Sabato 18 Gennaio 2020 | 01:40

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Digitale terrestre: Adiconsum diffida Mediaset e La7

Riguardo il contratto che regolamenta l'utilizzo della scheda prepagata, chiedono la modifica delle clausole contrattuali che risultano palesemente vessatorie e lesive degli interessi dei consumatori ed utenti, perché in contrasto con il Codice Civile
MILANO - Adiconsum e Movimento Difesa del Cittadino diffidano Mediaset e La 7. Secondo le associazioni dei consumatori, infatti, «le nuove tv a pagamento non tutelano i consumatori. Mediaset e Telecom Italia danno vita a nuove Pay Tv, trasmettendo in Pay-Per-View il calcio con il digitale terrestre, ma anche loro, come chi le ha precedute, non si preoccupano di tutelare i consumatori - spiegano in un comunicato le due associazioni -.
Adiconsum e Movimento Difesa del Cittadino hanno inviato una diffida ad entrambe le televisioni chiedendo la modifica delle clausole contrattuali che risultano palesemente vessatorie e lesive degli interessi dei consumatori ed utenti, perché in contrasto con il Codice Civile. Mediaset e Telecom Italia nel loro contratto che regolamenta l'utilizzo della scheda prepagata prevedono: di poter variare, modificare e sospendere il servizio senza alcun preavviso; di non avere alcuna responsabilità per la mancata fruizione del servizio se ciò deriva da guasti o motivi tecnici; di ritenere valido per ogni controversia esclusivamente il Foro di Roma (il codice civile prevede il Foro del consumatore); l'adesione di fatto a clausole future che il consumatore non è in grado di conoscere; 5) la limitazione, se non l'esclusione dell'azione dei consumatori nei casi di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte di chi fornisce il servizio; l'applicazione esclusiva della legge italiana, dimenticando che i consumatori italiani sono anche europei».
Nel comunicato stampa le due associazioni sottolineano che nel contratto Mediaset è prevista «la risposta alle richieste dei rimborsi nel 95% dei casi. La garanzia della continuità di diffusione del servizio per un tempo non inferiore al 90% della durata dell'evento». Clausole che secondo le associazioni meritano delle istruzioni utili per «non incorrere in un incauto acquisto per la visione sul digitale terrestre delle partite di calcio a pagamento». Le due associazioni sottolineano che «il digitale terrestre è sperimentale. Come è stato ribadito dal Garante Antitrust, nella sentenza di condanna per pubblicità ingannevole sul digitale terrestre, il servizio è attualmente in fase sperimentale, compresa la Pay-Per-View. Quindi prima di qualsiasi acquisto, occorre verificare se si è in condizione di riceverle la trasmissione digitale (ricezione del segnale e verifica impianto); molti decoder non sono compatibili. Anche fra i decoder incentivati, dotati, quindi di tecnologia MhP, possono esserci marche che non garantiscono la compatibilità con le TV a pagamento.
I possessori di decoder, per Mediaset, devono verificare se nel menu principale appaia la voce «Servizio Pay per View» e al suo interno sia scritto Mediaset Premium. Per LA7 devono verificare di vedere il canale LA7 cartapiù attivazione. Chi, invece, acquista un decoder nuovo, chieda al venditore, prima dell'acquisto, la verifica sopra indicata».
«Le card prepagate sono regolate da un contratto - continuano le due associazioni -. Anche se non è evidenziato dalla pubblicità e nei negozi, per accedere alla Pay per View non è necessario un abbonamento ma l'acquisto della card prepagata corrisponde all'accettazione di un contratto. Ogni consumatore deve preventivamente conoscere le clausole contrattuali, chiedendole al venditore o cercandole su internet. Il venditore è responsabile della conformità. La legge sulla garanzia è la conformità prevede la piena responsabilità del venditore in merito alle caratteristiche (conformità) di ciò che vende.
Il consumatore che acquista un decoder digitale o un servizio prepagato ad esso correlato, senza avere ricevuto tutte le informazioni necessarie ad usufruire completamente dei servizi desiderati e che quindi non può godere del servizio richiesto, può chiedere, al venditore, il rimborso di quanto ha speso. Movimento difesa del Cittadino e Adiconsum esprimono il loro favore per lo sviluppo di una nuova concorrenza, necessaria al riequilibrio del mercato delle Pay Tv, ma esprimono rammarico nel constatare, ancora una volta come l'attenzione nei confronti dei consumatori, da parte degli operatori televisiva, sia totalmente insufficiente».

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