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Taranto, no alla alla privatizzazione per il mercato ortofrutticolo all'ingrosso

fabio venere

Si allarga il fronte «bipartisan» contro la decisione del Comune riguardo al Me.Ta ubicato in contrada Pantano a Lido Azzurro.

Si allarga il fronte della protesta dopo l’avvio da parte del Comune di una manifestazione di interesse per valutare la possibilità di far gestire ad operatori privati il mercato ortofrutticolo all’ingrosso (Me.Ta), ubicato in contrada Pantano a Lido Azzurro. Dunque, ai “no” secchi di Stano (M5s) e Stellato (Forza Italia) e alle forti perplessità, avanzate preraltro dai banchi della maggioranza, di Boshnjaku (Misto), sulla vicenda interviene, opponendosi nettamente, il segretario provinciale del Partito socialista italiano, Paolo Castronovi (per la cronaca, già assessore e consigliere comunale di Taranto). Che, in una nota stampa, afferma: «La svendita di Taranto non è sviluppo. È abbandono».

Secondo l’esponente socialista, l’Amministrazione comunale avrebbe imboccato una «deriva privatizzatrice» sistematica, frutto di una precisa scelta ideologica per dismettere il settore pubblico a favore dei privati, lasciando la cittadinanza priva di tutele. Per il Psi, non si tratta di episodi isolati, ma di un «disegno organico» per smontare il patrimonio pubblico costruito negli anni con il contributo dei contribuenti. «Questo schema si chiama con un nome preciso: dismissione del bene comune», sottolinea Castronovi.

Inoltre, la nota della federazione provinciale del Psi elenca con preoccupazione i settori finiti nel mirino della privatizzazione: Kyma Ambiente, ovvero l’azienda che gestisce l’igiene urbana, dove il dibattito sulla cessione ai privati metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro e la qualità del servizio; asili nido comunali, con l’avvio dell’iter per due strutture pubbliche viene visto come un attacco al futuro della città, sottraendo servizi educativi al diritto per affidarli alla logica del profitto; e ora, prosegue l’esponente socialista, toccherebbe la stessa sorte al Mercato generale Me.Ta, definito un presidio economico fondamentale per l’agroalimentare e uno strumento di tutela per i consumatori, ma ora anch’esso al vaglio della privatizzazione.

“Taranto - spiega Castronovi - è una città che ha già sofferto per decenni a causa dell’industria pesante e di crisi economiche profonde; per questo necessita di investimenti pubblici e tutele, non di ulteriori impoverimenti”. A fronte di questa situazione, il Psi chiede formalmente: l’immediata sospensione di tutti gli iter di privatizzazione in corso; la convocazione di un tavolo pubblico con sindacati, associazioni di categoria e forze politiche; un piano industriale trasparente per Kyma Ambiente che ne garantisca la gestione pubblica e la stabilità dei lavoratori; il ritiro degli atti riguardanti gli asili nido e un piano di valorizzazione pubblica per il mercato Me.Ta.

Il segretario Castronovi conclude con un monito perentorio all’Amministrazione: «Fermatevi. C’è ancora tempo per tornare a governare nell’interesse di Taranto». Il Partito socialista assicura che continuerà a battersi affinché i servizi pubblici non vengano ceduti, ma potenziati, mettendo le persone davanti ai bilanci.

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