Mercoledì 16 Ottobre 2019 | 04:26

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«Non lo accettiamo, la produttività viene prima delle vite umane?»

Taranto, nuovo incidente gru Mittal, nessun ferito

foto di repertorio

«Per Arcelor Mittal la produttività viene prima delle vite umane? Allora rispondiamo no grazie, su questo argomento Taranto ha già dato. La sicurezza di chi lavora viene prima di ogni cosa». Il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo (Cgil), commenta così «il premio ad personam stanziato dalla multinazionale» per quei lavoratori che non hanno aderito allo sciopero per la morte il 10 luglio del gruista Cosimo Mossaro, permettendo la continuità produttiva di alcuni reparti. Per Gesmundo, «le vite umane non sono sacrificabili e non possono essere funzionali al successo e alla produzione. Che si tratti di un agricoltore che sfrutta i braccianti o una delle più grandi multinazionali al mondo. Non lo accettiamo e avverseremo con ogni mezzo questo declivio di civiltà prima ancora che di mercato e organizzazione del lavoro».

«Quanto accaduto - argomenta il segretario Cgil - stride fortemente con quanto affermato da ArcelorMittal, di voler rilanciare le attività del siderurgico attraverso un percorso di dialogo e rispetto della città, dei lavoratori, delle istituzioni. E invece si è svelato il loro volto più biecamente padronale».
«Ferma restando la scelta individuale di aderire o meno a uno sciopero - spiega - un agire così sfrontato dell’azienda offende le libertà sindacali, perché in tempi di difficoltà reddituali e crisi occupazionale, mette in atto un’azione scorretta e quasi ricattatoria nei confronti del lavoratore, introducendo un istituto premiale in denaro in cambio di un rifiuto alle decisioni del sindacato. Azione da stigmatizzare due volte perché quello sciopero era stato indetto a seguito della tragica morte del gruista Cosimo Massaro, chiedeva più sicurezza in un’azienda che purtroppo presenta un numero di infortuni molto elevato».

LA REPLICA DI MITTAL - «Nel rispetto assoluto del diritto allo sciopero, ArcelorMittal Italia ha voluto comunque riconoscere la professionalità dei colleghi, un comportamento che ha consentito di mantenere in sicurezza lo stabilimento e di garantire l’incolumità del personale e della comunità di Taranto». Così la multinazionale che gestisce il siderurgico di Taranto replica allo sciopero proclamato da un sindacato contro i riconoscimenti concessi dall’azienda a chi non si astenne dal lavoro durante lo sciopero proclamato per la morte del gruista Cosimo Massaro il 10 luglio.
«Dopo il tragico incidente del 10 luglio scorso - spiega l'azienda - e prima ancora della proclamazione dello sciopero, ArcelorMittal Italia ha dovuto mettere al minimo tecnico gli impianti per garantire la sicurezza dello stabilimento di Taranto. L’Azienda ha immediatamente convocato le Organizzazioni Sindacali per comunicare loro la criticità della situazione legata essenzialmente all’impossibilità di mantenere in marcia gli impianti, in particolare, l’ultimo altoforno che era operativo» (in quei giorni critici due tre altoforni del siderurgico vennero quasi spenti). «Mantenere in attività gli impianti - prosegue ArcelorMittal - è una condizione di sicurezza indispensabile in un’azienda siderurgica strutturata intorno a un ciclo continuo e ininterrotto. In quelle ore molto delicate, alcuni colleghi hanno mostrato un profondo senso di responsabilità che ha permesso di evitare una situazione particolarmente drammatica che avrebbe potuto anche portare alla fermata degli impianti, senza possibilità di riavvio». 

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