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Incontro a Bari con i sindaci

Depuratore di Manduria
giovedì tavolo tecnico

A presiederlo sarè il capo dipartimento della Regione, Valenzano

Depuratore di Manduria giovedì tavolo tecnico

di Nando Perrone

MANDURIA - Un tavolo tecnico aperto ai sindaci di Manduria, Sava e Avetrana e ai rappresentanti tecnici di associazioni e partiti per fare chiarezza sul depuratore. Si terrà giovedì, a Bari, alle 10,30, presso la struttura tecnica della Regione Puglia, alla presenza del capo dipartimento Barbara Valenzano. A promuoverlo, d’intesa con il governatore Emiliano, è stato il consigliere regionale manduriano Luigi Morgante.

«Ci sono persone, di vario ruolo – istituzionale e non – che vogliono che il depuratore non si faccia, o si faccia solo alle loro condizioni? Inevitabile porsi la domanda e chiedersi anche quali motivazioni – non espresse – ci siano dietro questi continui, improvvisi ostacoli, dietro l’asticella puntata sempre più in alto, sperando nel fallimento e nella sconfitta» afferma Morgante. «Scopriamo, allora, le carte. Per fare finalmente chiarezza, per emergere contraddizioni e falsità, per discutere nel merito sperando che la politica, con la sua scia di polemiche e strumentalizzazioni, faccia finalmente un passo indietro rispetto a valutazioni che devono essere fatte esclusivamente nell’interesse della comunità, valutando costi e benefici ed esaminando le varie opzioni in campo».

Poi il rappresentante di Area Popolare entra nel merito della contesa. «Per dieci anni abbiamo manifestato invano, ma con tenacia e ostinazione, contro la totale chiusura del Governo Vendola di fronte a qualunque dialogo e confronto sul progetto del depuratore, ritenuto immodificabile e che prevedeva lo scarico a mare. All’inizio del mio mandato in Consiglio regionale mi sono impegnato ed esposto in prima persona, insieme al collega Turco, per perorare la causa di un progetto alternativo rispettoso del particolare contesto ambientale, in linea con le richieste dei cittadini, di numerose associazioni e comitati sorti spontaneamente sul territorio in difesa del mare. In un anno e mezzo abbiamo bloccato di fatto il vecchio progetto, avallando quello alternativo senza scarico finale a mare, da realizzare con tecnologia d’avanguardia attraverso un buffer ecologico e con il recupero delle acque reflue trattato con il DM 185 che garantisce il massimo grado di affinazione. Adesso ci troviamo quindi di fronte a un duplice bivio: scegliere tra il vecchio progetto, con condotta sottomarina e scarico finale in mare, e lo studio di fattibilità che, se approvato dal Consiglio comunale di Manduria, porterebbe al progetto innovativo illustrato nei dettagli qualche giorno fa dallo stesso governatore. E ancora, decidere in merito alla collocazione, dopo la protesta della comunità di Avetrana».

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