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«Forse lo vogliono chiuso»

Ospedale, Grottaglie
si appella al prefetto

Comitato: viene meno giustizia sociale

Ospedale, Grottaglie si appella al prefetto

di Raffaella Capriglia

GROTTAGLIE - «Sono venuti meno i cardini della democrazia e della giustizia sociale e non sono state riconosciute le istituzioni che lei rappresenta». Il comitato in difesa dell’ospedale San Marco di Grottaglie ha scritto al prefetto di Taranto, Umberto Guidato. Nella comunicazione, inviata nelle ultime ore, è contenuto un appello per salvare l’ospedale di Grottaglie e l’invito alla manifestazione che si svolgerà domenica prossima, a far tempo dalle ore 17, in piazza Principe di Piemonte. Il dibattito è stato convocato dal comitato dopo la delibera dell’Asl di Taranto che determina il prosieguo del piano di emergenza estivo. La proroga, decisa perché le disposizioni del piano sono «in linea con il piano di riordino ospedaliero», nei fatti mantiene chiusi il Pronto soccorso (gestito come Punto di primo intervento dal 118) e il reparto di Ostetricia. Dall’1 ottobre, invece, si attendeva che fossero ripristinate le attività dei reparti, come assicurato in un incontro tenuto in Prefettura nel luglio scorso e in un documento firmato dalle stesse autorità sanitarie.

Per il comitato guidato da Milena Erario e Vitaliano Bruno, dunque, le ultime scelte di proroga del piano estivo dimostrano che «la volontà è quella di chiudere l’ospedale». Il San Marco, nella bozza del piano di riordino ospedaliero regionale (in corso di esame alla Regione), si trasformerebbe in presidio dedicato alle post-acuzie e alla riabilitazione. «Le scriviamo a nome dei cittadini di Grottaglie che hanno ancora fiducia nelle istituzioni e nella giustizia. Abbiamo atteso fino ad oggi, sperando in un suo intervento ufficiale a salvaguardia delle regole della democrazia. Il primo ottobre 2016, per un accordo ufficiale sottoscritto fra il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò e il direttore generale della Asl di Taranto Stefano Rossi, di cui lei era testimone e garante, l’ospedale San Marco avrebbe dovuto riaprire il punto nascita ed il pronto soccorso. La Asl non ha mantenuto l’impegno preso», scrive il comitato al prefetto. «Quando vengono meno le regole della democrazia e i legali rappresentanti non intervengono, il pericolo della deriva è dietro l’angolo, incominciano a mancare i valori del diritto e della giustizia. Non abbiamo voluto manifestare in Prefettura la nostra protesta - continua il comitato nella lettera al prefetto -, abbiamo pensato che, con tempestività, lei sarebbe intervenuto in difesa di un diritto sovrano: il rispetto della legge. Perché non è ancora intervenuto? Oggi la richiesta di giustizia - si legge, in conclusione, nella missiva - va oltre la richiesta di salute. Vogliamo ancora credere che esistano le istituzioni, la legge, lo Stato».

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