Sabato 18 Gennaio 2020 | 23:37

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Calcio / Serie A - La Lazio inguaia Zaccheroni

I biancocelesti, che inseguono un posto in Champions, battono 2-0 il Torino. Palermo fermato sull'1-1 dal Chievo. Vincono Sampdoria (1-0 a Parma), Fiorentina (1-0 a Catania) e Livorno (2-1 al Messina). Pareggi in Ascoli-Udinese (2-2) e in Reggina-Atalanta (1-1)
LazioMILANO - Vedremo se l'Inter riuscirà a fare contro il Valencia in Champions quello che sta facendo in campionato. Infatti le 16-vittorie-16 di seguito stanno a confermare che la squadra di Mancini non ha rivali in Italia. Lo dicono i numeri: 14 punti di distacco sulla Roma; superamento di Real e Bayern (15 vittorie) per numero di successi consecutivi e possibilità di raggiungere il Celtic (25); opportunità di superare i 100 punti (in palio ce ne sono altri 45: in teoria i nerazzurri potrebbero arrivare a 108). Quanto ai paragoni con l'Inter di Herrera e Trapattoni, sul piano dei numeri, eccoli: il mago fece 54 punti in 34 gare (valore attuale 76 con i tre punti a partita) nel 64-65 e la sua Inter segnò 54 gol (media 1,58) prendendone 18 (media 0,52); il Trap totalizzò 58 punti (valore attuale 84) nel 1988-89, con 67 gol segnati (media 1,97) e 19 subiti (media 0,55). L'Inter attuale ha segnato 49 gol (media 2,13), subendone 17 (media 0,73). Come si vede, mentre in attacco non c'è confronto, in difesa le squadre di H.H. e Trap erano più forti, ma oggi si gioca un calcio più offensivo. Bene, benissimo, ma in Champions che succederà ai nerazzurri ? Vedremo.
La Roma ha dato l'addio, con la sconfitta di Empoli, alle speranze (peraltro esili) di poter contendere all'Inter lo scudetto. Potrà prendersi la rivincita (parziale) in Coppa Italia. Invece il fenomeno da studiare è la squadra di Cagni, che fa poco uso del turnover e ha un nucleo di 14-15 giocatori quasi sempre presenti; i toscani con pochi gol (21) hanno fatto 35 punti, non hanno mai segnato più di due gol e hanno subito solo 19 reti: senza lo 0-3 con l'Inter e l'1-4 con la Reggina, quella empolese sarebbe forse la difesa più forte del campionato. La Roma (due pali) ha dato l'impressione di essere un meccanismo troppo «perfetto» per subire ritocchi. A Empoli e contro il Livorno infatti, per necessità (e per scelta) Spalletti ha cambiato l'ingranaggio e la squadra ne ha risentito. Ma occorre dire che nel derby la formazione-tipo venne sbaragliata dalla Lazio.
Ronaldo ha esordito alla grande, con una doppietta, risolvendo i problemi dell'attacco milanista, che stentava spesso con Gilardino-Inzaghi. Si, ma la formula brasiliana (Kakà-Oliveira-Ronaldo), che qualcuno ha paragonato al Gre-No-Li e al trio olandese Rijkaard-Gullit-Van Basten (ma Liedholm e Rijkaard sapevano difendere), ha fatto scendere le quotazioni della difesa rossonera che era prima, mentre adesso becca troppi gol. E Ronaldo in Champions non ci sarà.
La Lazio è a ridosso della zona Champions davanti al Milan. La squadra di Rossi, in gran salute, ha inflitto la quinta sconfitta consecutiva a un Torino che ha dimenticato il felice periodo del centenario. In gran serie positiva la Fiorentina: i vola hanno battuto in extremis un Catania che ha cominciato a Rimini la sua via crucis senza tifosi e lontano dal Cibali. Ha deciso il gol n.12 di Toni e i viola senza penalizzazione sarebbero terzi col Palermo. I rosanero han continuato a deludere i tifosi (Guidolin li ha definiti «ostili» e non son piaciuti certi cori) contro il bel Chievo di Del Neri, un ex.
Un grosso passo avanti, quello della Sampdoria (Quagliarella decimo gol), vittoriosa a Parma. Ranieri (tornato in Italia dopo dieci anni) ha una difesa che ha preso 40 gol, come il Catania e un attacco da 17 reti. L'Atalanta ha pareggiato su un campo difficile, quello di Reggio: l'attacco bergamasco un mese fa era debordante, ora è in frenata. La squadra di Mazzarri comunque sta staccando le ultime tre. Dopo dieci gare senza vittorie ce l'ha fatta il Livorno (senza tifosi) su un Messina ormai in rotta: cinque punti in 13 gare sono veramente pochi. L'Ascoli era sotto di due gol e ha raggiunto con l'Udinese. Un (piccolo) segno di speranza. Spariti i rigori: uno in due giornate. Sbagliato da Volpi.

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