Netflix
«Keep Breathing» l’arte di stare a galla in un survival movie
Anche qui, come in Surface, c’è molta acqua e una persona che cerca di stare a galla. Ma il genere è completamente diverso, siamo più dalle parti del survival movie che del thriller psicologico in KeepBreathing, in streaming su Netflix e in questi giorni una delle serie più viste in Italia.
La solita storiella? Un po’ sì e un po’ no. Il volo di Liv (Melissa Barrera) è stato cancellato e lei deve assolutamente partire per motivi personali, come scopriremo più avanti. Dopo vari tentativi riesce a salire a bordo di un aereo privato che finisce per schiantarsi nella remota frontiera canadese. Il pilota e il (finto) fotografo non ce la fanno, lei riesce a raggiungere la terraferma ma a parte il panorama mozzafiato non c’è nulla intorno a lei.
Nessuno sa dove sia, i mezzi a sua disposizione sono minimi (una bottiglietta d’acqua, due barrette di cioccolato), però non si perde d’animo. La determinazione non le manca (è una legale di successo a New York, il lavoro è la sua ragione di essere) e neanche la fantasia: attraverso una serie di flashback scopriamo il suo presente e soprattutto il passato. La madre pittrice (Florencia Lozano) volubile: presto l’abbandona; il rapporto difficile con il padre (Juan Pablo Espinosa), che si ritrova a gestire una bambina triste e solitaria. Il fidanzato (Jeff Wilbusch), collega, fin troppo premuroso, con cui ha una relazione ondivaga.
Tra un’estenuante camminata nel bosco e una caduta da cui non si sa come riesce a salvarsi, l’aspetto più interessante è l’amico immaginario (che sia la mamma, il papà o il fotografo deceduto), la voce che la guida a non demordere e giorno dopo giorno la riavvicina alla vita.