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Sensi e Cafu a giudizio per i passaporti falsi

Il presidente della Roma, il giocatore adesso al Milan e l'ex giallorosso Bartelt affronteranno il processo insieme con altre sette persone. Secondo l'accusa le persone coinvolte nelle procedure attuate per fare ottenere ai giocatori lo status di calciatori comunitari erano consapevoli delle irregolarità delle pratiche
ROMA - Sono stati rinviati a giudizio dalla quarta sezione della Corte di Appello di Roma, in funzione di gup, per la vicenda dei falsi passaporti, il presidente della Roma Franco Sensi, i giocatori Gustavo Bartelt e Marcos Cafu e altre sette persone: la moglie di Cafu, Regina Feliciano, Oscar Bartelt, padre di Gustavo, Cristoforo Colombo, procuratore brasiliano, Rosangela Monteiro, dipendente della Roma, Sergio Garulli, Giuseppe Lucisano e Sergio Meatta, funzionari dei Comuni di Roma e di Morano Calabro. La data della prima udienza è stata fissata per l'8 novembre prossimo.
Il 20 gennaio dello scorso anno il gip Claudio Tortora aveva prosciolto gli indagati dalle accuse di falso, sotto vari profili, sostenendo l'insussistenza dei fatti e comunque la buona fede degli stessi indagati. Quella decisione venne però impugnata dal pubblico ministero Silverio Piro.
Il pg, rappresentante dell'accusa, ha quindi sostenuto davanti alla Corte d'appello che non si potevano ritenere valide le argomentazioni del gip Tortora. Secondo il procuratore generale Giovanni Malerba, infatti, le persone coinvolte nelle procedure attuate per fare ottenere a Cafu e Bartelt lo status di calciatori comunitari erano consapevoli che dietro le pratiche avviate potessero celarsi eventuali irregolarità.

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