Venerdì 18 Gennaio 2019 | 18:29

NEWS DALLA SEZIONE

Arresti a Taranto
Gestivano prostitute dal carcere in Francia: vicino alla banda anche sacerdote

Gestivano prostitute da carcere in Francia: vicino a banda anche un prete

 
Nel Tarantino
Massafra, picchia la madre per 8 anni, arrestato 26enne

Massafra, picchia la madre per 8 anni, arrestato 26enne

 
della nave Bergamini
Incidente nella stazione navale Taranto, ferito sottoufficiale

Taranto, ormeggio trancia gamba a sottoufficiale, sempre grave

 
Al rione Tamburi
Taranto, cede controsoffitto in classe dopo petardo, l'aula era vuota

Taranto, cede controsoffitto in classe dopo petardo, l'aula era vuota

 
Tragedia sfiorata
Taranto, pezzi di cemento si staccano dal balcone: ferita una donna

Taranto, pezzi di cemento si staccano dal balcone: ferita una donna

 
Nel Tarantino
Laterza: mamma, bimbo e nonna morirono in incidente, chiesto rinvio a giudizio

Laterza: mamma, bimbo e nonna morirono in incidente, chiesto rinvio a giudizio

 
Con la procedura XLIF
Taranto, riuscito intervento unico in Puglia contro la scoliosi

Taranto, riuscito intervento unico in Puglia contro la scoliosi

 
Nel tarantino
Castellaneta: in 3 immobilizzano ragazzo rumeno e lo derubano, tra loro un minore

Castellaneta: in 3 immobilizzano ragazzo rumeno e lo derubano, tra loro un minore

 
ex ilva
Taranto, intesa Mittal-sindacati: revocato lo sciopero

Taranto, intesa Mittal-sindacati: revocato lo sciopero

 
Nel Tarantino
Trasformava pistole a salve in armi vere: un arresto a Massafra

Trasformava pistole a salve in armi vere: un arresto a Massafra

 
Droga
Taranto, inchiesta «Sangue Blu»: 17 condanne e 32 assolti

Taranto, inchiesta «Sangue Blu»: 17 condanne e 32 assolti

 

Droga

Taranto, inchiesta «Sangue Blu»: 17 condanne e 32 assolti

Si è concluso ieri il processo con rito abbreviato dopo il blitz del 2017

carabinieri

TARANTO - Si chiude con 17 condanne e 32 assoluzioni il processo con rito abbreviato celebrato davanti al gup di Lecce Edoardo D’Ambrosio nato dall’inchiesta antidroga «Sangue blu», messa a segno il 20 giugno 2017 dai carabinieri della Compagnia di Taranto.
Diverse anche le assoluzioni per singoli capi di imputazione che hanno consentito una lieve riduzione delle condanne richieste a suo tempo dal sostituto procuratore Milto De Nozza della procura distrettuale antimafia di Lecce. Dall’inchiesta, curata all’epoca dei fatti dal pm Alessio Coccioli, era emersa una vasta attività di spaccio di droga che aveva portato alla contestazione di associazione per delinquere per diversi imputati. In particolare dalle indagini dei carabinieri emerse che il presunto gruppo criminale aveva detenuto, trasportato e venduto «ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo eroina, hashish e cocaina».

Tra i particolari dell’inchiesta, l’utilizzo di giovanissimi pusher, addirittura in alcuni casi minorenni, per lo smercio della droga. Nel dettaglio, la condanna più alta è andata a Francesco Vitale (classe ‘73), 16 anni di reclusione. A otto anni sono stati condannati Angelo Pizzoleo e Rosa De Leonardo. Condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione per Cataldo Catapano, Alessandro Masella, Michele D’Erchia e Girolamo Masella. Sei anni e otto mesi è la condanna per Francesco De Bartolomeo, mentre sei anni e quattro mesi è la condanna comminata a Antonio Cava. Cinque anni e otto mesi per Michele Pulpito e Rita Scialpi (il pm chiedeva la condanna a 4). A cinque anni e quattro mesi di reclusione sono stati condannati Grazia D’Andria e Pasquale Monna. Tre anni e otto mesi, infine, è la condanna decisa per Giuseppe Masella, Leonzio Fontana e Tiziano Galileo mentre a tre anni e quattro mesi è stato condannato Diego Vestita. Nella sentenza, tuttavia, anche assoluzioni piene, come ad esempio quella per Gaspare Bevilacqua, difeso dall’avvocato Ignazio Dragone.

Per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a dieci anni di reclusione per traffico di droga ma il giudice lo ha assolto da ogni accusa. Secondo la procura antimafia leccese, lo stupefacente veniva immesso sulle piazze di spaccio in particolar modo al quartiere «Tamburi», dove si rifornivano numerosi consumatori provenienti dall’intera provincia ionica e anche dalle province di Bari, Brindisi e perfino dalla vicina Basilicata. Il denaro ricavato veniva utilizzato per nuovi approvvigionamenti di droga, oltre che per la retribuzione delle figure «operative» organiche all’organizzazione. L’indagine ha preso il nome di «Sangue Blu» per il contenuto di una conversazione nella quale proprio Francesco Vitale, destinatario della condanna alla pena più elevata, faceva riferimento alla propria idea di essere il «capo» di una famiglia di alto rango. Nel collegio difensivo erano impegnati gli avvocati Salvatore Maggio, Ignazio Dragone, Marino Galeandro, Patrizia Boccuni, Andrea Silvestre, Fabrizio Lamanna, Angelo Casa, Gaetano Vitale, Pasquale Blasi, Luigi Danucci, Ladislao Massari, Vincenzo Sapia. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400