Domenica 20 Gennaio 2019 | 09:31

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Calcio/Serie A - Bologna-Lecce senza reti

Per la prima volta una gara dei salentini finisce senza segnature. Battibecco Zeman-Lippi. Tra le altre gare della tredicesima giornata, il Milan passa in casa del Chievo con un gol di Crespo • Risultati • Classifica • Cannonieri
• Prossimo turno • Inter - Juventus 2-2
BOLOGNA-LECCE 0-0

Bologna (3-4-2-1): Pagliuca 6.5, Juarez 6, Petruzzi 6, Nastase 6, Zagorakis 5.5, Amoroso 5.5, Colucci 6, Sussi 6 (34' st Loviso sv), Locatelli 6 (34' st Binotto sv), Meghni 6, Bellucci 6.5. (39 Ferron, 3 Gamberini, 36 Tedeschi, 29 Cortesi, 34 Della Rocca). All. Mazzone 6.
Lecce (4-3-3): Sicignano 7.5, Cassetti 6 (42' st Silvestri sv), Paci 6, Stovini 6, Rullo 6, Giacomazzi 6, Ledesma 5.5, Dalla Bona 5.5, Babù 5.5, Bojinov 5 (25' st Bjelanovic 5), Pinardi 5 (40' st Eremenko sv). (27 Anania, 23 Marianini, 25 Konan, 30 Camisa). All. Zeman 6.
Arbitro: Saccani di Mantova 6.5.
Angoli: 7-6 per il Bologna.
Recupero: 2' e 2'.
Ammoniti: Nastase, Paci per gioco scorretto; Petruzzi, Pagliuca per proteste.
Spettatori: 21.000.

BOLOGNA - E dire che qualcuno aveva suggerito di portarsi allo stadio un pallottoliere: invece dall' incrocio fra la squadra che aveva sempre segnato in questa stagione (il Lecce) e quella che da 24 partite ufficiali becca gol è uscito lo 0-0. Scomparsi dalla scena i gol, è rimasto il divertimento, perché gioco ed occasioni ce ne sono stati. Pure qui, però, il pronostico è stato mezzo sconvolto. Soprattutto nel primo tempo quando il Lecce è stato surclassato nel settore palleggio e affini: un'eresia per una squadra di Zeman.
I pugliesi non hanno preso gol, altra costante zemaniana, solo per i riflessi di Sicignano (il migliore in campo), che troppe volte s'è trovato gente davanti. Tante grazie anche al palo, centrato da Meghni all'11'. Il portiere giallorosso ha fatto due miracoli nel giro di due minuti: al 38' ha respinto con una gamba una punizione rasoterra di Bellucci, arrivando pure sulla respinta ravvicinata di Petruzzi, e un giro di lancette dopo ci ha messo una gamba ancora su Bellucci, che aveva sparato a colpo sicuro da poco più di cinque metri. Senza le sue Due Torri del pallone, Tare (infortunato) e Cipriani (squalificato), Carlo Mazzone si è affidato alla banda bassotti, mettendo Bellucci in mezzo con dietro Locatelli e Meghni: la parola d'ordine, per dirla con Carletto, era 'giochiamo pala e a terà. Ha funzionato.
La retroguardia leccese è sempre stata presa in mezzo dagli scambi rapidi: il primo, appunto, all' 11' quando un incursione del terzetto, Bellucci-Locatelli-Meghni, è stata bloccata solo dal palo. Allarme rosso per Zeman pure al 17', quando una torre di Bellucci, su cross di Zagorakis, non è stata intercettata dal giovane francese, in tuffo davanti a Sicignano. Dietro il Bologna invece è stato copertissimo, perché il 3-4-2-1 dell' avvio, spesso mutava in una più consigliabile difesa a cinque, con Zagorakis e Sussi che si abbassavano. Il Lecce ha fatto molta fatica a correre sulle fasce, specie a sinistra, dove Pinardi è rimasto praticamente in letargo per tutto il primo tempo. Un po' meglio sulla destra, con qualche incursione di Babù. Nel primo tempo ne è uscito così un solo vero pericolo per Pagliuca, al 46', quando Dalla Bona, con la porta spalancata ha sparato in curva dall'altezza del calcio di rigore. Prima il portiere rossoblù aveva dovuto solo deviare in angolo una bomba di Cassetti da 25 metri (al 22') e una punizione di Bojinov (25').
Nella ripresa il Bologna, con la panchina praticamente azzerata dagli infortuni, ha umanamente calato la velocità, patendo così gli attacchi nemici, comunque mai splendente. Al 19' ci ha provato Giacomazzi con un forte diagonale rasoterra e al 33' ha replicato Dalla Bona da fuori: ma Pagliuca è sempre stato sveglio. A nulla sono serviti i cambi (malino Bjelanovic), con la partita che s'è spenta verso lo 0-0. Un risultato inusuale che continua a far galleggiare in alto il Lecce, ma che invece impiomba il Bologna. E domenica, a Firenze, il derby dell'Appennino non si annuncia una passeggiata.

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