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Finisce a Otranto il viaggio della nave Mediterranea nei mari della Puglia

di GIACOMO PAGONE
LECCE - Terminerà oggi nel porto di Otranto la navigazione nei mari pugliesi dei Plastic Buster a bordo della nave Mediterranea. Gli ultimi appuntamenti in programma saranno un incontro a bordo della Mediterranea con l'oceanografa Nadia Pinardi e i partner del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) alle 16, e un incontro-dibattito con la Capitaneria di Porto di Otranto alle 17:30, presso l’Auditorium Suore Pie Filippine
Finisce a Otranto il viaggio della nave Mediterranea nei mari della Puglia
di Giacomo Pagone

LECCE - Terminerà oggi nel porto di Otranto la navigazione nei mari pugliesi dei Plastic Buster a bordo della nave Mediterranea. Gli ultimi appuntamenti in programma saranno un incontro a bordo della Mediterranea con l'oceanografa Nadia Pinardi e i partner del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) alle 16, e un incontro-dibattito con la Capitaneria di Porto di Otranto alle 17:30, presso l’Auditorium Suore Pie Filippine.

L’iniziativa, che vede impegnati i ricercatori dell’Università di Siena nell’ambito del progetto "Med Solutions" sulla sostenibilità patrocinato dall’Onu, è partita da Bari lo scorso 26 maggio, finalizzata alla ricerca della presenza di microplastiche nei mari pugliesi. Partendo da questa navigazione, i ricercatori studieranno gli effetti nocivi dei rifiuti di plastica sui pesci e sui mammiferi marini. Se, infatti, le cause dell’inquinamento possono causare la morte di animali più grandi come le tartarughe marine, allo stesso modo comportano effetti negativi anche su creature più piccole, come ad esempio i plancton, fonte di nutrimento di pesci e mammiferi marini.

Se non bastasse avere a cuore l’ambiente, per tutelarlo, bisognerebbe pensare che la salute dei mari riguarda direttamente anche l’uomo. L’inquinamento marino, infatti, come tutti i tipi di inquinamento, si riflette su tutti, dal momento che il pescato che arriva sulle nostre tavole potrebbe presentare tracce inquinanti dovute alle microplastiche, come a qualsiasi altro agente inquinante, presenti nei mari.

La tutela dell’ambiente è un argomento di primaria importanza, soprattutto per una regione, come la Puglia, meta ogni anno delle vacanze di turisti italiani e stranieri. Nel 2013 la campagna Goletta Verde di Legambiente, avente l’obiettivo di monitorare e informare sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, ha indicato come "fortemente inquinati" ben 17 dei 30 siti monitorati lungo il litorale pugliese. Ugualmente, però, è da evidenziare che nel 2014 la Puglia è stata premiata con 10 Bandiere Blu. Il riconoscimento, conferito sulla valutazione dei criteri di servizi offerti, della pulizia del litorale e delle acque di balneazione, è andato a: Castro, Melendugno, Otranto e Salve per la provincia di Lecce, Fasano e Ostuni nella provincia di Brindisi, Ginosa per la provincia di Taranto, Monopoli e Polignano a Mare per la provincia di Bari e Margherita di Savoia nella provincia Barletta-Andria-Trani (BAT).

Il lavoro dei ricercatori della Mediterranea, andrà oltre la navigazione dei mari pugliesi. La nave, infatti, farà rotta nel Mediterraneo, per creare un trait d’union tra diversi popoli, all’insegna della cultura, dell’amore per la navigazione e della ricerca ambientale. L’ambizioso viaggio della Mediterranea, coprirà 20.000 miglia nel Mare Nostrum, per richiamare l’attenzione su un mare che negli ultimi decenni è stato troppo spesso teatro di tragedie legate alla guerra, alla fame e alla povertà.

Un progetto, dunque, volto a riscoprire le radici comuni di Paesi un tempo separati e uniti allo stesso tempo dal Mediterraneo, per capire che oltre all’Europa politica, principale interesse mediatico del momento, c’è un mondo che richiede solo di essere riscoperto.

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