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Taranto

Per il «San Cataldo» ora via agli espropri

Con inizio lavori nel 2019 opera pronta nel 2023?

Per il «San Cataldo» ora via agli espropri

TARANTO - Se i lavori dovessero iniziare nella primavera del 2019, il nuovo ospedale di Taranto, il San Cataldo, potrebbe essere pronto per il 2023, salvo imprevisti significativi. Previsto, dunque, un tempo di 48 mesi per l’esecuzione ed il collaudo delle opere. Dopo l’approvazione della progettazione esecutiva, si ricalcola il cronoprogramma.

La progettazione esecutiva, predisposta dalle società di ingegneria specializzate, Rpa srl di Perugia, Ets Spa di Pergola, Poolmilano srl di Macherio, Technital Spa di Verona, Mithos SC.arl di Milano, M.M..Ar Consult Srl di Roma, è stata, come è noto, definitivamente approvata da apposito organismo e quindi validata dal “Rup” aziendale (Gazzetta dello scorso 17 giugno, ndr). Ora a (ri)fare il punto della situazione (a distanza di oltre un anno da una precedente dettagliata relazione) e, soprattutto, a ipotizzare una data di possibile auspicata consegna, è la Commissione di Ingegneria Clinica e Strutture sanitarie, attraverso gli ingegneri (e consiglieri dell’Ordine ionico) Davide Mancarella e Raffaele Convertino, d’intesa con i colleghi dell’Asl che stanno seguendo il complesso iter procedurale.

Concluso, dunque, un importante step della procedura, ora sarà l’Anac (a seguito del protocollo di vigilanza sottoscritto da Regione, Asl ed Invitalia a cui il progetto esecutivo è stato inviato per l’espletamento della gara) a dover approvare il disciplinare di gara che la stessa Invitalia sta predisponendo. Il bando per i lavori dovrebbe essere pubblicato entro fine agosto o a settembre. Intanto, sono in corso le procedure espropriative dei suoli nell’area ove sorgerà l’ospedale. Molti proprietari hanno già accettato l’indennità di esproprio per cui l’Asl sta elaborando un piano di pagamenti.

L’importo dei lavori previsti è di 161.770.258,24 euro di cui 2.672.333,74 euro di oneri per la sicurezza. Il quadro economico complessivo ammonta a 207.500.000,00 euro comprendente 45.729.741,76 euro di somme a disposizione dell’Amministrazione (4 milioni per gli espropri).

Il progetto esecutivo approvato e validato – precisano gli ingegneri Mancarella e Convertino - non introduce rilevanti modifiche rispetto al progetto “definitivo” precedentemente elaborato da un diverso raggruppamento di imprese (Società Proger s.p.a. e Manens-Tifs s.p.a. nel 2015). Per effetto della nuova legge sugli appalti entrata in vigore in corso d’opera, peraltro, è stato necessario rimodulare l’originaria progettazione e prevederne due nuove, la definitiva prima e l’esecutiva dopo da affidarsi a progettisti diversi. È confermata, dunque, la scelta del cosiddetto modello funzionale per “aree cliniche omogenee”, che consente flessibilità interna e la possibilità di organizzare reparti o dipartimenti. Da un punto di vista architettonico, il S. Cataldo si ispirerà al castello Aragonese con distribuzione di spazi in Corpi di fabbrica a corte che si affacciano lungo l’Hospital Street. Alcune innovazioni, invece, sono state introdotte per quanto riguarda il cosiddetto layout sanitario.

«Dal momento che il progetto definitivo era già stato validato ed approvato nel lontano febbraio 2016, e che sono stati necessari oltre due anni per avere un progetto esecutivo approvato, a fronte di un tempo di esecuzione della progettazione di soli 3 mesi – concludono Mancarella e Convertino -, si auspica che gli Enti coinvolti nell’iter di aggiudicazione dei lavori (Regione, Invitalia, Anac e Asl) possano procedere celermente e non si abbiano ulteriori tempi morti nel percorso che porterà a Taranto il nuovo ospedale». Auspicio ampiamente condiviso da qualche centinaia di migliaia di cittadini.

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