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Storie di uomini e di un calcio «di prima del motore»

«Il pallone e la miniera, storie di calcio e di migranti» (Ed. Kurumuny) è il nuovo libro scritto da Tonio Attino

libro Tonio

«Guarda quelli lì, guardali bene. Domani loro andranno a lavorare in fabbrica». «Quelli lì» sono alcuni giocatori della Jeunesse una squadra di calcio di una cittadina del Lussemburgo, ad arrabbiarsi con il suo giocatore di punta un allenatore mito, Bill Shankly, coach del Liverpool...

...No, non è il Liverpool che ieri nonostante la sconfitta ha superato la Roma in Champions league, i «Reds» in questione sono giocatori del 1973, campioni anche loro, ma di un tempo che sembra un altro mondo.

La partita valida per la Coppa dei Campioni si giocò il 19 settembre sotto i fumi delle ciminiere delle tante ferriere in funzione a Esch-sur-Alzette, in casa della Jeunesse, una squadra di dilettanti composta da minatori ed operai, che avevano ottenuto di poter uscire qualche ora prima dal lavoro per poter giocare, in uno stadio «incastrato tra le ciminiere» che poteva contenere massimo 4mila tifosi ed invece ebbe 7mila spettatori entusiasti per un pareggio con lo stesso peso di una vittoria.

Una storia d'altri tempi «di prima del motore» si potrebbe dire con De Gregori, fatta di uomini veri che si guadagnavano ogni minuto della loro vita, emigranti, molti di loro italiani, contro una squadra di campioni professionisti del pallone, che non riuscirono se non a strappare un risicato pareggio.

Un pareggio per «rabbia e amore» quello della Jeunesse, che è solo il punto di partenza per Tonio Attino per intrecciare storie di pallone e di vita dei suoi giocatori ne «Il pallone e la miniera, storie di calcio e di migranti» (Ed. Kurumuny) e che attraversano il prima ed il dopo quella storica partita: il nazismo e la resistenza, le lotte operaie, gli affetti e poi ancora il calcio con la tragedia dell'Heysel che vede di nuovo il Liverpool protagonista.

Storie «di una terra sconosciuta in cui è passato un pezzo d'Italia», il Lussemburgo oggi è una ricca piazza finanziaria, ma negli anni '70 la sua ricchezza erano le miniere e le acciaierie e la fatica dei suoi operai, dei tanti migranti e delle loro famiglie che hanno vissuto accanto a quelle ciminiere e hanno fatto il bagno in piscine comunali riempite con le acque di raffreddamento degli impianti, «ed eravamo felici».

Un filo sottile collega Taranto ed Esch: in entrambi i luoghi gli abitanti hanno vissuto all'ombra delle ciminiere, hanno respirato lo stesso fumo rosso che sa di metallo, hanno vissuto e sono morti con la speranza di un futuro migliore.

Un altro filo sottile lega il pareggio della Jeunesse ad una piccola isola a metà strada tra l'Islanda e la Norvegia: il 2 giugno 2007 le isole Faroe persero «solo» 2 a 1 contro l'Italia fresca vincitrice del mondiale di calcio. Il loro attaccante, il carpentiere Rogvi Jacobsen riuscì a far gol al ben più blasonato Buffon e conquistare la storia. Un operaio contro un calciatore professionista, un campione battuto da un uomo «qualunque» che il lunedì mattina sarebbe andato a lavorare.

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