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ambiente a taranto

Da aprile si tolgono
i fusti dalla Cemerad

Il commissario alla bonifica Corbelli: parte la bonifica del sito, 3401 sono radioattivi

Da aprile si tolgono  i fusti dalla Cemerad

di Maria Rosaria Gigante

TARANTO - E’ servito a fare il punto della situazione - così come indicava lo stesso tema dell’incontro («Stato di attuazione degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto») - e, probabilmente, anche ad avviare un dialogo istituzionale, l’audizione convocata ieri in commissione alla Regione Puglia, su richiesta del presidente Filippo Caracciolo, del commissario straordinario alle bonifiche di Taranto, Vera Corbelli. Nell’incontro è infatti giunta conferma dell’avvio delle operazioni di rimozione, da aprile, dei 16.500 fusti, di cui 3.401 radioattivi, presso il deposito ex Cemerad a Statte (completato il 50 per cento del programma di azioni preliminari alla rimozione; sorveglianza armata dell’area garantita per le 24 ore).

Questo il quadro generale della situazione fatto da Corbelli, la cui attività ha avuto inizio a settembre 2014. Gli interventi, previsti inizialmente per alcune aree della città, sono stati allargati all’Area vasta (Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte) per un’area di 564 km. Poi, per quanto riguarda il Sito di interesse nazionale di Taranto (Sin), l’area interessata è di 117 chilometri quadrati, di cui 44 di terra e 73 di mare con interventi che riguardano in particolare la riqualificazione del molo polisettoriale con l’ammodernamento della banchina di ormeggio, il dragaggio dei sedimenti e la nuova diga foranea; la riqualificazione e ristrutturazione di 5 scuole (completata) e del cimitero del quartiere Tamburi; la messa in sicurezza dei terreni e della falda dell’area Pip di Statte. Nove, invece, gli interventi previsti nel Mar Piccolo che vanno dalla bonifica e riqualificazione ambientale delle sponde e delle aree contigue alla mitigazione degli impatti derivanti dagli scarichi (ne sono stati censiti 180 tra quelli industriali e quelli civili). Sempre qui è in atto il trasloco temporaneo di specie di interesse conservatoristico (come 3mila cavallucci marini). In corso anche la campagna di indagini geognostiche per il censimento e il monitoraggio degli scarichi.

Per quel che riguarda l’Area vasta si punta anche alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti (rifunzionalizzazione dei sistemi di utilizzo e trattamento delle acque e riqualificazione di grotte e gravine). Infine, quanto ai fondi a disposizione del commissario, si tratta di 158 milioni di cui 125 quelli già trasferiti.

«Nello spirito di collaborazione e dialogo ho chiesto di calendarizzare una serie di incontri per confrontarci costantemente sull’iter del programma bonifiche», dichiara il consigliere regionale Renato Perrini (Direzione Italia) che parla anche di avvio, da ieri, di un dialogo istituzionale. Perrini sottolinea l’importanza di una comunicazione costante su ogni passaggio. «Fondamentale - aggiunge - sarà procedere con rapidità per le gare di appalto e l’apertura dei cantieri».

«Bisogna obbligare le industrie che inquinano a ridurre le loro emissioni e a ripagare il costo delle bonifiche dovuto per i danni che causano all'ambiente» dichiarano i consiglieri del M5S Cristian Casili e Antonio Trevisi. «Ci rendiamo anche conto che la bonifica non è un’operazione che si può realizzare nel giro di qualche mese o anno», dichiara a sua volta Michele Mazzarano, presidente del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, che auspica tuttavia che «una volta iniziati, gli interventi di bonifica procedano speditamente».

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