sanità

Giovane intossicato salvato dalla camera iperbarica del Centro ospedaliero militare di Taranto

Il C.O.M. di Taranto, con la camera iperbarica dell'ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, garantisce un servizio di reperibilità h24 per le emergenze iperbariche sul territorio

Un giovane paziente colpito da avvelenamento acuto da monossido di carbonio è stato soccorso nella serata del 7 gennaio grazie all’intervento del team sanitario, subacqueo e tecnico del Servizio di Medicina Iperbarica del Centro ospedaliero militare (C.O.M.) di Taranto.

L’attivazione è avvenuta su richiesta del pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, dove il paziente era giunto in condizioni gravi. Dopo la stabilizzazione e i primi accertamenti clinici, il giovane è stato trasferito in ambulanza al nosocomio militare di Taranto per essere sottoposto, nel corso della notte, a un primo trattamento in camera iperbarica, con esito positivo.

Nel periodo invernale, ricorda la Marina militare, le intossicazioni da monossido di carbonio di origine domestica, spesso legate all’uso di apparecchi a combustione o bracieri in ambienti chiusi, continuano a causare numerosi casi gravi e vittime. Attiva da oltre dieci anni a supporto della popolazione civile, la camera iperbarica del Centro ospedaliero militare di Taranto, insieme a quella dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, garantisce un servizio di reperibilità h24 per le emergenze iperbariche sul territorio.

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