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leonardo

Grottaglie, «Assunzioni
a gestione clientelare?»

Fiom: non si esclude una mobilitazione che coinvolga i lavoratori fuoriusciti dalle ditte Denuncia del sindacato

Grottaglie, «Assunzioni a gestione clientelare?»

«A Grottaglie non si fanno assunzioni conformi al più grande gruppo industriale italiano a partecipazione pubblica, ma ormai vengono fatte a gestione familiare-clientelare». Affermazioni pesanti quelle di Giuseppe Romano, segretario Generale Fiom-Cgil Taranto e Roberto Clemente, segretario di Settore, che riguardano lo stabilimento Leonardo e le ditte dell’appalto. «Il concetto di relazioni industriali - aggiungono - è molto aleatorio: in assenza di queste risulta complicato spiegare a chi si trova disoccupato da un giorno all’altro il perché. La Fiom non esclude una mobilitazione di massa che coinvolga tutti i lavoratori fuoriusciti dalle ditte del perimetro Leonardo e dalle agenzie di somministrazione dal 2015 ad oggi, coinvolgendo anche i lavoratori diretti».

I rappresentanti sindacali fanno presente che «a partire dal 2015 il cambio di management ha invertito il processo industriale, seppur migliorando nella fase iniziale performance e risultati commerciali ed economici, la ripresa delle lavorazioni prima affidate a ditte esterne ha comportato una drastica riduzione complessiva di occupati. A pagarne le conseguenze sono stati solo i lavoratori, non tutti però. A partire dallo stesso anno, in cui c’è stato un picco di occupazione nello stabilimento grottagliese, ad oggi, hanno visto perdere occupazione poco meno di un migliaio di lavoratori».

Leonardo non ha condiviso «con le parti sociali - osservano Romano e Clemente - i criteri per i quali un lavoratore invece che un altro, di una ditta piuttosto che di un’altra avrebbe continuato a lavorare e perché. Così come sono avvenuti precedentemente gli affidamenti a ditte esterne, allo stesso modo sono avvenute e stanno avvenendo le assunzioni ed i licenziamenti».

La Fiom ha «lottato - sostengono i due sindacalisti - per applicare criteri oggettivi di anzianità lavorativa e carichi familiari, ma l’azienda non ha mai condiviso la nostra proposta e con il tempo stiamo capendo il perché: perché c’era da interrompere i rapporti con le ditte, ma con i dovuti “Riconoscimenti da elargire in stile prima Repubblica”. Non si sta tenendo conto di nulla: professionalità acquisite - viene denunciato - lasciate fuori ai tornelli ed in più la collocazione all’interno dello stabilimento dei “fortunati” non tiene conto delle logiche industriali. In tutte le sedi, anche istituzionali (Regione Puglia), Leonardo non ha mai dichiarato - concludono i due rappresentanti della Fiom - di fare assunzioni di nuovo personale a Grottaglie, invece nei fatti si sta verificando il contrario, smentendosi per l’ennesima volta ed aggirando il confronto. Peraltro in presenza di centinaia di lavoratori somministrati che andrebbero stabilizzati urgentemente».

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