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Zeman è ufficialmente l'allenatore del Lecce

Torna dunque nel calcio che conta il boemo, il tecnico più discusso dell'ultimo ventennio, paladino di un calcio votato all'attacco che gli ha procurato successi a Foggia ad inizio carriera e poi alti e bassi con le due squadre romane
LECCE - Sarà Zdenek Zeman il nuovo allenatore del Lecce. Lo annuncia la segretaria della società con un comunicato stampa. Torna dunque nel calcio che conta il boemo, il tecnico più discusso dell'ultimo ventennio, paladino di un calcio votato all'attacco che gli ha procurato successi a Foggia ad inizio carriera e poi alti e bassi con le due squadre romane.
Nonostante la sua ultima avventura in serie B con l'Avellino sia naufragata sotto il peso di 69 gol incassati e di 25 sconfitte su 46 partite giocate, Zeman ha trovato ancora una club di serie A, il Lecce, disposto a scommette su lui, sulle sue idee, sul suo modo singolare di concepire il calcio, privilegiando sempre lo spettacolo e il gioco offensivo alle speculazioni sul risultato ad ogni costo. Ed è curioso che Zeman torni sui massimi palcoscenici nella stesse regione in cui ha ottenuto i primi riconoscimenti col Foggia.
Anche se l'Avellino è retrocesso Zeman si è comunque segnalato per quei 51 gol che la squadra è riuscito a segnare, facendo meglio in questo di 9 squadre che sono rimaste nella serie cadetta (e solo 2 in meno della Fiorentina che si giocherà lo spareggio per andare in A). Un altro argomento che può avere convinto il presidente Semeraro è che la panchina del Lecce è stata occupata con successo nella scorsa stagione da quel Delio Rossi che si è sempre dichiaratamente ispirato alle idee tattiche di Zeman.
Il tecnico boemo torna dunque ad allenare in quella serie A dalla quale fu estromesso soprattutto perché diventato troppo ingombrante dopo la sua denuncia del doping imperante nel mondo del calcio.
Giunto in Italia alla fine degli Anni 60 ospite dello zio Cestmir Vycpalek, che dopo aver conquistato uno scudetto con la Juventus si era ambientato in Sicilia, Zeman è nato come allenatore nell'isola ed è cresciuto con due idee tattiche fisse in testa: la difesa a zona e il modulo 4-3-3. «A Praga, da piccolo - scriveva sul suo sito personale - mi dicevano 'prendi quella posizionè e mai 'prendi quell'uomo: da quel giorno non ho più cambiato idea, sarebbe stata la zona il mio modulo di gioco ideale».
Dopo un lungo tirocinio in Sicilia dove nel 1988 nel Messina lancio Totò Schillaci, fu l'anno successivo nel Foggia del presidente Casillo, e di giocatori come Rambaudi, Signori, Baiano, che le sue idee tattiche ebbero la consacrazione definitiva. I pugliesi salirono nel '91 in A dove disputarono tre stagioni al di là di ogni possibile previsione.
I successi col Foggia aprirono a Zeman le porte della capitale sulla panchina della Lazio di Sergio Cragnotti. Subito secondo in campionato, miglior piazzamento in 20 anni, e terzo l'anno successivo. Ma la parabola era destinata a chiudersi il 27 gennaio del '97, esonerato da una società in cui Cragnotti aveva lasciato la presidenza a Zoff e il 'gruppò aveva deciso di abbandonarlo.
Ma pochi mesi dopo ecco il clamoroso passaggio sull'altra sponda del Tevere, nella Roma di Franco Sensi. Persi quattro derby su quattro, la Curva Sud continuava ad amarlo. Poi, il 31 luglio '98 Zeman decise di parlare di calcio e doping. Fioccarono le inchieste e le querele. Nel maggio del '99 Sensi lo scaricò a favore di Capello. A ottobre Zeman emigrò in Turchia per una breve quanto deludente avventura, salvo tornare ad allenare in Italia a giugno 2000 nell'improbabile Napoli di Ferlaino e Corbelli. Durò cinque mesi. Il 13 novembre chiamarono Mondonico al suo posto. A Salerno durò un po' di più, ma 10 sconfitte in 16 partite furono troppe anche per il presidente Aliberti.
Poi l' avventura sbagliata con l'Avellino che non gli ha tuttavia impedito di trovare ancora estimatori. «Zeman è così, o si ama o si odia», hanno sempre detto di lui. Qualcuno evidentemente è ancora disposto ad amarlo e il presidente Semeraro ora può dire: «Ho sempre sognato di averlo sulla panchina del Lecce».

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