Chiudere il cancello dell’ex Amiu prima che i creditori aggrediscano il patrimonio a suon di decreti ingiuntivi.
È questo l’imperativo categorico che si ascolta a metà strada tra il Comune di Taranto e la sua azienda partecipata per l’igiene urbana. Ma per proteggere Kyma Ambiente, che attraversa una fase così delicata, serve un piano, ma non un piano qualunque. Il riferimento, in questo caso, è alla redazione di una ristrutturazione del debito da presentare il prima possibile, qualunque sia la forma da usare, proprio per bloccare sul nascere i decreti ingiuntivi da parte dei creditori il cui numero, in quest’ultimo periodo, sarebbe aumentato.
La ristrutturazione del debito per le aziende di servizi pubblici locali (Spl) in Italia, specialmente quelle a partecipazione pubblica, si inserisce nel quadro complesso del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (Ccii), previsto dal decreto legislativo n. 14 del 2019 e del Testo unico sulle società a partecipazione pubblica (Tusp). Le Camere di commercio svolgono un ruolo-chiave attraverso la cosiddetta composizione negoziata della crisi.
Ma quali sono gli strumenti di ristrutturazione per le aziende del servizio pubblico locale? Società di questo tipo, pur con le peculiarità legate al socio pubblico, sono soggette al Codice per la crisi di impresa. Gli strumenti principali includono: composizione negoziata della crisi (stragiudiziale), che è un percorso volontario assistito da un esperto indipendente (nominato dalla Camera di commercio) per risanare l’impresa, ideale quando la società è squilibrata, ma non ancora insolvente. Ed è questa la strada che potrebbero percorrere i vertici dell’ex Amiu. Quest’opzione permette di rinegoziare con i creditori e ottenere misure premiali tributarie, come la rateizzazione fino a 120 rate dei debiti con l’Agenzia delle entrate in casi di grave difficoltà.
Poi, il Codice della crisi di impresa prevede anche la possibilità di sottoscrivere degli accordi di ristrutturazione dei debiti, soluzione indicata quando la massa debitoria è concentrata su pochi soggetti, omologati dal Tribunale. E ancora, le aziende in crisi possono elaborare un Piano attestato di risanamento. Si tratta di un accordo stragiudiziale tra debitore e creditori per risanare l’esposizione debitoria.
E infine, si può arrivare al concordato preventivo in continuità aziendale. Che è uno strumento giudiziale mirato a preservare la continuità aziendale e i posti di lavoro.
LA CAMERA DI COMMERCIO È l’ente in cui si incardina la cosiddetta composizione negoziata della crisi. Il segretario generale della Cdc, in particolare, nomina l’esperto indipendente che facilita le trattative tra l’azienda di servizi pubblici locali (in questo caso Kyma Ambiente) e i creditori.
I VANTAGGI La composizione negoziata della crisi comporta dei vantaggi. Quali? Il tribunale, dal canto suo, può disporre misure cautelari e protettive (quali ad esempio, il blocco delle azioni esecutive dei creditori) per tutelare il patrimonio durante la fase di negoziazione.















