Sabato 18 Gennaio 2020 | 10:00

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Olimpiadi - Setterosa, appuntamento con la storia

Acquatic centre di Atene, ore 17,15 italiane (diretta su Raidue): le azzurre della pallanuoto affronteranno la Grecia per il titolo • Gli azzurri in gara giovedì 26 agosto • Canoa, tre imbarcazioni in finale • Giovedì 26 agosto: la programmazione in tv
ATENE - Un appuntamento con la storia a cui non si può arrivare tardi. Eppure Pierluigi Formiconi, il tecnico che in dieci anni ha portato il Setterosa sul tetto del mondo è ad Atene gira con un orologio spento, che non segna l'orario.
Un portafortuna, una scaramanzia insolita per il ct romano: eppure preferisce non toglierlo, «tanto crederci non costa nulla» dice sfoderando una massima che incarna tutta la sua romanità. Anche perché oggi le azzurre in calottina tornano in acqua nella piscina dell'Acquatic centre a caccia dell'oro olimpico, l'unico trofeo che manca ad una squadra che ha già vinto tutto. Di fronte la Grecia, padrona di casa, arrivata a sorpresa a giocarsi il gradino più alto del podio, una nazionale che «negli quattro anni non è esistita» dice però Formiconi.
Ma ha puntato tutto sui Giochi del welcome home e nell'impianto ateniese avrà dalla sua il pubblico delle grandissime occasioni: un tifo da stadio che sosterrà la Grecia di Kyriakos Iosifidis, il tecnico che oggi avrà un motivo in più per uscire trionfatore. Lui che due anni fa, alla guida della nazionale maschile, fu boicottato dai giocatori che per protesta si astennero dal gioco, è la faccia opposta a quella del tecnico italiano, vincente e amato dal gruppo. Un affronto che a Iosifidis costò la panchina: quella delle donne arrivò a parziale risarcimento. Lasciò il posto allora alla stella italiana, Alessandro Campagna che ha già portato in semifinale l'altra Grecia, quella maschile, eliminando proprio l'Italia. «Non usciamo dalla piscina senza prima aver dato l'anima» hanno detto in coro dalla piscina di Glyfada dove si allenano: per l'oro sono già pronti i 180mila euro stanziati dal comitato olimpico locale e u futuro garantito. Perchè una legge dello stato ha previsto che tutti gli atleti che si fossero piazzati tra i primi sei ai Giochi verranno arruolati nell'esercito come ufficiali di primo grado ma senza l'obbligo di prestare servizio.
Se la Grecia trattiene il fiato per applaudire «le nostre sirene» come titolavano molti giornali ieri, l'Italia si stringe intorno alle sue, di sirene, perché quella di oggi è una finale storica. Prima olimpica, dopo la mancata qualificazione nell'edizione di Sydney, la prima aperta alla pallanuoto femminile: ma per Formiconi le vigilie sono tutte uguali. «Sappiamo che è diversa dalle altre - dice il ct del Setterosa - ma la viviamo nello stesso modo». Nel suo gruppo ci sono diverse ragazze a fine carriera, ma per Formiconi guai a parlare di era finita. «I cicli finiscono quando si comincia a perdere - dice - qui di atlete ne sono passate tante, ma noi non perdiamo mai». Quanto alla Grecia dice che «ha meritato comunque la finale».
male che vada sarà argento: un traguardo importante anche se lascerebbe qualche rimpianto. «Festeggeremo lo stesso - dice Formiconi - magari tra sei mesi ripensando all'oro mancato ci potrebbe dare fastidio». ma a questo non vuole pensare: c'è la Grecia tra il Setterosa e il sogno. Ieri contro gli Usa le azzurre hanno tirato fuori le unghie solo nell'ultimo parziale, recuperando una gara che sembrava persa. «Dobbiamo giocare bene tatticamente, non basta il cuore - ammonisce il tecnico -. Ma abbiamo grandi chance». Al dopo ancora non pensa, pensa piuttosto a quanto urlerà oggi a bordo vasca per correggere eventuali errori. E non dovranno esserci per battere la Grecia e i diecimila che affolleranno la piscina: «Siamo in grado di fare l'ultimo gradino. Cosa chiedo alle ragazze? Spero che mi diano questa soddisfazione». Poi guarda l'orologio, non serve vedere l'ora, perché l'appuntamento con la storia il Setterosa lo ha già fissato.

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