«Era un giocatore determinato che in campo metteva l’anima, dava tutto con grande grinta e volontà – così lo ricorda Riva, il bomber rossoblù – era d’esempio per tutti noi e per chi non capiva che si deve lottare sempre per ottenere risultati. Oggi è una domenica molto triste. Abbiamo vissuto insieme degli anni bellissimi». Dopo aver appeso le scarpette al chiodo ha allenato anche i bambini di sette-otto anni: molti dei suoi allievi hanno imparato che il calcio non è solo fare gol, ma anche mettersi al servizio della squadra. Magari annullando, come faceva nei tempi d’oro, il miglior attaccante avversario. E non solo. Una volta in un Cagliari-Milan il suo mister, Manlio Scopigno, gli disse: «Tu prenditi il 10», e il «dieci» era Rivera: lui, che era abituato ad occuparsi del 9 o dell’11 rimase un pò perplesso. Ma obbedì: la storia racconta che quel giorno il Golden boy non toccò palla. Di quel Cagliari dei miracoli, fra i giocatori, è il secondo protagonista che non c'è più: a settembre di un anno fa se ne era andato il numero 3, Giulio Zignoli, uno dei più giovani del gruppo guidato dall’allenatore-filosofo.
A Cagliari Martiradonna era arrivato nel 1962 dalla Reggiana e fece in tempo a vivere tutti gli anni della grande ascesa dei rossoblù: dalla prima storica promozione in A del 1963-'64 sino all’apoteosi del tricolore conquistato aritmeticamente proprio contro la squadra della sua città, il Bari, il 12 aprile 1970 allo stadio Amsicora. Giocò anche in coppa dei Campioni contro Saint Etienne e Atletico Madrid. In serie A è entrato in campo 239 volte segnando quattro gol. La sua rete più celebre forse è quella realizzata in Coppa delle Fiere in Grecia contro l'Aris Salonicco: nel finale una sua incursione in area regalò il pari al Cagliari. Unico cruccio, mai una partita in Nazionale. Con il suo allenatore, sempre Scopigno, che gli ripeteva in continuazione: «Te la meriti tu, quella maglia, te la meriti».
Tifosi commossi: molti messaggi nel sito internet della società e su Facebook. L’ultima partita l’ha giocata fuori dal campo la scorsa primavera candidandosi per le elezioni Comunali a Cagliari: Martiradonna non era il bomber ma la sua squadra ha vinto. Segno del destino: merito anche suo, come nel 1970.
















