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Le rosse Ferrari incoronate in Ungheria

Schumacher ha vinto davanti a Barrichello sul circuito di Budaperst aggiudicando alla Ferrari il titolo mondiale costruttori con cinque gare di anticipo
Ferrari BUDAPEST - Era già tutto previsto, ma è comunque trionfo: a Budapest la Ferrari conquista il suo sesto titolo Mondiale consecutivo, il 14/mo della sua storia, e lo fa nel migliore dei modi, con una doppietta. Primo Michael Schumacher, alla sua 12/ma vittoria in 13 gare, la 82/ma della sua vita; secondo Rubens Barrichello. Per loro è la 22/ma doppietta, la 7/a stagionale. Con il totale di 202 punti la Ferrari è di gran lunga campione del mondo addirittura a cinque gare dal termine del campionato (la Renault è a 91).
Data la distribuzione dei punteggi, è il segno inequivocabile che la Ferrari è un altro pianeta rispetto a tutti gli avversari. E rispetto a tutti i problemi, visto che a Budapest i problemi non sono mancati: colpa di un erogatore ai box, che nel corso della gara si è guastato e ha costretto i meccanici ad un lavoro straordinario in corso d'opera per ripristinare la pompa della benzina.
E' successo tra l'11/mo e il 12/mo giro, quando Barrichello e Schumacher, partiti in testa, sono rientrati per il loro primo pit stop. Subito dopo uno dei meccanici si è presentato al muretto per segnalare a Chris Dyer, ingegnere di macchina di Schumacher, che c'era un problema alla pompa della benzina. «Quanto tempo per risolverlo?». «Non lo sappiamo, c'è da cambiare una valvola». «Intervenite, per il prossimo pit stop abbiamo 26 minuti».
La squadra è scattata, è intervenuta, ha vinto: quando le due rosse sono rientrate al box per il pit stop successivo (32/mo e 33/mo giro), l'erogatore era di nuovo perfettamente in funzione. Mai, dunque, Titolo Costruttori fu più legittimo: al di là dell' inarrivabile Michael Schumacher, davvero questa è una squadra campione del mondo.
Lui, 'kaiser Michael', ne è il degno pilota: perchè in Ungheria ha inanellato l'ennesima perla di una stagione irripetibile. Pole il sabato, vittoria la domenica, giro veloce (1'19"071). Con quella dell'Hungaroring sono 12 vittorie nella stessa stagione (record), la 7/a consecutiva (record, il precedente con 6 apparteneva addirittura al 1952 con Ascari), e 82 vittorie in carrier (record). Un mostro, un altro pianeta.
Dietro di lui a Budapest grande è stata la gara di Rubens Barrichello: il brasiliano è stato bravo a tenere la posizione in partenza, soprattutto contenendo l'aggressività di Alonso (scattato da 5/o a 3/o). Dietro alle Ferrari c'è stato l'altro gran premio, quello dei comuni mortali: nella lotta tra scuderie per vedere chi arriva secondo in Ungheria l'ha spuntata la Renault di Alonso (mentre Trulli si è ritirato al 43/o giro) davanti alla Bmw-Williams di Montoya (4/o), le Bar-Honda di Button (5/o) e Sato (6/o), l'altra Bmw-Williams di Pizzonia (7/o) e la Sauber di Fisichella (8/o), ancora una volta bravo a finire a punti.
Continua invece, incredibilmente, il disastro McLaren: anche in Ungheria le frecce d'argento hanno deluso, con Raikkonen ritiratosi per guasto meccanico già al 14/mo giro, e Coulthard solo 9/o alla fine, fuori dai punti.
Luciano Clerico

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