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Cassano litiga anche con Capello. La società lo mette fuori rosa

L'attaccante barese punito per la ribellione contro il tecnico del Real Madrid. Sabato sera nella gara vinta 3-1 con il Terragona si era lamentato dopo la partita, nervoso per essere stato lasciato in panchina assieme a Ronaldo, per il lungo riscaldamento a bordo campo • Il karakiri del samurai
MADRID - Prima o poi doveva accadere: una delle cassanate del pibe di Bari , la prima in terra spagnola, è scoppiata come una bomba a orologeria nel Real Madrid. Per 'mancanza di rispettò, ovvero gli insulti pronunciati contro il tecnico Fabio Capello, che non l'aveva fatto giocare sabato sera al Nou Estadi nella partita vinta dal Real Madrid 3-1 contro il Nastic di Tarragona, Antonio Cassano è stato sanzionato con una multa e l'allontanamento per 'indisciplinà dalla prima squadra. Continuerà ad allenarsi da solo, 'castigadò fino a data da destinarsi, come ha già fatto oggi correndo in solitario per 50 minuti, mentre il resto della squadra si preparava alla partita di Champions di mercoledì contro lo Steaua di Bucarest. Il giocatore barese paga così la rivolta capeggiata contro Capello, il tecnico che ha sempre creduto in lui e che l'aveva voluto nell'empireo galactico. Di nuovo il suo carattere irruente ha avuto la meglio.
A far traboccare il nervosismo accumulato nelle ultime settimane, per l'esclusione dagli undici titolari, il lungo e vano riscaldamento a bordo campo imposto da Capello a Cassano e all altra vittima illustre, Ronaldo, durante la partita col Tarragona. Secondo quanto pubblicato da vari media, Cassano non ha aspettato nemmeno di arrivare negli spogliatoi per affrontare il tecnico a muso duro: «Hai una bella faccia tosta, è questo il modo di ripagarmi? Così mi ringrazi, dopo che ti ho sempre difeso anche nei momenti difficili, dopo che alla Roma sono sempre stato dalla tua parte?». Uno sfogo al quale, secondo testimoni, l'imperturbabile goriziano, con fama di duro, non ha replicato, opponendo un muro di silenzio anche all annuncio di Ronaldo di voler chiedere una riunione urgente col presidente Ramon Calderon «per porre fine a una situazione insostenibile».
Da sabato, però, circolavano voci di una punizione esemplare richiesta da Capello, per il quale la disciplina è la regola numero: «Da oggi il Real sarà come un esercito», aveva promesso alle stelle bianche all'indomani della disfatta contro il Getafe. E così è stato. Fine dell'idillio col suo pupillo barese, il preferito della rosa ai tempi della Roma anche quando, a parte Totti, nessun giocatore della squadra rivolgeva a Cassano la parola.
La direzione sportiva - si legge nella web del club - ha adottato la decisione di allontanare temporaneamente Antonio Cassano dagli allenamenti di gruppo per indisciplina (mancanza di rispetto all'allenatore) avvenuto sabato scorso dopo la partita». Il giocatore dovrà inoltre pagare la sanzione fissata dal regolamento interno. Non è la prima volta che il barese è messo fuori rosa da una squadra, come sanno bene i suoi ex tifosi della Roma. Ma il motin , l ammutinamento contro Capello, rende problematico il suo futuro nel Real, dove era approdato nell'inverno scorso, proprio dopo mesi di emarginazione dalla squadra romana.
La notizia del provvedimento disciplinare del Real - dove si ricorda come un unico precedente la sospensione da incarico e stipendio di Nicolas Anelka, nel marzo del 2000, per essersi negato a partecipare agli allenamento di gruppo - ha riacceso le polemiche sulla bontà dell'acquisto del giocatore italiano. Giornali e tv ricordano l'arrivo del 'gorditò, in sovrappeso e fuori forma, rimesso in sesto da Capello e protagonista di un brillante esordio di Liga. Ma il rapporto di fiducia fra il tecnico e il giocatore si è incrinato nelle ultime settimane, anche se dall'entourage di Cassano si sottolinea che non è in discussione la sua permanenza nella squadra. Almeno per il momento: «Un primo bilancio del suo ingaggio al Real è previsto per giugno, catastrofi permettendo».
Un'altra bomba è infatti innescata nel club merengue, quella di Ronaldo, che non sopporta la pressione della panchina, come ai suoi tempi nelle fila di Milan e Inter. In queste ore si specula di nuovo sulla possibilità del brasiliano di un ritorno in Italia, se continuerà a restare fuori dalla ristretta schiera degli eletti di Capello.

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