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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Taranto, la parola a Melucci: «Ricucire lo strappo con il M5S»

Taranto, la parola a Melucci: «Ricucire lo strappo con il M5S»

Il sindaco del capoluogo jonico: «Sarebbe stato innaturale escludere i Verdi»

07 Agosto 2022

Fabio Venere

Sindaco Rinaldo Melucci, dopo la caduta del Governo Draghi, il campo largo (quello costituito alle scorse Amministrative dell’alleanza tra il centrosinistra e i Cinque Stelle) non esiste più. Come valuta questo strappo? E nella sua giunta l’esponente del M5S rimarrà?

«Auspico che lo strappo, con il tempo, si possa ricucire anche in considerazione del fatto che stiamo discutendo di anime ugualmente progressiste ed ecologiste. Non ha senso viaggiare divisi. Alla scorsa tornata amministrativa la lista coordinata dal senatore Turco e dall’avvocato Nevoli ha sposato la mia idea di città, ha aderito e arricchito il piano di transizione Ecosistema Taranto. Non è stata una semplice operazione di coalizione, ma un’alleanza sui contenuti e sugli obiettivi. Perciò nulla è cambiato da allora e non c'è davvero alcun motivo di riconsiderare il contributo in giunta dell'assessore Luppino».

Nei prossimi giorni, il Pd dovrà definire i candidati nei listini proporzionali e nei collegi uninominali. Lei ha fatto un pubblico endorsement per il deputato uscente Ubaldo Pagano. E nel collegio di Taranto, invece, chi vorrebbe?

«Non desidero fare nomi, quella che vorrei è una persona che sappia portare in Parlamento le istanze della città, che conosca dall’interno i meccanismi istituzionali che stanno alimentando la trasformazione di questi anni di Taranto, che sappia dialogare costantemente e a ritmi sostenuti con l’Amministrazione comunale, che riconosca che il percorso verso un modello di sviluppo sostenibile e alternativo alla monocultura industriale, di radicale rigenerazione urbana, è ormai ineludibile».

A proposito di alleanze è stato tormentato il rapporto tra Letta e Bonelli. Lei, invece, ha lavorato molto per avere Europa Verde nella sua coalizione. Secondo lei, può esserci un centrosinistra senza i Verdi?

«Sarebbe stato davvero imperdonabile, innaturale, non stare insieme. Oggi non si può essere autenticamente progressisti senza tenere al centro le istanze ecologiste, temo che la gente non lo comprenderebbe. Ma Enrico Letta ed Angelo Bonelli hanno fatto sintesi e continueranno così il percorso che li ha visti uniti. Oggi non ci può più essere un ecologismo di nicchia, stiamo andando speditamente incontro a catastrofi climatiche, energetiche, umanitarie, produttive, come si può pensare di non essere tutti accomunati dal messaggio ecologista, che è un messaggio per il futuro dell'umanità. È molto più che politica. Per questo, io li ho voluti fortemente a bordo e credo nel ruolo essenziale dei Verdi. E questo a prescindere dai risultati elettorali. I loro temi sono i miei temi. Non si può pensare, in buona fede, ad una Taranto resiliente e sostenibile senza una rivalutazione delle loro antiche battaglie, sebbene siano chiamati oggi ad allargare i loro orizzonti politici».

Il 18 settembre si vota per eleggere il presidente della Provincia di Taranto. Se le chiedessero di candidarsi è pronto a ricoprire il doppio ruolo di sindaco di Taranto e presidente di Provincia?

«Sono innamorato perso di questa nostra terra, che per me può esprimere tutto e il meglio. Quando c’è da lavorare per questa finalità non mi tiro mai indietro e nemmeno subordino le mie scelte alle teorie politiche o partitiche di turno. Questo atteggiamento un po' romantico è stato per assurdo uno dei miei punti deboli nella passata stagione amministrativa, tantissimo lavoro per il capoluogo ionico, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, forse poca attività politica. Ma l’attività politica è stata la leva che, alle precedenti elezioni provinciali, ha fatto prevalere giochi di palazzo e franchi tiratori. E nonostante questo, sempre per l'amore di cui sopra e per sostenere le istanze di tanti colleghi sindaci, da subito avevo dato supporto all'ente di via Anfiteatro, salvo verificare che la sua gestione si stesse rivelando comunque fallimentare e più attenta ai calcoli di potere, anche sul Comune di Taranto, come ben noto. Io non sono così, affronto con grande rispetto le vicende di quell'Ente che è di tutti i cittadini ionici. Certo, una maggiore sinergia tra Comune e Provincia è un tema interessante, per quello che si può sviluppare sul modello del laboratorio Taranto, anche alla luce della attuale assenza di consiglieri provinciali del capoluogo. Tuttavia, la presidenza della Provincia non è nella mia agenda in questo momento, vedremo le riflessioni che nei prossimi giorni sarà utile compiere insieme ai rappresentanti del territorio. L'importante è restare uniti e al lavoro per la comunità, ho colleghi fantastici in ogni angolo della provincia».

Sindaco, può girare i fogli del calendario di un paio di mesi. L’Italia avrà un nuovo, l’ennesimo, ministro dello Sviluppo economico e un nuovo ministro dell’Ambiente. Immagini di averli di fronte. Cosa direbbe loro magari prima che inizino a cimentarsi sul dossier dell’ex Ilva?

«Di ascoltare la comunità, di leggere i cambiamenti del mondo, di lasciare fuori da ogni ragionamento i pregiudizi e la politica, di avere il coraggio di assumere che una nuova strada è possibile e ricca di opportunità anche per il Paese, che non c'è da temere un accordo di programma. Immagino sia ormai superfluo ribadire che finché non si sosterrà in maniera trasparente un dibattito tecnico sulla completa decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico, sulla destinazione delle risorse del Pnrr, sul riavvio delle bonifiche del territorio tarantino, sulla sorte dei lavoratori dell'amministrazione straordinaria, sul trattamento dell'indotto locale, sull'introduzione di una valutazione preventiva del danno sanitario, sul riesame di una mediocre Aia, sulle risultanze degli studi scientifici esistenti e, infine, sulla direzione del piano industriale avremo sempre momenti di tensione, sprechi di denaro pubblico e false ripartenze. Se si continua così, l'ex Ilva intraprende da sola una via senza uscita e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Io ripenso alle motivazioni del Tar Puglia in relazione alla nostra ordinanza del 2020, quando sostiene che il sindaco di Taranto ha fatto tutto quanto in suo potere per garantire il rispetto della salute dei cittadini e sono in pace con la mia coscienza. Quello della tutela della salute sarà sempre l'obiettivo cardine e senza quello, sia chiaro per tutti, non ci sarà mai una prospettiva».

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