Sabato 18 Gennaio 2020 | 02:28

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Il Cras Taranto ha innestato la marcia

Terza vittoria di fila delle ioniche nella sesta giornata della serie A1 femminile di basket. Sul parquet amico del PalaMazzola, s'impongono largamente 70-38 sul Napoli Basket Vomero. Nel prossimo turno, match della verità in casa della Pool Comense
Monica Bello, play del Cras TarantoCRAS-NAPOLI 70-38

CRAS BASKET TARANTO: Zimerle 3, Greco 12, Sauret-Gillespie 4, David 3, Batkovic 9; Bello 8, Siccardi, Mahoney 15, Godin 12, Prado 4. All. Ricchini.
NAPOLI BASKET VOMERO: Gatti 2, Robinson 8, Mauriello 4, Tuukkannen 5, Cintia 2; Gentile 2, Paterna 7, Stamigna ne, Giauro 6, Laaksonen 2. All. Fossati.
ARBITRI: Capurro di Reggio Calabria e Cè di Milano.
PARZIALI: 14-20, 32-28, 50-32, 70-38
NOTE: Cras T2 24/46, T3 5/7, TL 7/10, RI 40; Napoli T2 13/37, T3 2/20, TL 6/8, RI 30.

TARANTO - Una ripresa stupenda (break jonico di 38-10), fatta di intelligenza tattica. E’ la difesa a “zona” che cambia la storia della partita con il Napoli. Il +32 rappresenta la terza vittoria consecutiva del campionato del Cras, che vola a metà classifica dell’A1. Godin brillante in difesa e in attacco, Greco e Mahoney fulminanti in attacco. Sono queste le individualità vincenti della domenica, che ha esaltato i 2mila del PalaMazzola.

LA PARTITA - Diversamente dalle precedenti uscite, la partenza del Cras non è buona. La lentezza difensiva è deleteria, le ospiti fanno sostanzialmente ciò che vogliono sotto canestro e finanche a rimbalzo. In attacco Taranto è a corrente alternata. La conseguenza è negativa: 12-6 campano dopo 5’, che costringe Ricchini a chiamare timeout per la riflessione. In campo le cose cambiano gradualmente, sebbene l’azione del Cras sia sofferta. Taranto paga il gioco fisico di Napoli, che spesso travalica il legale (3 falli celeri per Cintia ad esempio), con gli arbitri che non gestiscono sempre freddamente le situazioni di “contatto”. Il pubblico protesta, compresa Batkovic, che subisce il tecnico che porta Napoli ai liberi, con l’azione suppletiva.

Le ospiti, che variano molto in attacco, firmano il +4 al 7’. Qui Taranto si desta, difendendo bene a “zona” e ricucendo lo strappo sino al -1 del 9’: 8-3 in 4’ con il supporto in corso d’opera di Godin. Ma nel restante minuto Taranto se va di nuovo in confusione, subendo la pressione difensiva delle azzurre, che col 5-0 chiudono il primo parziale avanti di 6 punti.

Cras parte contratto nel secondo parziale. Se la difesa funziona a singhiozzo, l’attacco vacilla, perché la squadra di Fossati (dentro la coppia finlandese Lakksonen-Tuukkannen) difende con cattiveria. Risposta celere delle campane: 6-2 in 3’ e +10 al 13’. Qui cambia la storia del primo tempo. Ricchini serra la difesa ed in campo il Cras risorge. E’ nuovamente la “tagliente” difesa a “zona” 2-3 (due piccole a mordere sulle portatrici di palla avversarie e le altre compagne a pendolare tra arco ed aerea di rigore), alla quale Ricchini si aggrappa per rilanciare la sua squadra. Taranto sembra morsa dalla tarantola: stronca a ripetizione le azioni dell’avversario e si rilancia in attacchi da favola. Effetto clamoroso: 16-2 in 7’ e rossoblù nello spogliatoio col primo vantaggio vero della sfida, ossia +4.

Nella ripresa il Cras alza la “produzione” della sua pallacanestro, mordendo in difesa (preziosa Godin, quando il gioco si fa duro Ricchini la butta nella mischia) e attaccando con ribaltamenti celeri, che vedono in Mahoney, Bello (poi bloccata da disturbi intestinali, non entrerà più nel martch) e la stessa Godin (protagonista della ripresa tarantina) frecce velenose. Taranto si libra leggero, Napoli sembra disorientato. Lo dice il break jonico del terzo periodo: 18-4, acuto rossoblù: +18 al 30’.

Il Cras non si ferma nemmeno nel quarto parziale, continuando a predicare il basket più bello possibile, che tanto piace al pubblico del PalaMazzola. I 2mila dell’impianto di via Battisti si divertono e incitano sino all’ultimo pallone le proprie beniamine. Che al 34’ conservano il +18 precedente. Fossati chiama timeout, ma Batkovic recupera splendidamente un pallone e lancia Mahoney in contropiede, nella classica azione crassina: +20, Ricchini applaude le sue cestiste, alle quali chiede di continuare a ricamare basket. Anna Zimerle, play d’esperienza, lo ascolta, guidando con fosforo la sua squadra al +24 del 36’, frutto di un incredibile 26-6 in 16’ della ripresa di Taranto. Ricchini fa rifiatare la sua regista per qualche secondo ed in campo va Siccardi, vista l’indisponibilità di Bello. Ma ci pensa Mahoney a scaldare ancora la platea da lontano: +27 al 38’. Risponde Greco dalla media distanza. E’ show-Cras: +29 al 38’, break jonico nella ripresa di 31-6. Non finisce qui. Il Cras chiude asfaltando Napoli: +32. E 6 punti preziosi in classifica.

RICCHINI: RAGAZZE BRAVISSIME - «Il mio commento alla sesta vittoria consecutiva? Sono soddisfatto, questo è il frutto dell’operosità e del talento dell’intera squadra. Sebbene si giochi ogni tre giorni, consumando energie tra campionato e Europe Cup, la squadra questa sera è stata intelligente. La storia è cambiata da metà secondo parziale, quando la nostra difesa schierata si è fatta sentire, permettendo gradualmente alla nostra squadra di sfruttare l’ottima arma del contropiede».

Con il terzo successo consecutivo in campionato (e terza partita in sei giorni, compresa la Coppa) il Cras si rialza in classifica, volando a 6 punti, che valgono la settima fila temporanea dopo sei giornate. Dopo il riposo di domani, il Cras tornerà ad allenarsi martedì, per poi giocare a Gospic per la seconda di ritorno del preliminare di Europe Cup. Appuntamento alle 18. Vincere significa per Taranto la qualificazione ai sedicesimi di finale come primatista del girone F.

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