Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 07:54

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Serie A - Lecce, tre baci dal Salento

Batte 3-1 il Cagliari (ed è al 2° posto in classifica), dopo lo svantaggio iniziale, giunto in superiorità numerica. In gol Esposito (C), Cassetti, Giacomazzi e Bjelanovic • Serie A: risultati, classifica e cannonieri • Posticipo: Lazio-Milan 1-2
LECCE-CAGLIARI 3-1 (0-0)

LECCE (4-3-3): Sicignano 7; Cassetti 7, Diamoutene 6, Stovini 6, Rullo 6; Giacomazzi 6,5 (68' Marianini sv), Ledesma 6, Dalla Bona 6 (54' Eremenko 6); Bojinov 6,5 (92' Babù sv), Bjelanovic 6, Pinardi 6. A disposizione: Anania, Silvestri, Abruzzese, Paci. Allenatore: Zeman 6,5.
CAGLIARI (4-3-3): Katergiannakis 6; Lopez 5, Maltagliati 5,5, Bega 5,5, Agostini 6; Del Nevo 6, Conti 6 (88' Albino sv), Gobbi 6; Esposito 6,5, Zola 5,5 (35' Pisano 6), Langella 5,5 (67' Bianchi sv). A disposizione: Iezzo, Loria, Peralta, Sabato. Allenatore: Arrigoni.
Arbitro: Rodomonti di Roma (Strocchia, Titomanlio, Squillace).
Reti: 47' Esposito (C), 57' Cassetti (L), 73' Giacomazzi (L), 86' Bjelanovic (L).
Note - Spettatori: 14.755 (7.578 paganti e 7.177 abbonati) per un incasso complessivo di 164.852 euro. Ammoniti: Rullo, Cassetti, Diamoutene ed Emerenko (L); Del Nevo, Bega e Conti (C).
Espulso: Lopez (C) al 32' per fallo da ultimo uomo. Recuperi: 1' nel primo tempo, 3' nel secondo.

LECCE - Tre baci dal Salento. Stavolta Bojinov non c'entra. La quarta cartolina (le altre da Bergamo, col Brescia dal Via del Mare e da Roma) è firmata da Cassetti, Giacomazzi e Bjelanovic (tutti e tre già a segno in questa stagione), che hanno di nuovo rimontato un gol di svantaggio (come contro i lombardi nella precedente gara casalinga), per giunta arrivato in superiorità numerica.
Ma così l'immagine è ancora più bella e dimostra, ancora una volta, che Lecce può diventare Zemanlandia. Peraltro, se proprio non è spettacolare (almeno non sempre in questa occasione), la squadra giallorossa è spietata (buon segno). Registrando la difesa (o apportando un ritocco nel mercato autunnale?), non sarebbe vietato sognare. Lo dicono i numeri: Lecce secondo (in attesa di Lazio-Milan) insieme col Messina e a due lunghezze dalla Juventus; miglior attacco del torneo con undici reti fatte (e sei subite: occhio!), quarto risultato utile su quattro in questo torneo (due vittorie e due pareggi in perfetta media inglese), a parte il fatto che l'imbattibilità resiste dallo scorso campionato (mai successo nella storia in serie A che i salentini inanellassero nove gare di fila senza sconfitte).
Chi si aspetta un inzio fulminante, però, resta deluso. Il Lecce ragiona e tiene le posizioni senza sguinzagliare gli esterni, soprattutto difensivi. Questo atteggiamento non paga in attacco e si rivela addirittura controproducente. Gli attaccanti del Cagliari nel primo quarto d'ora vanno via tre volte. Anzi, un attaccante in particolare, che per fortuna si chiama Langella e non Suazo, indisponibile perché infortunato.
La punta di scorta se ne va da sinistra all'11', crossando senza esito, da destra al 13', concludendo con un tiro da dimenticare, e ancora da sinistra al 15' (gli attaccanti sardi cambiano spesso posizione, a seconda dei movimenti di Zola): stavolta Sicignano deve superarsi con i piedi su un tocco esterno rasoterra.
A questo punto, scendono... in campo i tifosi. Ora hanno davvero una maglia da indossare. La numero 12, ritirata dalla società, è consegnata definitivamente loro, in una rapida cerimonia prima del calcio di inizio, dal presidente Semeraro e poi lanciata materialmente nelle due curve. "All'attacco", urlano a gran voce dagli spalti (è il 19'): il Lecce si scuote e inizia il crescendo.
Cominciano a vedersi crepe nella formazione sarda (sono fuori anche Abeijon e, all'ultimo momento, Brambilla: a centrocampo Conti va in mezzo e Del Nevo copre il settore di destra). Al 23' Bojinov ci prova dalla distanza, troppa (25 metri circa) per impensierire davvero Katergiannakis. Al 25' Cassetti, che comincia a spingere con frequenza, si piazza al centro dell'area per colpire di testa (fuori di pochissimo) su un cross di Pinardi, che al 31' ci prova, a dire il vero con un sinistro senza pretese.
Dopo la mezz'ora (32') arriva l'episodio che potrebbe cambiare il confronto. Bjelanovic cerca di saltare Lopez a pochi passi dall'area di rigore. Il difensore lo mette giù (anche se forse tocca prima il pallone): è l'ultimo uomo tra il bulgaro e la porta e viene espulso dall'arbitro Rodomonti. Passano tre minuti prima che Arrigoni scelga l'uomo da far uscire per ristabilire l'assetto difensivo. A destra c'è un buco e a rimetterci è Zola, costretto a chiudere in anticipo la gara per far posto a Pisano, che va a rilevare i compiti di Lopez.
Ad inizio ripresa (47'), accade l'imprevedibile. Lancio lungo per la testa di Langella, che fa da sponda per Esposito. Nella circostanza Diamoutene si fa anticipare dalla torre cagliaritana, Stovini è altrove e Rullo si fa aggirare dal veloce attaccante campano, che salta Sicignano in uscita con un pallonetto. Cagliari in vantaggio: francamente esagerato, sopratutto nel nuovo contesto.
La squadra di Zeman, inutile nasconderlo, in difesa ha meccanismi ancora da registrare. Ma ha il pregio di non perdere la testa. Dà subito la sensazione di non accusare il colpo, forse anche per la consapevolezza di una superiorità numerica che si rivela soprattutto nel presidio del territorio, se è vero, come è vero, che la rete del pareggio arriva non su azione manovrata, ma su un gran tiro da fuori area di esterno destro di Cassetti al 57' (al secondo gol consecutivo dopo l'1-0 parziale dell'Olimpico contro la Roma: finì 2-2).
Il Cagliari, anche in dieci, riesce a tenere in apprensione i giallorossi, soprattutto con i tagli (Esposito e Langella si tengono larghissimi), come accade al 66', protagonisti Pisano (traversone da destra) e ancora Langella, che ha una percentuale così bassa da far impallidire un mediocre cestista. Il diagonale è ancora ribattuto da Sicignano. Arrigoni non ne può più e lo sostituisce immediatamente con Bianchi.
Il Lecce, invece, è micidiale. Sfrutta le incertezze difensive degli ospiti. Al 73' Eremenko, subentrato a Dalla Bona, pennella da sinistra per l'accorrente Giacomazzi, che penetra nella difesa cagliaritana e mette a segno di testa il terzo sigillo personale di questo campionato, affondando gli avversari, sempre più a corto di energie. L'incornata di Bjelanovic (secondo centro stagionale), che fissa il punteggio sul 3-1 all'86', arriva quasi inevitabile a punire un sistema difensivo ormai sfilacciato.
G. Flavio Campanella

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