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Voeller si è dimesso. I tedeschi cercano un nuovo ct

Addio dopo l'eliminazione: «Ho un contratto fino al 2006, ma non credo più in questo progetto. Se fossi rimasto non sarei stato più credibile». Hitzfeld, ex Bayern Monaco, o Rehhagel, attuale allenatore della Grecia, i possibili successori sulla panchina di una squadra che dovrà prepararsi ai Mondiali che la Germania ospiterà nel 2006
ALMANCIL (PORTOGALLO) - Rudi Voeller, addio alla Germania, con le lacrime trattenute a stento. Quello che sembrava il ct più garantito, con il contratto in scadenza nel luglio 2006 e nessun obbligo di vittoria a Euro 2004, ha dato le dimissioni. Dopo Saez, Trapattoni e Baric, è il quarto commissario tecnico che lascia, l'unico il cui destino sia già stato ufficializzato.
Nessuno chiedeva all'ex idolo dei tifosi della Roma la conquista del titolo continentale, perché la nazionale tedesca è in fase di rinnovamento, in vista dei Mondiali che ospiterà tra due anni. Soltanto allora, nel 2006, sarà obbligatorio vincere, adesso bastava un piazzamento. Invece è arrivata, per il secondo Europeo consecutivo, l'eliminazione nella prima fase. Anche nel 2000, dopo quel fiasco, l'allora ct tedesco Erich Ribbeck si dimise, e arrivò proprio Voeller. «Ho un contratto fino al 2006 - dice Voeller nella conferenza stampa che ha fatto appositamente organizzare per annunciare l'addio - ma non credo più in questo progetto. Se fossi rimasto non sarei stato più credibile. Ai miei giocatori ho detto che la vita continua».
Il ritorno da Lisbona all'Algarve, in nottata, è stato amarissimo, in pochi fra i componenti della comitiva tedesca hanno dormito. Tra gli insonni c'è stato Voeller, «per i mille pensieri che avevo nella testa». E' un'eliminazione dura da mandare giù: la Germania voleva assolutamente la qualificazione, invece è stata battuta dai rincalzi della Repubblica Ceca, gente di qualità quasi pari a quella dei titolari e comunque decisa a non concedere nulla ai tedeschi. «In realtà stavo pensando da tempo alla possibilità di dimettermi», rivela Voeller che già ieri a caldo, dopo la partita, aveva rinunciato all'incarico in un breve colloquio con il presidente della federcalcio tedesca, Gerhard Mayer-Vorfelder. Ma il dirigente gli aveva chiesto di ripensarci e di riflettere bene prima della decisione definitiva. «Ma io ho la sensazione di non essere più la migliore soluzione per la guida tecnica della nazionale - spiega un Voeller commosso -. Solo una persona autorevole, e soprattutto convinta, è in grado di fare il ct in questo momento. Il presidente federale e gli altri dirigenti mi hanno chiesto di non prendere decisioni affrettate, ma ormai ho fatto la mia scelta, e credo sia quella giusta».
Fino a che punto l'ex tedesco volante è rimasto ferito dai fischi riservatigli ieri a Lisbona dai tifosi di questa deludente Germania? «Non mi sono dimesso per i fischi e le contestazioni del dopo-Repubblica Ceca - risponde Voeller - perché in realtà stavo pensando già da qualche tempo alla possibilità di andarmene. Non posso lavorare ad un progetto se non ne sono pienamente convinto. Dobbiamo riconoscere che in questo momento la Germania manca di qualità, e non può competere con le nazionali migliori. C'è qualche problema che non siamo riusciti a correggere, in vista dei Mondiali 2006 bisognerà lavorare a lungo, e con pazienza».
Uno dei guai della Germania è che le manca un erede del Voeller che giocava, ovvero un grande attaccante. «Abbiamo Kuranyi - dice l'ormai ex ct - che ha ottime qualità ma è privo dell'istinto assassino tipico dei cannonieri di razza. Il mio successore dovrà lavorarci sopra, è una lacuna che con il tempo potrà essere colmata. Comunque non diamogli la croce addosso, né a lui né agli altri giocatori: in questo Europeo hanno dato tutto ciò che avevano. Il futuro sarà dei giovani, gente come Podolski, Lahm e Schweinsteiger che saranno i pilastri della Germania dei prossimi anni».
Rudi Voeller (44 anni), il più giovane allenatore degli Europei, aveva assunto l'incarico quattro anni. In questo periodo ha collezionato 29 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte. Il suo maggiore successo è stato il secondo posto ai Mondiali del 2002 in Giappone e Corea del sud. In Italia è molto popolare per aver giovato nella Roma. E' sposato con una romana e parla italiano.
Toccherà a Ottmar Hitzfeld, ex Bayern Monaco, il nome più accreditato per la successione, o a quell'Otto Rehhagel che adesso sta pilotando la Grecia. Sarà lui l'unico tedesco a disputare i quarti di finale di Euro 2004, e sogna una nuova, clamorosa, impresa, stavolta ai danni della Francia.

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