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Calcio/Serie B - Il Bari raggiunto nel finale

Nell'anticipo della seconda giornata, i biancorossi di Maran pareggiano 1-1 con il Brescia. In vantaggio al 14' con Tabbiani, subiscono all'80' la rete di Possanzini. Primo punto in classifica e recriminazioni per un successo sfumato. Nel prossimo turno (martedì) Pescara-Bari. Oggi Verona-Lecce (ore 16)
BARI-BRESCIA 1-1 (1-0 nel primo tempo)

BARI (4-2-3-1): Gillet; Milani, Pianu, Esposito (75' Belmonte), Micolucci; Bellavista, Gazzi; Tabbiani (73' Fusani), Vantaggiato (60' Scaglia), Ganci; Santoruvo. Allenatore: Maran.
BRESCIA (4-2-3-1): Viviano, Stankevicius, Zoboli, Mareco, Cortellini (55' Hamsik); Piangerelli, Jadid; Alfageme (71' Cerci), Serafini, Del Nero; Possanzini. Allenatore: Somma.
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto (Vicinanza-De Luca).
Reti: 14' Tabbiani, 80' Possanzini.
Note - Ammoniti: Gazzi, Vantaggiato, Santoruvo, Fusani, Micolucci per il Bari; Mareco e Jadid per il Brescia. Spettatori 5.000 circa.

BARI - "Non va così, non va così". Non serve il labiale. E' sufficiente il gesto, che anche visto dalla tribuna esprime chiaramente il concetto. Maran muove l'indice come fosse un tergicristallo. Il tecnico del Bari i primi cinque minuti della gara contro il Brescia proprio non li digerisce (e sicuramente avrà sullo stomaco pure gli ultimi dieci). Niente da dire sulla squadra, che inizia col piglio giusto. Il destinatario è l'arbitro, che ammonisce due biancorossi in un minuto: al 3' punisce prima Gazzi per aver allontanato ingenuamente il pallone a gioco fermo e poi Vantaggiato per un fallo su Cortellini. I provvedimenti, a dire il vero, sono incontestabili a norma di regolamento. All'allenatore dei baresi, però, non piace la presunta difformità di giudizio. L'arbitro Gava non avrebbe giudicato con lo stesso metro alcuni interventi fallosi dei bresciani.
La rabbia dura poco. Maran ha già le risposte che aspettava. I giocatori mantengono la promessa. Entrano in campo decisi a riscattare la sconfitta di Crotone, a dare un segnale alla tifoseria e a regalargli una soddisfazione. Il tecnico ha un conto aperto con il Brescia: nella scorsa stagione fu esonerato (5 marzo) dal presidente dei lombardi Corioni con la squadra al quinto posto in classifica. Il pressing del Bari è soltanto l'assaggio di una rivincita che sembra possibile, visto che dopo appena 14' i biancorossi sono in vantaggio. Su angolo di Vantaggiato (che se lo era procurato costringendo Viviano a deviare un calcio di punizione), il tocco volante di Pianu raggiunge l'accorrente Tabbiani: gran destro e 1-0.
L'approccio offensivo paga. Il Bari comincia, come previsto, con Santoruvo supportato dalla linea a tre composta da Vantaggiato, Ganci (a sinistra) e Tabbiani (a destra), anch'egli pronto ad attaccare, come dimostra il gol segnato. Ma anche quando i biancorossi si propongono su azione sanno essere pericolosi. Stavolta avanzano con i tempi giusti, tenendo vicini i reparti, evitando di lasciare spazi per il contropiede degli avversari, che si dispongono in modo speculare (4-2-3-1). Per tutto il primo tempo (va da sé che dopo il vantaggio il Bari rallenti la manovra) il Brescia riesce a rendersi pericoloso soltanto dalla distanza (Jadid al 19'). La difesa (è Gervasoni a lasciare il posto a Pianu) non perde un colpo, anche perché ha sempre la diga Bellavista-Gazzi piazzata a pochi metri.
Che i meccanismi funzionino a dovere è dimostrato anche dal fatto che al 36' sia addirittura il terzino Milani (altro ex scaricato dai bresciani) a tentare il tiro, sebbene da oltre trenta metri. Il tentativo sembra velleitario. Invece il destro sta per scavalcare il portiere, che si salva in corner. Il detto "la miglior difesa è l'attacco" non è un luogo comune se la squadra è ben organizzata, al punto da costringere l'avversario a subire e adeguarsi. Il Bari può permetterselo anche perché ha lavorato bene nel precampionato. Si vede ad occhio che la condizione è già a buon punto, così come era apparso evidente a Crotone. In Calabria erano stati prevalentemente errori individuali a determinare il risultato. Del resto, leggere le sconfitte è più complicato che decifrare le vittorie.
Da apprezzare, peraltro, la scaltrezza e la reattività di Santoruvo, che allo scadere del primo tempo sta per approfittare dell'incertezza di Mareco. Piace decisamente meno l'esecuzione, da dimenticare al pari di quella di Vantaggiato, che in apertura di difesa non sa sfruttare un'altra ingenuità del difensore paraguaiano del Brescia. Una cosa è certa: se il Bari avesse più qualità in alcuni ruoli, sarebbe davvero in grado di lottare per la promozione. Può però sopperire in parte con la freschezza dei giovani (quel Tabbiani è da seguire…) e con la feroce determinazione, soprattutto se l'esempio è dato dal capitano, che al 51' si fa mezzo campo per tentare di sradicare un pallone chiaramente destinato a finire in fallo laterale.
L'allenatore degli ospiti prova a mischiare le carte al 55' aggiungendo un centrocampista: esce Cortellini ed entra Hamsik. La difesa del Brescia passa a tre con Mareco centrale. Maran risponde con Scaglia al posto di Vantaggiato (60'). Al 61' arriva il primo pericolo vero per i pugliesi. Per una volta la difesa biancorossa lascia Serafini libero di colpire di testa. Gillet si salva con un pizzico di fortuna. Al 71' Somma richiama l'argentino Alfageme per inserire la punta Cerci, subito dopo il collega Maran toglie Tabbiani (73'), per far posto a Fusani, e Esposito (crampi), rilevato da Belmonte (75').
Insomma, il Bari (4-4-2) decide (anche perché le energie, ampiamente dispensate, cominciano a scarseggiare) di accettare la sfida che il Brescia (3-4-1-2) sposta sul possesso di palla. Su questo piano, l'esperienza e la qualità contano di più. Tanto che Del Nero, su un'iniziativa che si sviluppa a destra (80'), manda in area un pallone basso su cui si avventa Possanzini. L'attaccante anticipa il giovane Belmonte con la punta del piede e pareggia: 1-1. I lombardi potrebbero addirittura conquistare i tre punti quando (88') Micolucci si fa sorprendere da Jadid, che sbuca alle spalle del difensore e di testa mette in apprensione il puntuale Gillet.
Le recriminazioni alla fine sono inevitabili. Restano però il primo punto del campionato, la consapevolezza di aver fatto bella figura e la certezza di poter crescere. Le vittorie arriveranno, la salvezza (senza troppa sofferenza) pure. Per quanto riguarda la promozione, meglio lasciar perdere. Certo se a Bari ci fosse, per esempio, uno come Possanzini…
G. Flavio Campanella

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