Sabato 18 Gennaio 2020 | 01:06

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Calcio Lecce - Babù Nella foto, Babù - del Lecce - autore della prima rete della partita

PIACENZA-LECCE 3-2 (1-1 dopo il 1° tempo)
• PIACENZA (4-3-3): Coppola, Campagnaro, Miglionico, Olivi, Gemiti, Riccio, Patrascu, Nocerino, Padalino (42' st Anaclerio), Cacia (47' st Pellicori), Stamilla (39' st Simon). (89 Serena, 36 Iorio, 14 Bianchi, 32 Cremona). All.: Iachini.
• LECCE (4-3-3): Benussi, Polenghi, Diamoutene, Schiavi, Rullo, Giacomazzi, Juliano (33' st Caccavallo), Camorani (44' st Mingozzi), Babù, Tulli (1' st Cozzolino), Valdez. (22 Rosati, 4 Petras, 24 Camisa, 25 Herzan. All.: Zeman.

• Arbitro: Gava di Conegliano.
• Reti: nel pt 6' Babù, 40' Miglionico; nel st 2' Stamilla, 25' Nocerino, 46' Polenghi
• Angoli: 6-5 per il Piacenza.
• Recupero: 1' e 4'.
• Espulso: Giacomazzi al 36' st per fallo su Stamilla.
• Ammoniti: Tulli per condotta non regolamentare, Babù e Juliano per gioco scorretto.
• Spettatori: 5000 circa.

LA PARTITA
PIACENZA - Il Piacenza ha una passione per le pugliesi. Non le ama, ne gode. Sadico e spietato, illude all'inizio (Babù segna, come fece Vantaggiato del Bari due turni fa), fa credere di essere pronto a sottomettersi. Poi, dopo i preliminari, circuisce dando la sensazione di essere controllabile e schiaffeggia inaspettatamente (stavolta prima con Miglionico, quindi con Stamilla). Dopodiché lega le vittime per impedirne i movimenti. Infine, prova a finirle e a dominarle, strategia che va a buon fine contro i leccesi (Nocerino segna il 3-1). Messo a nudo, il Lecce si scopre inerte e in soggezione. Si irrigidisce, s'innervosisce (Giacomazzi espulso) riuscendo reagire debolmente quando ormai è fuori dalla presa (ed è ormai troppo tardi: gol di Polenghi per il 3-2 definitivo).
L'appuntamento in Emilia si rivela un'esperienza traumatica. I salentini, rinfrancati dalla vittoria ad Arezzo, tornano a interrogarsi e, per di più, cominciano a guardarsi alle spalle, visto che la zona retrocessione è sempre più vicina. Altre frequentazioni, invece, per il Piacenza, addirittura primo in classifica, in attesa che il Bari tenti di avvicinarlo nel posticipo di lunedì contro il Napoli.

BABÚ DISEGNA, LECCE SUBITO IN VANTAGGIO - Fase di studio, ritmi blandi: così inizia la sfida tra il Piacenza, secondo in classifica e reduce da quattro vittorie consecutive, e il Lecce, attardato rispetto alle squadre di vertice, ma sceso al Garilli proprio per riproporsi ad alti livelli. Si nota subito, però, che Patrascu, playmaker degli emiliani, gode di eccessiva libertà di movimento quando avvia l'azione; che Cacia, punta centrale del tridente dei padroni di casa, si tiene più basso per lanciare i compagni di reparto (e infilare la difesa dei salentini, se alta); che Polenghi, sostituto dello squalificato Angelo, ha intenzione di garantire la spinta sulla fascia destra; che Valdes e Babù sembrano in giornata (e quindi pericolosi). Il cileno se ne va in tunnel sulla sinistra dopo pochi minuti, ma è fermato prima dell'ingresso in area. Nessuno, invece, riesce a frenare il brasiliano: al 6' s'invola a destra, salta in dribbling Patrascu (accentrandosi) e disegna una parabola con il piede sinistro che Coppola può soltanto ammirare: 0-1.

BRASILIANO IN VENA, MA SFUMA IL RADDOPPIO - Segna presto il Lecce, così come ad Arezzo, dove vinse. Subisce subito il Piacenza, come già accaduto nell'ultima partita interna contro il Bari, prima di ribaltare il punteggio e ottenere il risultato pieno. I salentini lo sanno e cercano di comportarsi di conseguenza perché il motore degli emiliani è un diesel, ma di quelli moderni ad alte prestazioni. Da un momento all'altro la formazione di Iachini può mettere il turbo. Gli ospiti, però, inizialmente limitano le accelerazioni altrui (al 13' Padalino è ostacolato in area da Schiavi con la partecipazione del portiere Benussi) e mostrano le loro, contrattaccando in velocità. Babù (due reti in campionato) potrebbe andare di nuovo in porta al 26'. Valdes, più incisivo quando si accentra (sulla sinistra trova l'opposizione puntuale di Campagnaro, spostatosi a destra in luogo dello squalificato Nef), lancia in profondità il brasiliano, che però manca l'aggancio. Babù tenta di fare tutto da solo al 36'. Nel momento topico, però, perde l'equilibrio e conclude debolmente.

TULLI GRAZIATO, MIGLIONICO TROVA IL PAREGGIO - La partita potrebbe cambiare al 37'. Il Lecce, capace di finire in dieci uomini nelle ultime sei gare, rischia di andare in inferiorità numerica anche stavolta. Tulli, già ammonito al 16', prosegue, calciando in porta, un'azione già fermata per fuorigioco. L'arbitro Gava, secondo il regolamento, dovrebbe estrarre il cartellino giallo ed espellerlo. Invece, si limita a redarguirlo, tra le proteste dei giocatori piacentini. Con rabbia, i padroni di casa aumentano la pressione negli ultimi dieci minuti del primo tempo. Cacia ci prova al 38'. Ma la rete del pareggio arriva al 40' sugli sviluppi di un calcio da fermo, una delle specialità della casa. Patrascu crossa dalla bandierina, due difensori riescono a farsi trovare al momento giusto: sull'incornata di Campagnaro devia Benussi, ma, sulla ribattuta del palo, il centrale Miglionico si ritrova la palla davanti e infila di testa: 1-1. Nel recupero potrebbe arrivare addirittura il raddoppio, quando Nocerino prova a imitare Babù, anche se da posizione opposta e con l'altro piede. Il tiro a giro (da destra e di destro) finisce fuori dallo specchio della porta.

TULLI RESTA NEGLI SPOGLIATOI, STAMILLA RIENTRA E SEGNA - Zeman ha già troppi problemi per non intervenire. Angelo, Vives e Osvaldo stanno pagando per le espulsioni subite nelle giornate precedenti. Vuole evitare che si faccia buttare fuori anche Tulli, peraltro abbastanza in ombra. Cosicché lo lascia negli spogliatoi preferendogli Cozzolino. Anche Iachini potrebbe avvicendare alcuni dei suoi. Stamilla, ad esempio. Quasi non si vede nei primi 45'. Ma, visto che il tecnico lo conferma, il giocatore ha fretta di rifarsi. Dopo due minuti dall'inizio della ripresa (47'), su cross di Cacia (che smista con costanza), è audace e preciso: tenta la giocata difficile, nonostante la posizione molto defilata, e di testa supera Benussi con un pallonetto: 2-1. A Cozzolino, invece, non riesce una giocata decisamente più facile al 52': a tu per tu con Coppola, si fa chiudere e intercettare il tiro. Di buono, però, c'è che il nuovo entrato è molto più nel vivo del gioco rispetto al collega di reparto sostituito.

POLENGHI SPRECA, NOCERINO NO - Il Lecce di certo deve stringere i tempi. Si ritrova in svantaggio e quasi non capisce il perché. Il Piacenza è cinico e si sa. Dà l'impressione di lasciarti l'iniziativa, poi ti stringe in una morsa e ti tramortisce, soprattutto se non sei pronto a cogliere le occasioni. Polenghi, ad esempio, su traversone di Rullo è solo di fronte alla porta quasi sguarnita (60'), ma il colpo di testa finisce incredibilmente a lato. Subito dopo (61') Stamilla dimostra (ancora) come si fa ad essere concreti, solo che il diagonale è deviato impercettibilmente da Benussi (gli arbitri non se ne accorgono) e termina fuori. Il portiere del Lecce, però deve inchinarsi al 70' (dopo una buona combinazione leccese conclusa da Babù). Tesi: come si sfruttano le incertezze degli avversari per chiudere le partite e andare in testa alla classifica. Dimostrazione: quando Polenghi rinvia corto proprio sui piedi di Nocerino, il giovane esterno dell'Under 21 si accentra e lascia partire un tracciante che s'infila nell'angolino opposto: 3-1.

IL LUPO NON PERDE IL VIZIO: SETTIMA ESPULSIONE DI FILA - Visti i precedenti, il confronto può dirsi chiuso. Le squadre di Zeman sarebbero capaci di rimontare due reti, ma non il Lecce attuale. Il boemo prova a cambiare qualcosa: al 77' richiama Juliano e inserisce Caccavallo, che va largo a sinistra con Valdes che retrocede stabilmente a centrocampo. Niente da fare. Mentre Cacia ha una buona possibilità in contropiede (79'), i salentini vanno tilt dopo una clamorosa traversa di Camorani (80'). In parte per stanchezza, ma soprattutto per frustrazione, Giacomazzi (anche lui!) perde la testa e si fa cacciare (81') per un fallaccio su Stamilla (l'uruguaiano va dritto con i tacchetti sugli stinchi dell'avversario). La girandola di sostituzioni (Simon per Stamilla, Anaclerio per Padalino, Mingozzi per Camorani) potrebbe sostituirsi ai titoli di coda. Invece, quasi a voler mettere il dito nella piaga (per quello che dovrebbe essere e chissà quando sarà), arriva la rete di Polenghi su angolo di Caccavallo. Distanze accorciate inutilmente perché c'è tempo soltanto per un altro cambio perditempo (Pellicori, un ex, per Cacia) e una conclusione di Simon parata da Benussi.
G. Flavio Campanella

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