Martedì 28 Gennaio 2020 | 17:39

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MotoGP - In Portogallo pole a sorpresa

Alex Barros, del team Camel Honda, nei secondi finali ha bruciato tutti. Alle sue spalle, Sete Gibernau e Carlos Checa (Ducati) al terzo posto. Seconda fila tutta italiana con Valentino Rossi davanti a Marco Melandri
ESTORIL (PORTOGALLO) - Sabato di pole-position a sorpresa ed a tempo di record all'Estoril, per il GP del Portogallo, seconda prova del Motomondiale di velocità in programma domani. In tutte e tre le classi, infatti, al palo partirà un «outsider» che ha anche abbassato il precedente record del circuito lusitano. Nella MotoGP, mentre tutti si attendevano la seconda puntata della sfida Rossi-Gibernau è spuntato Alex Barros. Il «senatore» dei piloti in gara nella classe «regina», infatti, ha ottenuto la sua quinta pole position in carriera. Il pilota del team Camel Honda, infatti, nei secondi finali ha bruciato tutti, ottenendo un incredibile 1'37"202, migliorando di oltre sette decimi il record ottenuto la passata stagione da Makoto Tamada. Alle sue spalle, con un tempo superiore di 127 millesimi Sete Gibernau che dopo la botta di domenica scorsa a Jerez, è caduto anche oggi nelle libere del mattino, picchiando proprio la stessa spalla sinistra dolorante. Il pilota catalano al termine delle prove ha dovuto subito applicare una borsa di ghiaccio e si è detto incerto sul poter portare al termine al meglio la gara di domanio. A lungo al comando delle prove, Carlos Checa ha portato la sua Ducati al terzo posto, chiudendo la prima fila con un tempo superiore di due decimi e mezzo rispetto a Barros. Seconda fila tutta italiana con Valentino Rossi, alle prese con una Yamaha non ancora al meglio come setting, in ritardo di 4 decimi, ma davanti all'altra Honda Telefonica Movistar di Marco Melandri, autore anche di una caduta ad un quarto d'ora dal termine che l'ha costretto a rientrare frettolosamente al box per usare la seconda moto. A chiudere il terzetto tricolore, Loris Capirossi con la seconda Ducati.
In terza fila, l'altra Yamaha di Colin Edwards e le due Honda Repsol Hrc di Max Biaggi e Nicky Hayden. Il sabato si era aperto con la conferma della KTM con Mika Kallio ai vertici della «piccola» 125 cc. Il pilota finlandese, infatti, ha ottenuto la prima pole-position in carriera girando in 1'45"279 e rintuzzando gli attacchi dell'elvetico Thomas Luthi con la Honda, finito a poco più di un decimo e del vincitore della gara di Jerez, Marco Simoncelli, primo dei piloti Aprilia a quasi quattro decimi. A chiudere la prima fila l'altra moto di Noale dello spagnolo Hector Faubel. In seconda, scivola la Derbi del ceko Lukas Pesek, l'altra KTM del magiaro Gabor Talmacsi, poi l'Aprilia del Totti Top Sport di Mattia Pasini e la Honda di Fabrizio lai. L'ex iridato Manuel Poggiali, con la Gilera, partirà dalla terza fla con il decimo tempo. La giornata sì è poi chiusa con la qualificazione della 250. Doppietta del team Aprilia Aspar con il francese Randy Puniet che ha abbassato il record della pista che apparteneva a Pedrosa, conquistando la pole in 1'41"104. A 48 millesimi il compagno Sebastian Porto. Alle spalle dell'argentino le Honda del campione in carica e leader del Mondiale, Dani Pedrosa e quella del forlivese Andrea Dovizioso, ex re della 125 nel 2004. In seconda fila tre Honda ed un'Aprilia, quella di Alex De Angelis, quinto, dietro a Hector Barbera, ma davanti al giapponese Aoyama e all'altro spagnolo Jorge Lorenzo. Roberto Locatelli apre la terza fila davanti a Simone Corsi.

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