Martedì 28 Gennaio 2020 | 10:37

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Calcio - Serie B, aiuti a rischio

Il 30 giugno 2005 scade l'accordo sulla mutualità in favore della serie cadetta, che ha ceduto a MediaPartner (tranne il Perugia) i diritti del digitale terrestre fino al 2007
MILANO - Da oggi la serie B ha una consapevolezza in più. Il tempo della mutualità è tramontato e dal primo luglio 2005 comincia un periodo che, se per le venti di serie A sarà difficile, per le ventidue di B sarà addirittura terribile. A stabilire il confine tra ciò che è stato e quello che sarà sono le scadenze del 30 giugno 2005 quando saranno da rinnovare la delibera sulla mutualità del '99 con la quale si fissavano i termini degli aiuti economici in favore della serie B, il contratto con la Rai per la cessione degli highlights del campionato, la convenzione Coni-Figc sulle percentuali spettanti al calcio.
A chiarire, in termini piuttosto asciutti, la situazione alle società di serie B riunitesi oggi in assemblea straordinaria nella sede della Lega Calcio a Milano è stato il presidente Adriano Galliani. «Il problema non è più Galliani-Della Valle ma quello di trovare un accordo sulla distribuzione delle risorse a partire dal primo luglio 2005 - ha spiegato il presidente della Lega -. Bisognerà capire quanto vale il mercato della B che è composto dal trasferimento del 100% dei diritti degli highlight, del 50% dei diritti di Coppa Italia, degli incassi del concorso pronostici e della sponsorizzazione del campionato. Tutti introiti - ha specificato Galliani - di cui la serie A si priva in favore della mutualità».
Ad aggravare la situazione c'è anche il calo del 60-70% degli introiti del Totocalcio. «In realtà gli italiani giocano più di prima ma è cambiato il mix - ha continuato Galliani -. Così visto il calo degli introiti comincerà una battaglia dura per la negoziazione». Accantonata l'idea di ricorrere a nuovi giochi gestiti dalla Lega («i giochi in Italia sono monopoli di Stato», ricorda il presidente) e affidato l'incarico a due legali di studiare una tutela sull'utilizzo dei nomi delle società in ambito di giochi e scommesse, in assemblea si è parlato anche di digitale terrestre. Le società di serie B con esclusione del Perugia hanno firmato un accordo con MediaPartner per la cessione dei diritti del digitale terrestre fino al 2007. Accordo che, al momento, dovrebbe aver portato nelle casse delle società la modica somma di 55.000 euro (che per le tre neopromosse si trasformerà automaticamente in 1.100.000 euro a stagione) ma nessun altro beneficio perché mancano le frequenze per la trasmissione. «Bisogna studiare un nuovo calendario rispetto alla serie A perché sarebbe impossibile trasmettere tutto contemporaneamente», ha aggiunto il presidente che da questo momento incontrerà sempre insieme le tre anime della Lega per «ricomporre» la frattura e trovare un accordo sulle risorse.
Oltre i rappresentanti delle cinque grandi di A, i cinque delle medio-piccole del gruppo Della Valle, alle riunioni sul futuro del calcio parteciperanno anche i consiglieri di Lega per la B, Franco Dal Cin (Venezia), Maurizio Riccardi (Piacenza), Roberto Benigni (Ascoli), Pietro Lo Monaco (Catania), Vincenzo Matarrese (Bari) e il vicepresidente per la B Enrico Preziosi. Galliani, infine, ha escluso l'ipotesi di commissariamento della Lega e ha espresso preoccupazione per la nuova tassazione spagnola sui lavoratori stranieri fissata al 25%. Tassazione che permette alle società spagnole («ma anche in Inghilterra la tassazione è inferiore a quella italiana») di avere dei costi inferiori rispetto a quelle italiane che pagano allo Stato il 43%. «Ci stiamo muovendo - ha detto Galliani - perché poi si tende a dire che i dirigenti italiani sono i più stupidi d'Europa, che nessuno è capace di far niente, che tutti sono imbecilli e così via. Poi attenzione che quando il giochino è finito, è finito per tutti: dirigenti, giocatori, giornali, mezzi di comunicazione. Quando il campionato non è più competitivo, non lo è più per nessuno».

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