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Zoppie, come individuare le cause diverse dai traumi: deficit nutrizionali, tumori o malattie ossee

15 Maggio 2022

Raffaella Direnzo

Se un cane continua a correre normalmente su quattro zampe generalmente non ha dolore, ma nei cani molto generosi - come quelli da caccia, da lavoro o sportivi - spesso la voglia di correre può essere più forte del dolore che immancabilmente si accentuerà dopo il lavoro. Abituati a passeggiate quotidiane insieme al nostro pet sarà, quindi, impossibile non notare quando all’improvviso la normale andatura del nostro cane sarà compromessa. «Avremo zoppie di grado variabile da lievi a gravissime sino al mancato appoggio dell’arto e potranno assumere caratteri particolari. Potranno essere ricorrenti (quando si presentano a distanza variabile di tempo), intermittenti (alternati a normale movimento) o che passano da un arto all’altro, caratteristiche queste che, a seconda del tipo di lesione ed a seconda del distretto osseo articolare o muscolare interessato, possono essere di aiuto per la diagnosi», spiega il Prof. Antonio Crovace, Ordinario di Clinica chirurgica Veterinaria e Responsabile della sezione di cliniche veterinarie del Dipartimento delle emergenze e trapianti di organi (DETO) dell’UniBa.

CAUSE - È estremamente importante distinguere le cause di zoppia, poiché i piani diagnostici e terapeutici possono essere molto diversi. «Escludendo gli eventi traumatici diretti ed indiretti bisogna distinguere le zoppie nei cani giovani e le zoppie nei cani adulti, di piccola o grossa taglia. Nei cani giovani frequenti sono l’osteodistrofia ipertrofica – alterazione metabolica del tessuto osseo, segnalata in cani di media e grossa taglia -, le malattie da over nutrizione e le malattie di under nutrizione, quali l’iperparatiroidismo nutrizionale di tipo secondario ed il rachitismo», continua il professore. «Tra le malattie displasiche – crescita anormale del tessuto - possiamo riscontrare zoppie nei cuccioli, particolarmente in quelli di piccola taglia, la lussazione della rotula, la necrosi asettica della testa del femore, l’instabilità scapolo omerale, mentre nei cani di grossa taglia sono causa di zoppia le displasie in tutte le differenti entità; sono frequenti sempre per over nutrizioni ed over integrazione (eccessiva quantità di proteine od amminoacidi essenziali, eccessiva integrazione di calcio etc.) numerose forme di osteocondrosi a differente localizzazione».

«Nei cani adulti si osservano, invece, generalmente zoppie secondarie alle forme displasiche o a malattie giovanili non trattate o ad eventi traumatici, caratterizzate generalmente tutte da artrosi dei vari distretti articolari interessati. A questo proposito bisogna precisare che, mentre nell’uomo l’artrosi è prevalentemente senile o di tipo primario, nei cani l’artrosi è quasi sempre dei cani giovani perché secondaria a malattie note». «Nei soggetti adulti o anziani - particolarmente in alcune razze di cane di grossa taglia - le zoppie gravi possono essere secondarie a neoplasie ossee o articolari o a deficit neurologici».

DIAGNOSI - Manipolazione dell'arto, TAC, Raggi X o risonanza magnetica sono gli esami principali che vengono fatti in questi casi. La valutazione delle zoppie - previsione dei punteggi diagnostici - è possibile ottenerla mediante l'accuratezza delle reti neurali artificiali (ANN) variabili in base ai dati determinati dalla forza di reazione al suolo (GRF), cfr., risultando un’elaborazione precisa – dal 97% al 100% - in una valutazione di chirurgia o terapia famacologica.

TRATTAMENTO - «Se la zoppia non è causata da eventi specifici ed è per esempio dovuta a lievi traumi, la zoppia può scomparire senza alcun trattamento o soltanto con il riposo od il confinamento. Se invece la zoppia è più grave occorre cercare di definire una diagnosi certa localizzando la sede ed il tipo di lesione (ossea, muscolare, articolare, tendinea, nervosa), per stabilire una terapia adeguata. Si può passare da una terapia alimentare - per stabilire un corretto equilibrio metabolico nel caso di zoppie da malattie dismetaboliche -, a terapie farmacologiche - con antinfiammatori o integratori in caso di artrosi -, sino a terapie chirurgiche, praticate da Medici Veterinari esperti». «I costi possono essere limitati alla sola visita clinica dello specialista a cui ci si rivolge, se egli ritiene che non siano necessari trattamenti che superano il riposo ed il confinamento. Nel caso vengano proposte indagini diagnostiche e terapie mediche e/o chirurgiche - considerate - molto costose il proprietario medesimo ha il diritto di avvalersi di una seconda opinione, consultando altri professionisti».

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