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Per Melucci c’è tempo sino al 22 per il dietrofront

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TARANTO - Le opposizioni avviano la raccolta di firme per far sciogliere il Consiglio comunale di Taranto. E lo fanno, non a caso, proprio nei giorni in cui il sindaco dimissionario, Rinaldo Melucci, starebbe seriamente meditando di fare dietrofront ritirando le dimissioni dalla carica formalizzate lo scorso 2 novembre. Quello delle minoranze è, dunque, un colpo a sorpresa che, probabilmente, spiazza il centrosinistra già comunque impegnato a gestire la fase del rientro alla base di Melucci. Quella che mette insieme 6 consiglieri eletti nel 2017 nella maggioranza (di cui 4 nel Pd) con consiglieri indipendenti, con Forza Italia, Indipendenti, Taranto nel cuore, Lista Baldassari oltre al consigliere ecologista Fornaro, è di certo paragonabile ad un’azione in contropiede. Veloce, lo è stata. Corale, lo sembra. Ma per essere vincente, deve incamerare altre 4 firme, così arriverebbe a quota 17 ovvero al numero che scriverebbe la parola «fine» sull’Amministrazione Melucci. E chi potrebbero mai essere questi quattro? Da ieri, in ambienti vicini alle opposizioni, si guarda con interesse ai due consiglieri di At6 e ad almeno un paio di malpancisti che agitano i sonni già inquieti del centrosinistra. Per firmare, c’è tempo sino a domani sera.

Ma cosa scrivono gli anti Melucci? «Al di là di ciò che, a questo punto, ritenga opportuno fare Melucci, ovvero ritirare le dimissioni dalla carica di sindaco o meno, i consiglieri firmatari della presente nota - si riporta testualmente - sono convinti che non sussistano più i presupposti minimi per continuare una esperienza amministrativa iniziata male e proseguita sempre peggio. Pertanto, seppur invitiamo il sindaco a non tornare sui propri passi, per tutelare gli interessi della città, occorre perseguire ogni iniziativa che consenta di interrompere - così definiscono l’attuale giunta comunale - questa breve e improduttiva pagina della nostra storia cittadina. Gli scriventi, dunque, dimostrando di non essere attaccati alla poltrona, seppur suffragati legittimamente dai cittadini elettori, e di non tutelare interessi propri sottoscriveranno le proprie dimissioni dalla carica di consigliere finalizzate allo scioglimento del Consiglio comunale».

Nella nota stampa, infine, si fa sapere che l’appuntamento è presso lo studio notarile Tacente dove chi lo riterrà giusto potrà firmare dalla giornata di oggi fino, ed improrogabilmente, alle 18 di giovedì 15 novembre. Le dimissioni diventeranno efficaci ed irrevocabili se entro il termine di chiusura della raccolta firme avranno rassegnato le dimissioni, con autentica notarile su atti separati, la metà più uno dei consiglieri comunali in carica. Ci aspettiamo dunque che tutti i diciassette consiglieri comunali di Taranto che il 31 ottobre scorso - prosegue la nota - hanno sbarrato la strada a Melucci nella corsa per la Provincia compiano un atto consequenziale e coerente dimettendosi insieme a noi per mandare a casa l’amministrazione comunale. Qualora non dovessimo raggiungere tale risultato riteniamo che anche Melucci debba comunque, a sua volta, raccogliere diciassette firme documentandole per poter ritirare le proprie dimissioni e nel caso in cui ciò avvenga la città deve sapere sin da adesso che l’Amministrazione comunale si reggerebbe su due franchi tiratori che continuano a nascondersi nel segreto dell’urna. Noi, e quanti firmeranno le dimissioni, potremmo di certo continuare a camminare in città a testa alta… altri - si chiedono Vietri e gli altri - potranno permetterselo?».
I tredici firmatari per lo scioglimento del Consiglio comunale di Taranto sono: Giampaolo Vietri, Floriana de Gennaro, Stefania Baldassari, Tony Cannone, Massimo Battista, Vincenzo Fornaro, Cataldo Fuggetti, Francesco Nevoli, Festinante Cosimo, Federica Simili, Pulpo Mario, Massimiliano Stellato e Marco Nilo.

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