Martedì 13 Novembre 2018 | 04:04

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polemiche a castellaneta

Rincaro dell'acqua
dopo i danni
causati dalla neve

consorzio di bonifica taranto

CASTELLANETA - «Non solo a quattro mesi di distanza dalle nevicate di gennaio non è stato preso alcun provvedimento, ma adesso ecco l’incremento dei costi dell’acqua del consorzio “Stornara e Tara”. Insomma, se volete cacciare gli agricoltori dalla terra ditelo chiaramente». Nuovo capitolo dell’interminabile querelle tra il consorzio di bonifica che serve la zona occidentale della provincia e il Tavolo Verde che è tornato al casello 4 in agro di Castellaneta (dove sarà anche oggi per fare il punto su eventuali novità) per denunciare come il nuovo sistema di conteggio dell’acqua porti notevoli incrementi per le aziende.

Il consorzio “Stornara e Tara” ha infatti di recente deliberato che l’acqua distribuita non venga più pagata per superficie prenotata ma per ore di erogazione. «Un sistema che porta ad aumenti che sfiorano il 200 per cento» ha sottolineato Pietro Ricci, presidente del Tavolo Verde, incontrando il direttore del servizio agrario del consorzio, Franco Fatone. «E al consorzio che risponde che gli aumenti sono bassi – ha spiegato Ricci - abbiamo anche portato degli esempi, carte e numeri alla mano: nel 2016 una azienda di 6 ettari che paga con fascicolo aziendale 400 euro ad ettaro per 5 ore di acqua, ovvero 540 ore da maggio a ottobre con una portata di 20 litri, versa 2400 euro. Con il nuovo metodo di conteggio sugli stessi ettari e ore distribuite ma con i nuovi costi, pagherà 6998,40 euro: 4600 euro in più, ovvero più di 1000 euro ad ettaro rispetto ai 400 del costo precedente».

Ma c’è di più. Il Tavolo Verde denuncia infatti come la delibera che fissa i nuovi prezzi sia stata sottoscritta anche dalle associazioni di categoria del mondo agricolo. «Qualcuno, come la Coldiretti – ha detto ancora Ricci -, ha capito e ha organizzato un incontro tra gli associati. Attendiamo di sapere cosa ne verrà fuori per ritrovarci e valutare, se nel caso di assenza di impegni e interventi da parte della Regione, se andare a protestare a Bari».

Una situazione già difficoltosa, quella che vivono gli agricoltori della zona occidentale della provincia, i quali hanno a che fare con un consorzio che su 22.000 ettari di servizio potenziale ne copre al massimo 5.000. «Siamo la regione italiana con il costo più alto dopo il Lazio – ha spiegato Paolo Rubino, coordinatore del Tavolo Verde -. Non è aumentando il prezzo dell’acqua che si rilancia il consorzio, ma solo con investimenti con i quali ammodernarlo. A quel punto, allora sì che incasserebbe di più perché servirebbe più aziende». [Angelo Loreto]

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