Brindisi, l'importanza di Gkioulekas
Coach Giovanni Perdichizzi, «costretto » a schierare Raymond Tutt ha dovuto annotare, suo malgrado, una regressione dei giochi. Poggiati inevitabilmente sui due americani che, alla fine, anche loro, nonostante l’estro - sità di Marcus Hatten e la forza di Marco Killingsworth sono diventati fin troppo prevedibili ed anche il Sassari, squadra appena appena sufficiente, nonostante i 24 punti che ha in classifica, è riuscita nell’intento di ingabbiare Brindisi e ad avere partita vinta.
La verità di fondo, in ogni caso, è che Brindisi ha avuto dalla panchina appena cinque punti. Via! Non è affatto possibile che da chi è stato osannato (e continua ad esserlo) non si debba avere un rendimento migliore. Sarebbe opportuno parlare di meno e lavorare di più. Ad ogni modo, è anche vero che contro gli isolani Brindisi si è affidata alle inventive di Hatten e Killingsworth.
Questo vuol dire che l’Enel Basket non ha più giocato di squadra e che lo stesso Tony Binettiè riuscito a dare poco alla squadra. In difesa, poi, si è fatto affidamento su Michele Cardinali. Al pesarese, anche se attraversa un buon periodo di forma, non si può affatto chiedere di recitare la parte del boia e dell’impiccato. Anche lui può andare in tilt. Perché fargli ricadere sulle spalle tutto il carico poi lo porta a perdersi. In definitiva, l’Enel Basket ha compiuto un netto passo indietro. È tornata a giocare come faceva prima dell’avvento di Gkioulekas. Solo che questa volta il rimedio perché tutto possa tornare ad essere come due settimane fa c’è.
Franco De Simone