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I controlli veterinari contro la pancreatite: ecco quali sono

Marco Smaldone

A livello sistemico oltre al forte dimagramento è anche evidente un mantello opaco con pelo secco e forfora

Colpisce anche il cane la pancreatite, grave malattia che interessa il pancreas, piccolo organo ghiandolare situato subito dopo lo stomaco, attaccato al duodeno parte iniziale dell’intestino tenue. Il pancreas è dotato di una doppia funzione: esocrina ed endocrina. Quello esocrino produce gli enzimi necessari per la digestione degli alimenti, mentre il pancreas endocrino secerne l’insulina ormone responsabile della regolazione del glucosio nel sangue.

In questo caso ci occuperemo della funzione esocrina della ghiandola fondamentale per la digestione degli alimenti e di conseguenza per l’assimilazione dei nutrienti, come proteine, grassi ed amidi. Quando questa ghiandola si infiamma può sfociare in due forme patologiche: acuta e cronica. Nella pancreatite acuta non si hanno alterazioni permanenti del tessuto ghiandolare, ma data la gravità con cui esordisce potrebbe essere mortale. Quando invece i sintomi, di cui parleremo dopo, sono più lievi e frequenti la malattia diventa cronica e le terapie devono essere fatte per tutta la vita.

La malattia cronica nel cane è causata da una scarsa produzione di enzimi da parte del pancreas, chiamata ”Insufficienza pancreatica esocrina” (IPE). I sintomi patognomonici di questa malattia sono diarrea cronica e accentuata perdita di peso corporeo nonostante l’ottimo appetito. Il dimagrimento è dovuto alla grave difficoltà di assimilazione oltre che alla quasi sempre severa disidratazione causata dalle frequenti defecazioni diarroiche, che possono arrivare fino ad una dozzina di volte al giorno ed anche più. Feci che hanno il tipico aspetto a focaccia e di colore grigiastro o giallastro e, se esaminate, si nota la presenza di cibo non completamente digerito. Quando la rimozione degli escrementi viene fatta alcune ore dopo, ne è evidente l’impronta sul pavimento: come di una macchia oleosa, poiché feci untuose e grasse (steatorrea).

A livello sistemico oltre al forte dimagramento è anche evidente un mantello opaco, con pelo secco e presenza di forfora. Inoltre questi soggetti oltre alla flatulenza e al borborigmo intestinale sono spesso portati alla coprofagia, ovvero mangiano le proprie feci, poiché attratti dall’odore del cibo non completamente digerito presente nelle loro feci.

Spesso ad essere colpiti sono i cuccioli in tenera età, sin dalla fase dello svezzamento e fra le razze canine il Pastore tedesco è quella maggiormente colpita, poiché geneticamente predisposta. La terapia principale per questi pazienti, da praticare a vita e a ogni pasto, consiste nell’aggiunta di enzimi pancreatici al cibo. Questo perché la capacità di digestione soprattutto dei grassi non ritorna mai completamente alla norma e pertanto la loro dieta deve essere con cibo con il minor contenuto di grassi, a base di carne magra e priva di fibre. Quindi andrà somministrato solo cibo altamente digeribile e, come già detto, unitamente all’aggiunta degli enzimi pancreatici ad ogni pasto. Inoltre, nei soggetti affetti da insufficienza pancreatica esocrina è nota la carenza di vitamina B12 (Cobalamina); l’integrazione di questa vitamina, quindi, è indispensabile per evitare complicanze.

Un altro disturbo che è frequente riscontrare in questa malattia è la crescita difettosa dei cuccioli, dovuta proprio alla diminuita presenza di enzimi pancreatici che provoca una ridotta assimilazione dei nutrienti; realtà presente specialmente nel Pastore tedesco e nel cane di razza Pastore scozzese, poiché su base ereditaria.

La diagnosi viene confermata da un esame del sangue: TLI (Trypssin-like- Immunoreactivity), tramite il quale si misura la funzionalità pancreatica.

Vediamo adesso come si deve gestire un paziente affetto da pancreatite cronica.

Come già più volte accennato il trattamento si basa essenzialmente sulla somministrazione di enzimi pancreatici (amilasi, proteasi e lipasi), che devono essere aggiunti ad ogni pasto e per tutta la vita, unitamente a cibi altamente digeribili. Per quanto riguarda la somministrazione della vitamina B12 volevo precisare che è più opportuno praticarla per via iniettabile per la certezza di un suo migliore assorbimento. Riguardo alla prognosi, posso precisare che è sostanzialmente buona a patto che la terapia venga eseguita in modo corretto e costante. Infatti, la quasi totalità dei cani gestisce bene la malattia soprattutto quando vengono anche effettuati periodici controlli veterinari.

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