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Calcio / Cassano story - Rispostaccia, e Voeller non lo fa giocare contro Kiev

Antonio Cassano ROMA - Una litigata, l'ennesima. Una parola di troppo, un insulto all'allenatore. Un film già visto quello di cui si è reso protagonista ancora una volta Antonio Cassano oggi a Trigoria, dopo il gestaccio di domenica scorsa in campo che gli è costato due giornate di squalifica.
Cambiano i tecnici alla guida della Roma, ma non il carattere difficile del barese che oggi ha lasciato il centro sportivo dove tutta la squadra era in ritiro da ieri per la partita di Champions con la Dinamo Kiev che si gioca stasera all'Olimpico. Partita che Cassano non gioca proprio perché Voeller (in accordo con la società che ha anche diffuso un breve comunicato stampa per spiegare la situazione), ha ritenuto giusto mandare a casa il giocatore evidentemente troppo nervoso.
Il nuovo episodio increscioso è avvenuto durante l'allenamento di rifinitura: Voeller spiega alcuni movimenti tattici che Cassano non condivide e lo dice senza mezzi termini. Una risposta sbagliata a Voeller e poi negli spogliatoi.
Il tecnico avrebbe anche provato a parlare con Cassano davanti a tutti, ma in cambio avrebbe ricevuto soltanto una rispostaccia. A quel punto Voeller avrebbe invitato Cassano ad un colloquio privato. Invito raccolto dall'attaccante soltanto dopo i pressanti "consigli" dei compagni. Del colloquio non è trapelato nulla, ma la scena successiva è stata l'uscita dal centro sportivo da parte del giocatore, direzione casa. Sembra che inizialmente Cassano sarebbe dovuto partire titolare contro la Dinamo Kiev, e che poi Voeller abbia cambiato idea alla luce del suo persistente nervosismo.
Adesso sembra che sia intervenuto direttamente il presidente Franco Sensi per calmare il giocatore, tanto che avrebbe anche manifestato l'intenzione di portarlo in tribuna al suo fianco per la partita di stasera.
Poco prima del match è intervenuto anche il d.s. Franco Baldini che ai microfoni di Sky ha dato una versione "societaria" dell'accaduto: «Caso Cassano? Direi che rispetto a suoi standard è persino esagerato parlare di "caso". Antonio non ha fatto niente, nel senso che è una vicenda senza scossoni o episodi rimarcabili. Voeller aveva detto che avrebbe deciso la formazione solo alla vigilia della partita: quando ha comunicato al giocatore che non sarebbe partito titolare, Antonio ha avuto un gesto di insofferenza. Il ragazzo non ha fatto niente di grave: non ha di certo abbattuto un aereo con una pallonata - prova a smorzare i toni Baldini -. Ora sono curioso di assegnare il Premio Pulitzer agli articoli che leggerò domani sui giornali, che saranno pungenti e magari anche ironici. Se mi chiedete se non far giocare Antonio sia un provvedimento punitivo, vi rispondo che un tecnico ha tutto il diritto di fare delle scelte del genere. Voeller ha il dovere di proteggere la sua credibilità nei confronti del gruppo. Cassano stavolta non ha superato il livello dei suoi gesti, ormai tristemente famosi, però se si supera il limite del consentito, bisogna salvaguardare squadra e società, e in questo sono d'accordo con Voeller».

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