Martedì 22 Gennaio 2019 | 01:53

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La Grecia ipoteca il passaggio del turno

Dopo aver battuto il Portogallo, la squadra di Rehhagel blocca la Spagna sull'1-1, mettendo in difficoltà gli iberici, che all'ultima giornata dovranno vedersela con i padroni di casa. Apre Morientes al 28', pareggio prezioso di Charisteas al 66'
GRECIA-SPAGNA 1-1 (0-1)

Grecia (5-3-2): Nikopolidis 6, Seitaridis 5.5, Kapsis 5, Dellas 6.5, Fyssas 6 (41' st Veneditis sv), Giannakopoulos 6 (4' st Nikolaidis 6), Zagorakis 6.5, Karagounis 5.5 (8' st Tsiartas 6.5), Katsouranis 6, Charisteas 6.5, Vryzas 6. (12 Chalkias, 13 Katergiannakis, 4 Dabizas, 6 Basinas, 16 Kafes, 17 Georgiadis, Goumas, 22 Papadopoulos, 23 Lakis). All. Otto Rehhagel 6.5.
Spagna (4-4-2): Casillas 6, Puyol 5, Helguera 6, Marchena 5.5, Raul Bravo 6, Etxberria 6 (1' st Joaquin 6.5), Albelda 6.5, Baraja 6, Vicente 6.5, Morientes 6.5 (20' st Valeron 6), Raul 6 (35' st Torres sv). (1 Canizares, 13 Aranzubia, 2 Capdevila, 11 Luque, 12 Gabri, 16 Xabi Alonso, 18 Cesar, 20 Xavi, 22 Juanito). All. Inaki Saez 6.5.
Arbitro: Lubos (Slovacchia) 6.
Reti: nel pt 28' Morientes; nel st 21' Charisteas.
Angoli: 14-2 per la Spagna.
Recupero: 2' e 3'. Ammoniti: Katsouranis, Marchena, Giannakopoulos, Karagounis, Helguera, Zagorakis, per gioco scorretto; Vryzas per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 25.444.

** I GOL **

Grecia-Spagna 1-1 28' pt - Tocco indietro suicida di Kapsis, che serve involontariamente Raul in area: passaggio a Morientes che si accentra e da una decina di metri infila Nikopolidis con un forte destro.
21' st - Con un preciso lancio dalla tre quarti offensiva, Tsiartas taglia in due la retroguardia spagnola, pescando Charisteas che con buona coordinazione infila in diagonale Casillas.

PORTO - Alla Spagna non è bastato un lampo della sua coppia di stelle, Raul (assist) e Morientes (gol), per prendersi la partita con la Grecia, capace di pareggiare al 21' con una bella rete di Charisteas. Le furie rosse hanno giocato e spinto di più, basti il conto all'incasso dei calci d'angolo (14-2). Ma non sempre vincono i migliori, come ama auspicare Carletto Mazzone. Così ora sono entrambe in corso per un posto nei quarti.
E poi, le stelle aiutano, ma non sempre decidono. Non avendone, Otto Rehhagel s'è iscritto al club che, di tanto in tanto, fa spuntare uno striscione nelle curve: «No al calcio moderno». Così Herr Otto ha rispolverato un assetto d'altri tempi, appiccando Kapsis, lo stopper che fu, a Morientes, e mandando Katsouranis, un centrocampista, sulle tracce di Raul. Dietro, con ampio margine di intervento, ha piazzato Dellas, nell'antico mestiere di libero. Nel complesso ha funzionato, anche se ovviamente la Spagna ha prodotto più gioco. L
a palizzata è crollata solo al 28', pure per un tocco all'indietro piuttosto maldestro di Kapsis, che ha involontariamente servito i piedi fatati di Raul: il numero 7, con un tocco fra l'esterno e il tacco, ha innescato Morientes, che da una decina di metri ha tirato un destro troppo forte per essere parato. Detto dell'errore nemico, bisogna saperne pure approfittare, e la Spagna in questo è stata brava, sempre pronta a pressare alto e a ripartire.
Grecia-Spagna 1-1Per contenere gli spagnoli, che spesso sapevano correre (bene) sulle corsie, Rehhagel aveva anche dato licenza di colpire le caviglie, così già nel primo tempo gli oltre 20.000 tifosi spagnoli presenti allo stadio Do Bessa, hanno capito che aria tirava: dopo appena sette minuti, Katsouranis ha rifilato un calcione a Raul (primo ammonito); al 24' è stata la volta di Giannakopoulos su Puyol (secondo giallo); e tre minuti più tardi è toccato a Karagounis entrare sui piedi di Etxeberria (tripletta di cartellini). Nella ripresa la Grecia ci ha provato con due tiri da fuori di Zagorakis (al 2' e all'8'); mentre dall'altra parte Raul ha sbagliato un' occasione come fosse un giocatore qualsiasi, spedendo alto un bel cross di Joaquin, che, entrato nella ripresa, ha dominato sulla destra.
E' invece arrivato il gol di Charisteas, che ha buttato dentro un preciso lancio di Tsiartas (entrato nel secondo tempo), con Puyol decisamente fuori posizione. Nel finale c'è stato tempo per gli ingressi di Valeron (il più amato dalla curva rossa) e Fernando Torres, il fenomeno del futuro. Altri due che la Grecia non può pescare in campo (figurarsi in panchina): ma chi ha detto che vincono sempre i migliori?

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