Sabato 18 Gennaio 2020 | 09:25

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Mancini, primo allenamento da tecnico dell'Inter

In campo ad Appiano: l'ex laziale ha diretto questa mattina la seduta dei giocatori che sono riuniti in pre-ritiro. La firma sul contratto che lo legherà alla società nerazzurra fino al 30 giugno 2007 è arrivata solo attorno alle 20.30 di ieri: accordo triennale da 7,5 milioni di euro netti
APPIANO GENTILE (COMO) - Roberto Mancini in campo ad Appiano, per la prima volta: il neo allenatore dell'Inter, che nella serata di ieri ha firmato il contratto triennale con la società nerazzurra, sta dirigendo questa mattina l'allenamento dei giocatori che sono riuniti in pre-ritiro.
Ieri la sua prima giornata milanese è stata ben più lunga e complicata di quanto ci si aspettasse. La firma sul contratto che lo legherà alla società nerazzurra fino al 30 giugno 2007 è arrivata solo attorno alle 20.30, nove ore dopo il suo arrivo nello studio dell'amministratore delegato e vicepresidente Rinaldo Ghelfi.
E' sembrato quasi un remake del 31 agosto 2002, quando la trattativa per cedere Ronaldo al Real Madrid si prolungò per quasi 13 ore. Eppure tutto sembrava chiaro e semplice, dopo che il cda della Lazio aveva dato ieri il via libera al passaggio di Mancini all'Inter. Invece, così non è stato, probabilmente a causa delle richieste avanzate dal direttore generale biancoceleste Giuseppe De Mita, presente a Milano per chiudere la trattativa per conto della Lazio. Così la prima giornata milanese di Mancini è stata una maratona, anche se non ci sono mai stati dubbi sul buon esito della trattativa.
Dopo aver trascorso due ore nell' ufficio di Ghelfi, Mancini ha pranzato assieme a Juan Sebastian Veron nel ristorante attaccato alla sede interista. Poi ha salutato Nicolas Burdisso, difensore argentino 23enne presentato nel pomeriggio. Di fianco al nuovo acquisto che resterà nerazzurro per 4 anni, si è seduto tutto lo staff dirigenziale nerazzurro, da Facchetti a Branca a Oriali, per ascoltare le parole di rito di un giocatore che ha vinto tanto con la maglia del Boca Juniors e che ha un passaporto italiano che lo ha reso decisamente appetibile per i club europei. «Finora abbiamo preso giocatori a parametro zero o in prestito - ha detto Facchetti - Burdisso è il primo giocatore che acquistiamo e questo testimonia quanto crediamo in lui». «Il mio passato non conta - ha aggiunto Burdisso - ora Javier Zanetti mi ha detto cosa ci si aspetta qui: vincere. E vestire la maglia dell'Inter è sempre stato il mio sogno».
Chiusa rapidamente la presentazione di Burdisso, la dirigenza interista è tornata nell'ufficio di Ghelfi, preceduta da De Mita e raggiunta poi nuovamente da Roberto Mancini. Nell'ufficio del vicepresidente interista sono poi arrivati tutti i nuovi membri dello staff tecnico, oltre a Federico Pastorello, procuratore del nuovo preparatore Carminati, ma anche di Zè Maria, il difensore brasiliano del Perugia che è nel mirino dei nerazzurri. E' iniziata una trattativa che si è chiusa con l'annuncio di Giacinto Facchetti: «E' tutto fatto, tutto a posto», ha detto il presidente poco prima delle 21.
Assieme al contratto di Mancini, sono stati definiti gli accordi con tutto il suo staff, che sarà composto da Fernando Orsi (vice-allenatore), Fausto Salsano (assistente tecnico), Giulio Nuciari (preparatore dei portieri), Ivan Carminati (responsabile dei preparatori atletici) e Sergio Viganò (massofisioterapista).
Domani, inizia quindi ufficialmente l'era di Mancini all'Inter, l'11esimo allenatore scelto da Massimo Moratti, che ha seguito la trattativa da fuori Milano. Nella sua rosa, ci sono già alcuni giocatori che conosce più che bene per averci giocato insieme e per averli allenati alla Lazio, da Favalli a Veron, a Stankovic. Al nuovo allenatore spetterà il compito non facile di riportare uno scudetto che manca dal 1989 all'Inter. Niente di più ma soprattutto niente di meno.

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