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la protesta

«È assurdo portare duecento
migranti nell'ex liceo artistico»

«È assurdo portare duecentomigranti nell'ex liceo artistico»

Pamela Giufrè

I residenti di via Lucania non vogliono gli immigrati nella sede dell’ex liceo artistico Lisippo. Ieri mattina sono stati almeno una ventina coloro che, risiedendo nella zona - dove le case affacciano su Mar Grande e sono vicine all’area commerciale urbana -, hanno manifestato davanti ai cancelli dell’immobile frequentato sino a diversi anni fa dagli studenti della media Martellotta e del liceo artistico.

I residenti hanno protestato contro gli operai dell’impresa che ha avviato i lavori nella struttura di proprietà della famiglia Bono. Ieri mattina i cittadini sono scesi in strada richiamando anche l’attenzione delle forze dell’ordine.

Già da alcuni giorni questi cittadini avevano avviato «una protesta civile e spontanea», come la definisce il comitato dei residenti, il quale ha dato vita ad una petizione popolare per ottenere un incontro con il prefetto di Taranto, Donato Cafagna. Obiettivo è impedire che la famiglia Bono possa fittare lo stabile, vuoto da quando la Provincia l’ha liberato trasferendo altrove le due scuole, alle cooperative che si occupano di accoglienza dei migranti. A tal proposito sono stati allestiti due centri di raccolta delle firme in altrettanti bar-pasticcerie della zona dove, da ieri mattina, il via vai di cittadini intenzionati ad aderire alla petizione, è decisamente aumentato.

«Non è possibile - afferma uno dei residenti in via Lucania - alloggiare qui gli immigrati con tutto quello che comporta la loro presenza. Siamo in una zona altamente frequentata da bambini, ci sono scuole, asili nido e strutture pubbliche. Sistemare qui 200 extracomunitari sarebbe un grave errore per una questione di sicurezza e di ordine pubblico».

«Non avevo ancora firmato la petizione - aggiunge un altro cittadino - ma solo per questione di tempo. Poi, quando dal balcone di casa, da dove negli ultimi tempi assisto a scene aberranti, ho visto le ruspe in azione, mi sono precipitato in strada a sostenere gli altri residenti contro quest’ assurda iniziativa ed ho subito aderito alla raccolta firme. Abito qui da diverse decine di anni. L’ho fatto per scelta nonostante tutto quello che è accaduto a Taranto in quest’ultimo periodo. L’ho fatto perché qui ho lavorato, pur essendo abruzzese, e quindi ritenevo giusto restare in questa città anche dopo la pensione. E’ a Taranto che sono cresciuti i miei figli e qui volevo restare fino alla fine ora che sono anziano. Ma a questo punto penso che tornerò nella mia città d’origine».

«Nessuno ci dica che siamo razzisti - protesta una commerciante della zona - perché accettare anche questo è veramente troppo, dopo che i nostri figli non trovano lavoro e ci sono tante famiglie in strada. Spesso mi capita di vedere gruppi di extracomunitari dalle parti della litoranea. Sono tutti uomini, talvolta alzano anche il gomito perché magari stanno a girovagare senza meta per un’intera giornata e vanno anche su di giri. Non voglio certo condannarli. Ma permettetemi di preoccuparmi come mi preoccuperei se ci fossero 200 italiani tutti uomini, in queste stesse condizioni, sotto casa mia ogni sera».

E persino un parcheggiatore abusivo della zona, uno dei pochi cortesi con i «clienti» in questa città, patria della sosta illegalmente custodita, ha da protestare per l’arrivo dei migranti in via Lucania: «Ci mancavano solo i profughi a toglierci quel po’ di guadagno che a fatica riusciamo ad avere».

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