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Taranto «Licenziamenti
Cementir, stop subito»

Una soluzione prima dell'incontro con l'azienda il 18 a Roma

Taranto «Licenziamenti Cementir, stop subito»

Giornata di mobilitazione oggi per i lavoratori della Cementir. I sindacati di categoria ed anche lo Slai Cobas hanno proclamato 24 ore di sciopero. L’astensione riguarderà tutti i turni di lavoro con presidio stamattina davanti alla Prefettura. I dipendenti del cementificio contestano i licenziamenti annunciati dalla società e rilanciano la richiesta di poter acquisire al più presto un piano industriale finalizzato a salvaguardare il futuro occupazionale di tutti. Cementir ha infatti calcolato 106 esuberi nei suoi stabilimenti ed ha previsto il taglio più pesante a Taranto, dove dovrebbero essere mandati via 47 lavoratori su un totale di 72.

«Mai come in questa circostanza - dice Vito Lincesso (Filca Cisl) - i lavoratori hanno dimostrato di essere uniti anche sul fronte più difficile che è quello della perdita dell’occupazione, in un territorio dove il reinserimento è quasi impossibile. Nonostante tutto, anche nell’ultima assemblea è stato ribadito che o si salvaguardano tutti gli occupati o nessuno. Ed è portando avanti questo obiettivo che i lavoratori stanno scioperando tutti insieme».

Al prefetto Umberto Guidato, Lincesso, con Francesco Bardinella (Fillea Cgil) e Antonio Guida (Feneal Uil), chiedono un intervento mirato a far fare un passo indietro a Cementir, in considerazione del fatto che in tutti questi anni l’azienda ha contribuito ad accrescere l’inquinamento ambientale d ora vuole andare via. Per i sindacati, anche un altro anno di contratti di solidarietà o la cassa integrazione straordinaria potrebbero essere una soluzione utile a scongiurare i licenziamenti e, allo stesso tempo, a venire incontro alle esigenze economiche dell’azienda che dichiara di essere in crisi. «Nel frattempo - precisa Lincesso - potrebbero aprirsi sul territorio scenari interessanti per il rilancio del cemento in sé, ad esempio attraverso la costruzione del nuovo ospedale di Taranto, oppure indirettamente con la possibilità di far transitare le professionalità di Cementir nelle aziende che investiranno su Taranto in virtù del Cis».

Della possibilità di mantenere agganciata l’azienda alla realtà tarantina con la proroga degli ammortizzatori sociali, i sindacalisti vogliono discutere prima della prossima settimana. E’ stata infatti aggiornata al 18 ottobre la trattativa a Roma sui licenziamenti a Roma. «Chiediamo al prefetto - aggiunge Guida - che solleciti Cementir a riaprire il confronto con noi perché l’azienda si è chiusa e non ne vuol sapere dopo 60 anni di attività a Taranto. La questione va affrontata prima del 18 perché poi sarà troppo tardi e non si potrà che prendere atto dell’avvio dei licenziamenti». «L’auspicio - dichiara Bardinella - è anche quello che Cementir ci faccia conoscere le sue intenzioni per il futuro visto che ha di recente acquisito il ramo d’azienda della Sacci, che era sul baratro». «Anche se - prosegue Lincesso - gli stessi lavoratori di questa società sono a rischio da quando sono passati a Cementir. Solo che ad Arquata e a Spoleto la politica sta aiutando i lavoratori, a Maddaloni è in itinere per la concessione della cava, mentre a Taranto siamo abbandonati da tutti. Politici ed istituzioni non hanno ancora risposto ai nostri solleciti». E oggi pomeriggio vertice all’Autorità portuale per la banchina Cementir.[p.giufrè]

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