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Atene 2004 - Tsoumeleka, marcia d'oro

L'atleta greca nella 20 chilometri femminile gode dei favori dei giudici, che la graziano, nonostante «pattini» in modo evidente. Argento alla russa Ivanova, bronzo all'australiana Saville. Rigaudo sesta • Squalificata per doping la russa Korzhanenko: oro del lancio del peso femminile alla cubana Cumba • Gli altri risultati: Serbia fuori dal torneo di basket
ATENE - Dove saranno finiti stamani gli Sherlock Holmes del ginocchio bloccato, i Poirot dei piedi sempre a terra? Ci sarebbe del lavoro per loro, giudici supremi dei destini di camminatori e camminatrici. Con un cartellino possono creare eroi o cancellare il sogno di una vita, ma oggi non si vedono, alla 20 chilometri di marcia femminile. Stanno inguattati da qualche parte, come sempre, e ci si aspetta che da un momento all'altro saltino fuori per fare tana in faccia a qualche concorrente. Ma, niente, non si vedono. Sarà per il caldo? Ma no, oggi spira un piacevole venticello che allevia la fatica delle viandanti (24 gradi e 43 per cento di umidità: clima perfetto). Sarà perché gli è presa una botta di buonismo? O sarà mica perché in testa c'è la greca Athanasia Tsoumeleka?
Quest'ultimo interrogativo non chiede risposta, visto com'è andata ieri sera con al povero Yuri Chechi, messo in croce agli anelli, il cui signore predestinato era l'enfant du pays. Peccato che i giudici siano distratti, oggi. Si perdono uno spettacolo, perché la greca dà un saggio delle sue qualità di pattinatrice e bisogna riconoscere che, con le rotelle ai piedi, è imbattibile. Per la verità, un paio di richiami glieli fanno pure, ma sono di quelli leggeri: due buffetti sulla guancia, come per dire, attenta birichina, non lo fare più. Ma lei continua, imperterrita. E' venuta alla luce improvvisamente.
Vantava qualche piazzamento: settima ai mondiali 2003, il migliore. E stamani eccola lì che vola: letteralmente. E' stata sempre nel gruppetto di testa, che comincia a sfaldarsi quando mancano un paio di giri al termine, quattro-cinque chilometri, e l'Elisa Rigaudo, speranziella azzurra, prende a sbuffare dalla stanchezza.
Della testa della corsa han fatto parte fino a poco fa l'altra greca Papayianni, la bielorussa Ginko, la cinese Wang, la spagnola Vasco, l'Elisa, appunto, la Turova, che hanno ceduto nell'ordine. Ora la vittoria è diventata questione a tre: fra la greca Tsoumeleka, la russa Ivanova, l'australiana Saville. A due chilometri dal termine, mentre i giudici si voltano dall'altra parte, la ragazza di casa (22 anni) allunga la pattinata e guadagna una manciata di secondi sulla russa che di nome fa - vanamente - Olimpiada.
All'arrivo saranno soltanto quattro perché qualche attimo la Athanasia l'ha perso per ricomporsi, togliere i pattini e, finalmente, marciare. Arriva poco dopo anche Sandro Damilano, il ct della specialità. Ha un diavolo per capello: «No, dei giudici non parlo. Piuttosto dico che Elisa ha perso l'occasione della vita. Non gliene ricapiterà più una così. Con ritmi così lenti». La Rigaudo (meno bene di lei hanno fatto Rossella Giordano, 11.ma, ed Elisabetta Perrone, 18.ima) invece sorride e si accontenta: «Delusa? Niente affatto, perché io punto a Pechino». Non immagina, povera figlia, che anche là ci sarà un ispettore Clouzot a voltarsi dall'altra parte, quando una pattinatrice cinese spiccherà il volo verso il traguardo.

Risultati della prova olimpica di marcia donne, disputata sui 20 km

1) Athanasia Tsoumeleka (Gre) 1:29:12
2) Olimpiada Ivanova (Rus) 1:29:16
3) Jane Saville (Aus) 1:29:25
4) Margarita Turova (Bie) 1:29:39
5) Melanie Seeger (Ger) 1:29:52
6) Elisa Rigaudo (Ita) 1:29:57
7) Maria Vasco (Spa) 1:30:06
8) Wang Liping (Cin) 1:30:16
9) Yelena Ginko (Bie) 1:30:22
10) Athina Papayianni (Gre) 1:30:37
11) Rossella Giordano (Ita) 1:30:39
12) Kjersti Platzer (Nor) 1:30:49
13) Yuliya Voyevodina (Rus) 1:31:02
14) Song Hongjuan (Cin) 1:31:27
15) Valentina Tsybulskaya (Bie) 1:31:49
16) Sabine Zimmer (Ger) 1:31:59
17) Yelena Nikolayeva (Rus) 1:32:16
18) Elisabetta Perrone (Ita) 1:32:21

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