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A Taranto

Giudice di pace disapplica
depenalizzazione ingiuria

Il giudice Russo precisa nella sua ordinanza di aver agito «nel rispetto della Direttiva 2012/29/Ue» in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato

toga

TARANTO - Il giudice di pace Nicola Russo oggi a Taranto ha disposto la disapplicazione del decreto legislativo n.7 del 15 gennaio 2016 in ordine all’abrogazione del reato di ingiuria (recentemente depenalizzato) con "conseguente reviviscenza della norma abrogata». Il processo, dunque, proseguirà a carico di una donna accusata di ingiurie, difesa dall’avv. Antonio Santoro, e questo nonostante l’art. 594 del codice penale sia stato abrogato. Il provvedimento è stato inviato «per opportuna conoscenza» al presidente della Repubblica, alla presidenza del Consiglio dei ministri, al Consiglio superiore della magistratura e al procuratore di Taranto.

Il giudice di pace Russo precisa nella sua ordinanza di aver agito «nel rispetto della Direttiva 2012/29/Ue» in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, e «nel rispetto degli articoli 2 e 3 della Costituzione e degli articoli 49 e 53 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea». Russo precisa che la Direttiva Ue afferma che «un reato è non solo un torto alla società ma anche una violazione dei diritti fondamentali delle vittime».
Infine il giudice cita la «disparità di trattamento» tra l'abrogato reato di ingiuria e l’attuale reato di diffamazione che «si distinguono solo per la presenza o l’assenza della parte offesa».

L’udienza è stata aggiornata al 24 giugno per il tentativo di conciliazione. La parte offesa è difesa dall’avv. Luca Balistreri.

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