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Otranto, 496 posti barca e il turismo va in porto

di TONIO TONDO
OTRANTO - Sette anni di procedimenti con le amministrazioni locali e regionali, due anni di analisi e discussioni sulla valutazione di impatto ambientale, revisione del progetto originario per renderlo compatibile con la bellezza e delicatezza del paesaggio urbano e territoriale, sotto la protezione dell’Unesco: per il porto turistico di Otranto e il nuovo waterfront a est del centro antico forse siamo alla svolta decisiva. La Via dovrebbe essere alle battute finali, ma sarà la giunta regionale a dire la parola definitiva
Otranto, 496 posti barca e il turismo va in porto
di Tonio Tondo

OTRANTO - Sette anni di procedimenti con le amministrazioni locali e regionali, due anni di analisi e discussioni sulla valutazione di impatto ambientale, revisione del progetto originario per renderlo compatibile con la bellezza e delicatezza del paesaggio urbano e territoriale, sotto la protezione dell’Unesco: per il porto turistico di Otranto e il nuovo waterfront a est del centro antico forse siamo alla svolta decisiva. La Via dovrebbe essere alle battute finali, ma sarà la giunta regionale a dire la parola definitiva.

Diciamo subito che l’investimento non prevede neanche un euro di spesa pubblica. Oltre 45 milioni per realizzare 496 posti barca verranno dalle casse di un’impresa privata, la Società italiana per Condotte d’acqua, e del mercato finanziario. Per Otranto e il Salento è uno snodo significativo perché segna il ritorno degli investimenti privati in progetti di qualità e di significativo impatto occupazionale. Non è il solito intervento per nuovi villaggi residenziali che assediano la costa. Nel piano d’impresa Condotte sostiene che il mercato delle imbarcazioni in Puglia, nel segmento superiore ai 10 metri, è in crescita da diversi anni e che quindi la sua tenacia ed insistenza (la richiesta della concessione demaniale e marittima è del 2007) è sostenuta da validi motivi economici. Ma il vero valore aggiunto, di suggestione e di pregio del contesto, è nella cornice che fa da sfondo e sovrasta l’opera. I Bastioni della città aragonese, la cattedrale che raccoglie le reliquie dei Martiri, la chiesa bizantina di San Pietro, le vie storiche e i camminamenti sulle mura. Nel Mediterraneo ci sono tanti porti sotto le mura antiche, ma pochi possono rappresentare l’intensità storica e l’intreccio di culture decisive per l’Occidente come Otranto, il luogo più orientale d’Italia.

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La zona, appunto, si chiama ex cave, una fascia di costa spazzata dal vento e disgregata dall’erosione, tra gli Archi modello fascista, che saranno salvati e inseriti in una piazzetta, e i siti di arrivo dell’elettrodotto Grecia-Italia dove è anche previsto l’approdo del gasdotto. Dagli Archi partiranno due percorsi pedonali e ciclabili che arriveranno alle ex cave, tra aiuole e luoghi di sosta: dalla parte del mare, la banchina del nuovo porto; dall’altra, servizi e locali commerciali inseriti negli spazi vuoti della costa che via via sale verso la collina con il bosco e la campagna. L’edilizia è quindi a un piano, in un contesto da rinaturalizzare. Sui locali, terrazze per ammirare il mare e guardare dall’altra parte, in direzione delle coste albanesi visibili quasi ogni giorno. Al porto si può arrivare direttamente in auto dalla provinciale, senza passare dalla città. Poco più di 200 posti auto, interrati. .

Un porto, in realtà, c’è già, cresciuto negli anni con moli e barriere, estensione dell’antico approdo messapico nella piccola baia della valle delle Memorie. Un muraglione, lungo il molo S.Nicola, in direzione Nord-Sud, protegge dalle onde. Ma è un porto per piccole imbarcazioni, compatibile con la balneazione che gli otrantini vogliono salvare a tutti i costi. Invece, con il nuovo porto potrebbero attraccare anche i mega yacht dei nuovi ricchi dell’est, russi in testa. Metà posti barca è destinata alle classi tra i 13 e i 16 metri di lunghezza e 4,1 e 4,8 di larghezza, ma un buon numero è destinato agli yacht tra i 33 e i 44 metri di lunghezza e oltre, alla navi crociera.

Lungomare, belvedere, abbattimenti di barriere, moli senza muraglioni, materiali compatibili, e anche nuovi percorsi pedonali non più solo sulle mura e nelle stradine del centro storico. Il progetto di Condotte prevede un camminamento sotto le mura, su un punto di legno che parte da viale Kennedy, dalla parte opposta della baia e dai giardini per passare poi sotto le mura antiche. Un percorso suggestivo, leggero e sospeso tra mare e Borgo antico, fino ai nuovi pontili, in una sorta di proseguimento delle opere già esistenti, quasi un ribaltamento lungo l’asse di S.Nicola, proteggendo dai venti del Nord.

La parola più usata nelle relazioni è del porto con il paesaggio naturale e urbano. Molte relazioni di opere importanti promettono questa armonia, ma non è detto che l’operazione riesca come viene annunciata. A volte, previsioni sbagliate, imprevisti, improvvisi ripensamenti modificano i programmi e le buone intenzioni. Ma se Otranto riuscisse a realizzare questa opera in modo rispettoso della sua storia e dello straordinario patrimonio che rappresenta sarebbe un successo di tutti noi e del Salento che per far colpo si presenta con il mare, ma anche con il paesaggio e la cura della campagna.

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