana.

Gli anglofoni in particolare, sono affascinati dall’accogliente scuola di cucina salentina
allestita nel centro storico di Lecce dall’italo-americano Sylvester Silvestori, da trenta anni ai fornelli di ristoranti di mezzo mondo.
E proprio a Pasqua è programmato l’arrivo del primo gruppo, una decina di persone in tutto. L’obiettivo è scoprire le tipicità della tradizione gastronomica salentina: settimana dopo settimana, altri gruppi si alterneranno, fino all’autunno.

È l’italian style in salsa salentina fatto di cultura, tipicità gastronomiche e passeggiate all’aria aperta lungo i percorsi rurali della campagna leccese alla scoperta di ville, masserie, cripte e cappelle nascoste dagli ulivi sacri ad Atena.
A dieci chilometri da quel tripudio barocco che è Lecce, contorti ulivi secolari cingono d’assedio le masserie fortificate del XVI secolo, poco distanti dalle marine leccesi di Casalabate, Torre Rinalda e Torre Chianca: c’è il “Parco di Rauccio” con il bosco di lecci, la palude, il bacino costiero dell’Idume, il canale omonimo, la macchia mediterranea, la gariga, le ampie aree agricole con colture orticole ed arboree e le aree incolte prevalentemente utilizzate per il pascolo del bestiame. 

Alla stessa distanza sorge il complesso architettonico di Santa Maria di Cerrate, con l’Abbazia dalle composte forme romaniche dell’XI secolo, di cui si possono vistare gli affreschi, il chiostro, i frantoi sotterranei e la vecchia masseria trasformata nel 1975 dalla Provincia di Lecce in “Museo delle Tradizioni popolari” per conservare attrezzi e utensili che raccontano la quotidianità d’un tempo.

Tra le altre masserie c’è “Giampaolo”, legata alle famiglie feudali leccesi di Federico Tafuri e Gian Domenico Cigala, e “Tenuta Monacelli”, risalente al '600, dove le camere di austera eleganza sono state recuperate con un sapiente restauro che ne ha valorizzato gli ambienti: notevole il vecchio frantoio trasformato in ristorante (Rifugio del re) per la degustazione di piatti tipici.
Masseria “Monacelli” è abitualmente frequentata da gruppi di americani e canadesi che arrivano in Salento per scoprirlo in bicicletta e curiosare con grande interesse davanti alla chiesa della “Madonna del latte” in “Santa Maria dell’Alto” (XI-XIII sec.) a Campi Salentina e stupirsi ammirando il meraviglioso affresco della “Vergine allattante” nella Cripta della Favana a Veglie.
Altre masserie e ville storiche offrono ospitalità rurale: “Al Parco” e “La Badessa” a Lecce; “Casa Porcara” a Veglie; “Zanzara” a Leveranno; “Villa De Giorgi” a Monteroni di Lecce e “Tenuta Caradonna” a Lequile.

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