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Ciclismo - Petacchi sull'ottovolante al Giro d'Italia

Lo spezzino vince anche la 15ª tappa. I miti del dopoguerra come De Vlaeminck, Maertens e Saronni sono alle spalle. Affiancate le imprese di Alfredo Binda (1929) e Costante Girardengo (1923). Otto vittorie in 15 tappe, più di una su due. Ormai è a 72 successi in carriera, 45 nelle ultime due stagioni, 15 quest'anno
SAN VENDEMIANO (TREVISO) - E otto. Alessandro Petacchi vince anche a San Vendemiano, dopo la tappa più lunga del Giro d'Italia. I miti del dopoguerra come De Vlaeminck, Maertens e Saronni sono alle spalle, oggi affianca le imprese di Alfredo Binda (1929) e Costante Girardengo (1923). Otto vittorie in 15 tappe, più di una su due. Ormai è a 72 successi in carriera, 45 nelle ultime due stagioni, 15 quest'anno. Numeri che fanno commuovere persino un duro come Giancarlo Ferretti, oltre 40 anni di ciclismo sul groppone: prima da ciclista, poi da direttore sportivo. Gli hanno sempre dato del sergente di ferro, tanti non hanno retto alle regole della sua disciplina. Ma ecco che per Petacchi Ferretti si intenerisce. E così Anna Chiara, la fidanzata di Alessandro (quella del ti amo urlato dopo la prima vittoria ad Alba), è ormai aggregata alla squadra. Perché senza di lei Alessandro non sa stare. «Fino a qualche anno fa i velocisti non li volevo nemmeno in squadra - spiega Ferron -. Ma non avevo nemmeno uno come Alessandro. Adesso ce l'ho e me lo tengo stretto. Anche perché è inutile pensare alla classifica, per poi arrivare al massimo sul podio. Meglio godersi le vittorie. E Petacchi è una macchina da vittorie».
Tantissime vittorie, il record dei Giri del dopoguerra. Il primato assoluto è di Alfredo Binda, il primo vero cannibale del ciclismo, l'uomo che venne pagato dagli organizzatori per non correre il Giro d'Italia. Nel 1927 ne vinse 12 su 15, ma era un altro mondo prima che un altro ciclismo. «Adesso di sicuro resterò nella storia del Giro d'Italia - dice Petacchi - Questo record fa onore a me e alla mia squadra. E mi permette di dire che sono il più forte, anche se è ovvio che io il Giro non lo vincerò mai». L' ottavo sigillo lo piazza dopo una giornata passata ad inseguire la fuga più lunga, lanciata da Mario Scirea e Daniele Righi dopo appena 34 chilometri sulla splendida costa dell' Istria. Ai due si sono agganciati Van Hout e Ginestri. Ed il quartetto è andato via così a 40 all'ora, per 188 chilometri nel vento e nel sole. Dopo Capodistria il massimo vantaggio: 10'30». Dietro, nessuna reazione. Ieri Petacchi lo aveva detto: «Voglio dare un po' di riposo alla squadra, se lo merita. Se va via la fuga stiamo a guardare, che si arrangino gli altri». Anche perché qualcuno già mugugnava per la tirannia della Fassa Bortolo. Ma poi oggi Alessandro ha visto che Bruseghin, Codol e Gustov si piazzavano davanti a tirare il gruppo. Come tutti i santi giorni. «Ho cercato di dirgli di smetterla - racconta - e sono andato personalmente all'ammiraglia per chiedere a Ferretti: perché tirano? E lui mi ha risposto: vogliono che tu vinca. Così ho fatto il possibile, perché con una squadra così sfido chiunque a tirare i freni».
Il possibile lo si è visto in tv: la fuga dei quattro è stata annullata a 12 chilometri dalla fine, poi il treno della Fassa ha fatto il suo solito lavoro. Con una variante, che stavolta gli si è affiancato il treno della 'Acqua e Saponè per Fred Rodriguez. E tutto è diventato più confuso, e Alessandro si è ritrovato ai 250 metri in quarta ruota. Ma non si è numeri uno al mondo se non si sa vincere comunque. Ed infatti ha atteso che partisse Nauduzs, poi si è avventato a centro strada e addio compagnia, anche se sulla destra Robbie McEwen sembrava in rimonta. Solo mezza bici di vantaggio stavolta sull'australiano. Ma c'è un trucco, che Petacchi svela: «Il treno dell'Acqua e Sapone è risalito in scia ad una moto. E Tosatto si è anche arrabbiato, ma poi ci siamo ritrovati bene perché eravamo dal lato giusto della strada. Nel finale ho aspettato e quando ho visto che Nauduzs partiva ho detto a Velo di non preoccuparsi. Stavolta mi potevo arrangiare da solo».
Ora il Giro va in alta montagna e per Petacchi si tratterà di tenere duro fino a Milano, per l'ultima volata. Lì non ci sarà Robbie McEwen, che stasera ha concluso il suo programma. L'appuntamento è al Tour. Dove stavolta Petacchi andrà a raccogliere la sfida di tutti i migliori. Poi farà le Olimpiadi, ma niente Vuelta. «Voglio durare qualche anno, devo cercare di gestirmi per quattro-cinque anni ancora».
Al Tour forse ritroverà anche Mario Cipollini. Venerdì a Cles il main sponsor del toscano, Ernesto Preatoni patron della Domina Vacanze, chiarirà la situazione. Ma non è più con Mario la sfida di Petacchi. Semmai c'è quella della fidanzata, Anna Chiara che lo vuole portare all' altare. «Ma non troviamo il tempo...» dice la mora toscana che ha un posto importantissimo nel mondo di Petacchi. «Questa ottava vittoria è merito anche suo. L'ho conosciuta alla fine del 2002. Da allora è successo tutto. Sì il merito è davvero anche suo». Parola di sprinter innamorato.

Ordine d'arrivo della 15esima tappa del Giro d'Italia, Parenzo-San Vendemiano di
km. 243

1) Alessandro Petacchi (Ita/Fassa Bortolo) in 5h59'52" alla
media oraria di km. 40,515 (abbuono 20")
2) Robbie McEwen (Aus) s.t. (abb. 12")
3) Olaf Pollack (Ger) s.t. (abb. 8")
4) Andris Nauduzs (Let) s.t.
5) Alexandre Usov (Bie) s.t.
6) Fred Rodriguez (Usa) s.t.
7) Angelo Furlan (Ita) s.t.
8) Simone Cadamuro (Ita) s.t.
9) Jan Svorada (Cec) s.t.
10) Luciano Pagliarini (Bra) s.t.
11) Graziano Gasparre (Ita) s.t.
12) Alberto Loddo (Ita) s.t.
13) Cristian Moreni (Ita) s.t.
14) Marco Zanotti (Ita) s.t.
15) Robert Forster (Ger) s.t.
16) Philippe Gilbert (Bel) s.t.
17) Bostjan Mervar (Slo) s.t.
18) Aart Vierhouten (Ola) s.t.
19) Raffaele Illiano (Ita) s.t.
20) Maxim Rudenko (Ucr) s.t.
31) Bradley McGee (Aus) s.t.
36) Franco Pellizotti (Ita) s.t.
37) Stefano Garzelli (Ita) s.t.
38) Giuliano Figueras (Ita) s.t.
39) Damiano Cunego (Ita) s.t.
40) Andrea Noè (Ita) s.t.
41) Gilberto Simoni (Ita) s.t.
55) Dario David Cioni (Ita) s.t.
57) Emanuele Sella (Ita) a 8"
148) Giancarlo Ginestri (Ita) a 3'50"
Partiti 150, arrivati 148. Ritirati: Magnus Backstedt (Sve), Piotr Wadecki (Pol).

Classifica generale dopo la 15esima tappa del Giro d'Italia (percorsi km. 2.662,9)

1) Yaroslav Popovych (Ucr/Landbouwerkrediet-Colnago) in
66h48'30" alla media oraria generale di km. 39,858
2) Serguei Honchar (Ucr) a 3"
3) Bradley McGee (Aus) a 1'02"
4) Gilberto Simoni (Ita) a 1'27"
5) Franco Pellizotti (Ita) a 1'32"
6) Damiano Cunego (Ita) a 1'48"
7) Giuliano Figueras (Ita) a 2'30"
8) Stefano Garzelli (Ita) a 2'31"
9) Dario David Cioni (Ita) a 2'36"
10) Wladimir Belli (Ita) a 3'09"
11) Cristian Moreni (Ita) a 3'24"
12) Emanuele Sella (Ita) a 3'46"
13) Andrea Noè (Ita) a 4'00"
14) Juan Manuel Garate (Spa) a 4'06"
15) Tadej Valjavec (Slo) a 4'29"
16) Gerhard Trampusch (Aut) s.t.
17) David Canada Garcia (Spa) a 5'28"
18) Francisco Vila Errandonea (Spa)a 5'30"
19) Christophe Brandt (Bel) a 6'14"
20) Philippe Gilbert (Bel) a 6'44"
42) Igor Astarloa (Spa) a 21'09"
76) Robbie McEwen (Aus) a 48'00"
82) Alessandro Petacchi (Ita) a 51'17"
150) Corrado Serina (Ita) a 2h20'10".

CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA CICLAMINO)

1. Alessandro Petacchi 225 punti
2. Olaf Pollack 134
3. Robbie Mc Ewen 121

CLASSIFICA GPM (MAGLIA VERDE)

1. Fabian Wegmann 30 punti
2. Damiano Cunego 28
3. Gilberto Simoni 16

CLASSIFICA INTERGIRO (MAGLIA AZZURRA)

1. Crescenzo D'Amore 39h01'05"
2. Al Marlon Perez Arango a 9"
3. Robert Forster a 26"

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