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L'ultima del Ministro

Di Maio: «Taranto senza musei degni» Direttrice Mar.Ta: «Venga qui»
Scoppia la polemica politica

Ennesimo scivolone del vicepremier, che ignora uno dei più importanti siti archeologici al mondo, il primo della Magna Grecia

Luigi Di Maio

BARI - Una frase in tv: «Taranto non ha musei degni della Magna Grecia». E scoppia la polemica tra il vicepremier Luigi Di Maio e la direttrice del MarTa, il museo archeologico della Magna Grecia che da 131 anni è aperto nel capoluogo jonico e conserva tesori inestimabili come gli Ori di Taranto (già esposti negli Stati Uniti e all’Expo di Milano), i resti dell’Atleta di Taranto, reperti dal Paleolitico fino al IV secolo avanti Cristo. Il ministro della Sviluppo Economico, ospite di «Cartabianca» su Rai 3, parlando dell’accordo sindacale su Ilva che darà il via libera all’ingresso di ArcelorMittal, ha spiegato che è intenzione del governo «investire in un’università e nel turismo a Taranto». Da qui la frase incriminata: «Quella è l’area con i reperti archeologici più grande di tutta la Magna Grecia e non ha musei degni di quell’area».

Un’affermazione interpretata quasi come un affronto. Immediata, infatti, è arrivata la risposta al vetriolo, su Twitter e Facebook, della direttrice del Mar.ta Eva Degl'Innocenti: «Egregio ministro Luigi Di Maio - ha scritto - sarei molto onorata di poterla accogliere nel museo archeologico più importante della Magna Grecia, che ha sede proprio a Taranto, uno dei musei archeologici più importanti al mondo».

L'ennesima gaffe del vicepremier, dopo lo scivolone ambiguo di qualche giorno fa alla Fiera del Levante, dove Di Maio, chiacchierando con il governatore Emiliano, avrebbe sostanzialmente detto che Matera si trova in Puglia anziché in Basilicata. Affermazione poi smentita dallo stesso presidente della Regione Puglia. 

Intanto la polemica si è diffusa anche sul piano politico. Dal PD a Forza Italia si scagliano tutti contro Di Maio. Lo stesso Matteo Renzi ironizza su Twitter: «E niente. Di Maio - scrive Renzi - proprio non ce la fa, non ne azzecca una. Ma con tutto lo staff super pagato che ha creato da quando è al governo, possiamo incaricare uno che controlli che non faccia gaffe? E’ pur sempre il vice premier del nostro Paese. Salvate il soldato Di Maio».

LOSACCO (PD) - «Ottantamila visitatori nel solo 2017, un patrimonio che nel suo genere è uno dei più importanti al mondo. Se c'è un punto da quale ripartire a Taranto per superare la monocultura dell’acciaio è proprio il MarTa ed il lavoro per la sua valorizzazione compiuto dall’allora Ministro Franceschini e dalla direttrice Eva Degl'Innocenti». Così Il deputato Pd Alberto Losacco, in merito all’affermazione di Luigi Di Maio secondo cui Taranto non avrebbe un museo degno della Magna Grecia. «Il MarTa è un luogo straordinario ed anche se c'è ancora tanto lavoro da fare, in questi anni ha saputo intercettare ed affascinare una platea vasta di appassionati e di turisti, come sono lì a dimostrare i dati sulla presenze. Quindi il consiglio a Di Maio è di raccogliere l’invito della direttrice e di visitarlo. Avrà modo di apprezzare la sua bellezza e il suo valore».

PAGANO (PD) - «Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio chieda scusa a Taranto per gli insulti in diretta televisiva a Rai3 contro il Museo archeologico della città, il MarTa. Altro che museo 'indegno', come ha detto Di Maio: nel 2017 ha avuto quasi 80mila visitatori ed è uno dei musei archeologici più importanti del mondo, come ha ricordato la direttrice Eva Degl'Innocenti. Il leader M5s non lo sapeva? Forse perché a Taranto da settimane nessuno lo ha più visto, sebbene nel frattempo abbia dato il via libera al Piano per l'Ilva dei governi senza chiarire i dettagli del Piano Ambientale?». Scrive così su Facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano. «Se davvero vuole fare qualcosa - prosegue - per l'attività turistico-culturale di Taranto, invece di inventare bugie Di Maio metta soldi in più sul museo e confermi subito i fondi del Bando Periferie che il suo Governo ha scippato a 96 Comuni italiani, compresi i capoluoghi pugliesi».

VITALI (FI) - «Tra le tante promesse del ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio per Taranto, anche, una gaffe imbarazzante. Il ministro non conosce l'esistenza del museo archeologico di Taranto. Il MarTA racchiude una delle più importanti raccolte archeologiche d’Italia,manufatti dell’epoca della Magna Grecia come gli Ori di Taranto,famosa collezione di gioielli apprezzata in tutto il mondo». Così il senatore Luigi Vitali coordinatore della Regione Puglia di Forza Italia. «Invito il ministro - continua Vitali - a visitare la città dei due mari e il suo splendido museo archeologico che accoglie turisti da tutto il mondo. Di Maio ha tradito i tarantini, con promesse irrealizzabili. Adesso una nuova promessa, portare nuovi investitori a Taranto, città da lui definita 'deserto'».

GLI ASSESSORI DI TARANTO: «DI MAIO STUDI DI PIU'» - «Siamo francamente scoraggiati nel constatare che senza un gruppo di sostegno che spieghi quello che vuole dire, sembra proprio che il vicepremier non riesca ad uscire da un ambito comunicativo che oscilla fra vuota banalità e assoluta ignoranza dei temi trattati». Lo affermano gli assessori comunali di Taranto Fabiano Marti (Cultura) e Valentina Tilgher (Sviluppo economico) riferendosi all’intervento alla trasmissione televisiva «Cartabianca» di Rai 3 del vicepremier Luigi Di Maio, durante la quale aveva detto che Taranto, area «con i reperti archeologici più grande di tutta la Magna Grecia», «non ha dei musei degni di quell'area». In primo luogo «qualcuno - sottolineano gli assessori - dovrebbe spiegare al vicepremier che, pur essendone onorati, il riconoscimento di 'area con i reperti archeologici più importanti di tutta la Magna Grecià non è poi questo granché, se si considera che la Magna Grecia era localizzata esattamente sull'arco ionico ed aveva Taranto come capitale». «Difficile pensare - sostengono i due esponenti della giunta guidata dal sindaco Rinaldo Melucci - che in Italia altre aree, non Magna Grecia, possano insidiarci il primato. In secondo luogo, riteniamo che non essere a conoscenza del fatto che Taranto sia sede di uno dei musei archeologici più importanti d’Italia (e non solo della Magna Grecia) non faccia particolare onore a chi, ricoprendo il suo ruolo, avrebbe quantomeno il dovere, prima di esprimersi, di informarsi». Infine, gli assessori mostrano «una certa preoccupazione nell’apprendere che, con spirito simile, il vicepremier si appresti a studiare una quarta legge per Taranto, mentre, ad esempio, i fondi del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) destinati alla città, finalizzati alla sua rinascita e riconversione, sono bloccati da mesi a causa della inazione del suo governo. Manteniamo alte le speranze, augurandoci che, nel prossimo futuro, il livello di approfondimento ed analisi aumentino, con la concreta e fondata speranza che il vicepremier non decida di annunciare di aver deciso di portare a Taranto il mare».

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