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TARANTO

Caso Tecnomessapia
altri 12 mesi di cassa

Caso Tecnomessapia  altri 12 mesi di cassa

di Alessandra Flavetta

ROMA - Potranno contare su 12 mesi di cassa integrazione straordinaria i 177 lavoratori in mobilità della Tecnomessapia, l’azienda del distretto aerospaziale pugliese che aveva sospeso le procedure di licenziamento collettivo dopo che, la scorsa settimana, la vertenza era giunta al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) nell’impasse più totale. Con i licenziamenti collettivi e la chiusura dell’azienda cegliese – per via delle mancate conferme delle commesse da parte del gruppo Leonardo – il governo aveva spiegato che non c’era modo di accedere agli ammortizzatori sociali. Nel nuovo incontro convocato ieri pomeriggio, invece, il viceministro Teresa Bellanova ha portato la soluzione: il governo ha fatto pressing sull’ex Finmeccanica che ha tirato fori dal cilindro una commessa per Tecnomessapia, a condizione che si doti di una sede propria, mentre attualmente si appoggia presso Alenia Aermacchi.

L’azienda, nel corso del confronto, ha chiesto un incontro a Leonardo per comprendere l’entità della commessa e la sua durata, prima di dare una risposta al viceministro Bellanova, ma i sindacati dei metalmeccanici e lo stesso governo hanno sollecitato l’impresa a decidere subito, «altrimenti sarà l’unica responsabile dei licenziamenti», ha detto il segretario della Fim-Cisl Taranto, Valerio D’Alò. Dopo una riunione ristretta tra Confindustria Brindisi e Tecnomessapia, quest’ultima ha acconsentito a dotarsi di una sede propria e lunedì prossimo, presso Confindustria Brindisi, incontrerà le parti sociali per trasformare la procedura di mobilità, che sarà completata in Provincia di Brindisi per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi.

La commessa «avrà caratteristiche differenti da quelle del passato, non è la soluzione alla crisi, ma consente all’azienda – spiega Leo Caroli, Presidente del Comitato Sepac per le aree di crisi della Regione Puglia – di avere un minimo di attività per poter ricorrere alla cassa. Una bella notizia, ma basta una sola commessa a garantire il futuro di Tecnomessapia? Con 177 lavoratori ci vuole una diversificazione, l’azienda deve investire per fare un piano di conversione, non può essere solo una azienda di somministrazione di manodopera, ma deve assumere caratteristiche industriali. Le professionalità ci sono e la Regione Puglia – conclude Caroli – è pronta a fare la sua parte per sostenere un piano di conversione».

Anche i sindacati sono consapevoli che quella trovata ieri è una soluzione tampone: «Non consideriamo questo passo una vittoria, ma l’inizio di un percorso perché i dipendenti abbiano un lavoro stabile e degno della loro professionalità», chiarisce Michele Tamburrano, della Fim-Cisl Brindisi, che come il segretario della Fiom-Cgil Puglia, Giuseppe Cillis, è preoccupato per le sorti di tutto l’indotto dei siti Leonardo in Puglia, a Brindisi, Grottaglie e Foggia perché la nuova commessa porterà lavoro per qualche decina di lavoratori.

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