Il caso
Scontri a Manduria, due tifosi del Taranto finiscono agli arresti domiciliari
Accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, saranno processati domani per direttissima dopo gli episodi al termine della gara con l’Atletico Acquaviva
Saranno processati domani per direttissima i due tifosi del Taranto finiti nel pomeriggio di ieri agli arresti domiciliari con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in servizio durante le manifestazioni sportiva per gli scontri avvenuti al termine della gara tra i rossoblu e l'Atletico Acquaviva sul campo di Manduria.
È stato il pubblico ministero Rosalba Lopalco, che ha coordinato l'inchiesta dei poliziotti della Digos agli ordini del vice questore aggiunto Paolo Favia, a disporre l'arresto in flagranza differita e poi a chiedere che i due ultras, di 22 e 25 anni difesi dagli avvocati Giuseppe D'Ippolito e Antonio Laterza, siano giudicati immediatamente.
Stando a quanto si legge negli atti dell'inchiesta al termine della gara terminata 1-1, i due supporter ionici, hanno tentato di forzare la porta che consentiva l'accesso agli spogliatoi dello stadio Dimitri e in quei frangenti si sarebbe scagliati con un agente della Digos, in servizio d’ordine pubblico per la gara, causando una serie di lesioni. Dai video esaminati dagli investigatori, infatti, è emerso che i due avrebbero strattonato il poliziotto che sarebbe caduto a terra e in quel momento, uno dei due indagati lo avrebbe colpito con un violento calcio al torace.
Domani, come detto, i due ultras dovranno comparire dinanzi al giudice Tiziana Lotito che, dopo aver proceduto alla valutazione sulla convalida degli arresti, dovrà celebrare il processo nei loro confronti.