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Napoli, esposto del Tribunale contro il Coni

Sarà inviato alla Presidenza del consiglio dei ministri e alla Procura generale della Corte dei Conti per accertare l'eventuale danno erariale provocato allo Stato per la mancata iscrizione del Napoli alla serie B. La Figc resta rigida: pronta ad accettare solo la C1. Oggi Gaucci sottoscriverà il contratto di acquisto del club trasformando il fitto di ramo d'azienda
NAPOLI - Un esposto alla Presidenza del consiglio dei ministri e alla Procura generale della Corte dei Conti per l'accertamento di un eventuale danno erariale provocato dal Coni allo Stato per la mancata iscrizione del Napoli al prossimo campionato di serie B: lo hanno redatto, su incarico del Tribunale di Napoli, i componenti della curatela fallimentare, Francesco Fimmanò e Alfredo Contieri.
L'esposto, che sarà inviato nelle prossime ore, è stato deciso a tutela del credito vantato dallo Stato per circa 30 milioni di euro nell'ambito del fallimento: si tratta dei mancati versamenti di imposte, in particolare di Iva e Irpef. Proprio lo Stato è il creditore principale della Società sportiva Calcio Napoli (seguono i tesserati, circa 12 milioni di euro e altri tra cui il Comune di Napoli) e la mancata partecipazione del Napoli al campionato di serie B comprometterebbe le possibilità di ottenere soddisfazione per una parte rilevante del credito. All'esposto è stata per questo motivo allegata la sentenza con la quale il 2 agosto scorso il Napoli è stato dichiarato fallito dal Tribunale e che esplicita le posizioni creditorie.
Uno dei motivi dello scontro di ieri, nel corso della riunione fiume tenutasi a Castelcapuano, sede del Tribunale civile di Napoli, tra la curatela fallimentare e il direttore generale di Federcalcio, Francesco Ghirelli, sarebbe stato proprio il capitolo relativo a un eventuale danno erariale derivante dall'attuazione del lodo Petrucci o dall'eventuale vendita del titolo sportivo a soggetti terzi, estranei al fallimento.
Oggi ci potrebbero essere novità relativamente al ricorso d'urgenza ex articolo 700 presentato ieri dalla curatela fallimentare del Napoli al Tribunale per impedire l'avvio del campionato di B senza il Napoli e per inibire Coni, Figc e Lega Calcio dall'attribuire il titolo sportivo ad altri soggetti che non siano il Tribunale fallimentare. Il ricorso potrebbe essere congelato, probabilmente per un periodo di sette giorni, qualora la Figc concedesse uno slittamento relativamente ai termini per le iscrizioni al campionato. Sul punto, comunque, le posizioni sono ancora lontane. La Federcalcio sarebbe disposta ad allargare la scadenza ma sempre per l'iscrizione al campionato di C1 mentre la curatela chiede in questo momento esclusivamente la partecipazione al campionato di serie B. Una richiesta motivata dall'esigenza di soddisfare i creditori, in primis l'Erario che vanta crediti nei confronti della ex Ssc Napoli per circa 30 milioni di euro e che ha portato alla decisione di predisporre un esposto alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla Procura generale della Corte dei Conti.
Nella giornata di oggi è annunciata la sottoscrizione nella sede del Tribunale di Napoli del contratto di acquisto del club azzurro da parte di Luciano Gaucci: si tratta, in pratica, della trasformazione del contratto di fitto di ramo d'azienda precedentemente firmato dallo stesso Gaucci con l'amministratore unico del club azzurro, Paolo Bellamio. In questo modo entrerebbero 46 milioni di euro nelle casse della Fallimentare, una liquidità che consentirebbe di soddisfare in maniera particolarmente elevata i creditori rispetto alle normali disponibilità di una liquidazione fallimentare e soprattutto consentirebbe allo Stato di recuperare i 30 milioni di euro di crediti vantati per mancate imposte. Nello stesso tempo, inoltre, si tratta di un chiaro segnale, secondo le intenzioni della Fallimentare e di Gaucci, inviato alla Federcalcio che difficilmente, a loro giudizio, potrebbe continuare ad opporsi ad un'operazione del genere, più solida anche dal punto di vista delle garanzie.
Su questo punto continuerebbe il braccio di ferro tra la curatela, che agisce su mandato del Tribunale di Napoli, e la Federcalcio che ieri ha ribadito il suo no a un'iscrizione del Napoli al campionato di serie B aprendo uno spiraglio solamente per un'eventuale partecipazione di una nuova società azzurra al campionato di C1.

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